Smog

Questo lungo inverno con freddo prolungato, che c’illudeva di aver attenuato il riscaldamento del pianeta, ci porta l’evidenza che anche l’aria che respiriamo è mortalmente inquinata e mette in dubbio il futuro della civiltà dei consumi. Targhe alterne, domeniche a piedi, bollino blu, limitazioni veicolari, siamo giunti al capolinea non per carenza, ma per eccesso. I nostri consumi di energia si stanno rivelando mortali, non solo per i paesi da cui preleviamo, potremmo dire deprediamo il petrolio, ma anche per noi che lo consumiamo così facilmente così a basso prezzo da poterlo bruciare con noncuranza.

Purtroppo la maggioranza dei nostri contemporanei considera il prezzo monetario l’unico valore degno di nota, per esso si è disponibili a farsi schiavi. Ogni malattia, curabile o non curabile, è considerata in base ai costi e ai guadagni del sistema sanitario, per cui si interviene quando la diffusione di una pandemia risulterebbe così costosa da non garantire i guadagni delle multinazionali farmacologiche.

E’ evidente che le soluzioni per evitare questo rapido degrado dell’aria ci sono, ma costano, soprattutto agli attuali padroni del mondo. Calcolando che 80% dei combustibili utilizzati vengono consumati per il trasporto su strada, se si passasse in modo generalizzato al metano ci sarebbero dei vantaggi per tutti, anche se i guadagni dei petrolieri diminuirebbero perché il metano si può ottenere anche in modo alternativo ai giacimenti sotterranei e, una volta che il parco auto e la rete distributiva fosse adeguato all’uso del metano, inevitabilmente la concorrenza delle fonti indipendenti farebbero diminuire i guadagni dell’attuale oligopolio. Nonostante intere aree europee siano ormai una continua nuvola di polveri sottili (PM10) e di biossido d’azoto (praticamente l’intera pianura padana, gran parte della Germania del Lussemburgo, Belgio, Olanda, così come le principali città: Londra, Parigi Madrid, Barcellona Roma ecc…), si cercano palliativi fantasiosi per prolungare quanto e possibile l’agonia e non disturbare i guadagni dei padroni.

Ovviamente l’andare a piedi o in bicicletta o tornare al traino animale sono tutte alternative possibili, ma già conosciute e non senza conseguenze. I cavalli nella Londra di fine ‘800 inquinavano a tal punto, di sterco le strade e di conseguenza l’aria, che le prime automobili furono considerate una soluzione liberatoria.

Il passaggio alla tecnologia dell’idrogeno, ci farebbe entrare nel futuro, perché l’idrogeno per idrolisi si può ottenere anche dall’acqua e l’energia per l’idrolisi si può ottenere dai pannelli fotovoltaici solari, ma diffondere una tecnologia che permetta a tutti di produrre la propria energia è democratico ed economico. Una bestemmia al dio Denaro.


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