Sgorga una riga

Sgorga una riga scritta
di versi senza ragione
che nulla in me medita
ma chi è che me la detta
e ai suoi intenti?
    Vedo dopo averla
    scritta lì nel sonno,
    che ha ragione d’essere,
    che ha cosa dire,
    ch’è giusto ciò che ho scritto.
Tutto arriva da altra parte,
ombre siamo, e andiamo
dietro alla nostra arte
e, estranei, non erriamo.
    Chi detta ciò che medito
    senza udirmi meditare?
    Chi fa che resti scritto
    ciò che eccede quando io detto
    al mio realizzare?
Chi siamo, se il meglio
che siamo non è in noi?


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