VITRIOL e il 7 in cucina - Biolcalenda di gennaio 2021

VITRIOL e il 7 in cucina

Vetriolo “Nome generico di certi solfati di metalli bivalenti, a lucentezza vitrea, cristallizzati con 7 molecole di acqua, fra loro isomorfi: v. bianco o v. di zinco, v. verde o v. di ferro e, più raramente, v. rosso e v. rosa; a essi va aggiunto il v. azzurro, che tuttavia cristallizza con 5 molecole di acqua”.

Questa la definizione di Treccani.

Chissà se il numero 7 delle molecole d’acqua nei solfiti è casuale. Chissà se è causale come i 7 giorni della Creazione nella Genesi e della settimana, o i 7 anni per l’inizio della seconda dentizione, o le 7 note o i 7 pianeti e i 7 metalli nella tradizione esoterica. Chissà perché i numeri!

Sembra però che i numeri un loro perché ce l’abbiano, a detta di chi ne sa.
Rudolf Steiner, ad esempio, nel ciclo di conferenze sul vangelo di Marco, a proposito del finale del libro dei Maccabei, l’ultimo della Bibbia (prima dei Vangeli), che narra la guerra con il re Antioco e il martirio dei 7 figli dei Maccabei. Il lettore, egli dice, “ha dinanzi a sé, da un canto, i sette figli dei Maccabei, e dall’altro, i cinque figli di Matatia. Cinque figli di Matatia e sette figli della madre dei Maccabei – questo ci dà un numero strano, il numero dodici, che di solito s’incontra anche quando ci s’inoltra nei segreti dell’evoluzione. Il numero dodici alla fine dell’Antico Testamento, descritto in un punto culminante!” (nel cap. 2 delle conferenze sul Vangelo di Marco).

Eh, son Misteri! Noi stessi esseri umani siam misteri, che abitiamo misteri. Chissà da dove veniamo, chissà dove andiamo… Ma essendo costruiti della stessa sostanza, quella del mistero (che, ricorda Shakespeare, è la “stessa di cui sono fatti i sogni”), possiamo abitarla, cavalcarla, possiamo giocare! Sempre molto seriamente, sia chiaro. Un gioco si gioca seriamente: avete mai visto un bambino prendere sottogamba un suo gioco?

Possiamo ad esempio giocare usando la metafora, che secondo alcuni stimati scienziati è uno strumento molto più efficace della logica per definire la nostra relazione con il mondo: lo ha affermato per tutta la vita Gregory Bateson: “La metafora non è solo una belluria poetica, non è logica buona o cattiva, ma è di fatto la logica su cui è stato costruito il mondo biologico, è la principale caratteristica e la colla organizzativa di questo mondo del processo mentale che ho tentato di tratteggiare”. La metafora è il linguaggio con cui il mondo stesso è costruito e si esprime.

E allora possiamo giocare con il numero 7. Sette, le lettere di VITRIOL. Che è l’acronimo per “Visita Interiora Terrae, Rectificando Invenies Occultum Lapidem”: «Visita l’interno della terra, operando con rettitudine troverai la pietra nascosta». E’ una metafora! Riprende un motto dei Rosacroce e va a identificare la Grande Opera alchemica, l’opera di trasformazione della materia.

Sette le parole, quella di centro è “Rectificando”. Tre parole prima, tre parole dopo. Più che “operare con rettitudine”, mi piace il termine secco “rettificare”: correggere, agire per trasformare. Per un alchimista “distillare”, estrarre l’intima essenza dalle cose.
Le prime tre parole “Visita Interiora Terrae”, indicano una azione percettiva: visita sensibilmente la materia, cogli (in forma attiva, ma con l’attività dei sensi) l’anima delle cose.
Poi Rettifica. Ovvero agisci in te, porta a bilanciamento. Diventa consapevole di te, che percepisci. Trova il tuo centro e il tuo equilibrio rispetto al mondo che percepisci esterno, riconosci l’interiorità al di là dei sensi. Fai emergere la Tua Presenza.
Quindi, le ultime tre: “Invenies Occultum Lapidem”. Scoprirai la pietra nascosta. Scoprirai la pietra di fondazione del tuo “essere nel mondo”, che non è una comune pietra di scarto, ma quella che serve a te per costruire il tempio, la tua realtà vera ed autentica. Scoprirai il tuo essere “Dono alla terra”.

Rectifica è al centro, è il cuore, il fulcro della bilancia.
Prima la base: raccogli le informazioni con la tua capacità di percezione. Poi rettifica: trova la Presenza di te. Scoprirai così le forme per la costruzione, per l’offerta. Prima ricevi, in mezzo ci sei TU e poi doni. In una situazione che è intemporale, il prima e il dopo come qualcosa al di là del tempo. Tutto si realizza nell’istante, che è senza tempo.
Riconoscere è istantaneamente agire. Riconoscere è essere fedeli alla propria anima, che è intessuta di azione, che è l’anima stessa delle cose. Una volta acquisita la consapevolezza profonda di questa corrispondenza tutto va bene, nella nostra azione! NOI STIAMO SEMPLICEMENTE ARTICOLANDO LA NOSTRA AUTENTICITÀ. Con quello che stiamo facendo, nulla di più, nulla di meno.

Questa è, in cucina, “Cucina Relazionale”. Non aver paura di dialogare con la materia che trasformiamo, non farci condizionare neppure dal “mi piace-non mi piace”, dal giudizio. Ma “sentire”: cogliere l’anima che si esprime con lo stesso linguaggio che si esprime in noi, nelle cose, nel mistero. E giocare.
Ovviamente, il confronto con le cose si media con l’esperienza. Ma l’esperienza si fa e cresce imparando il linguaggio, attraverso il quale le cose parlano.
Possiamo eseguire procedure e ricette per una vita (in cucina e non solo), senza capire quello che stiamo facendo. Così come si può rimanere analfabeti, in un paese straniero. Oppure si può impararne la lingua, nel confronto e nella relazione. Tutti possiamo imparare una lingua. Tutti siamo in grado di creare una cucina autentica, che esprima un linguaggio, quello della nostra anima.

Giochiamo con il sette, quindi. Lo faremo usando l’uovo, una perfetta metafora per il centro: “Rectificando”. Cosa può offrire una immagine più efficace di questo termine, se non l’uovo? È un centro naturale, è lo strumento che la natura offre per la nuova nascita, è un concentrato di vita che irraggia vita. Questo mese la ricetta contiene uova, latte e formaggi, alimenti che il mondo animale ci dona. Cerchiamo di esserne grati e doniamo vita anche noi, nella nostra offerta al mondo.

La ricetta: Uovo in sette mosse al radicchio e taleggio

Uovo in sette mosse al radicchio e taleggio - Biolcalenda gennaio 2021

Uovo in sette mosse al radicchio e taleggio
Biolcalenda di gennaio 2021

 


Ecco, abbiamo giocato un po’, con il numero sette. Potevamo farlo con altri numeri o con ale metafore. Importante però farlo, giocare. Importante che il nostro cuore sia leggero e che la nostra vita sia colma di significato, entrando nel suo mistero con gioia.


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