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L’importanza delle siepi (3)

 
Abbiamo visto nel numero precedente un secondo gruppo di piante e osservato come, oltre ai vantaggi estetici e paesaggistici che può offrire una siepe (o comunque la presenza di alberi), ve ne sono molti altri che vanno tenuti in considerazione. Vediamone ora un altro gruppo.


Berberis vulgaris (Crespino) – Predilige pH basico. Arbusto alto 2 o 3 metri con rami spesso inarcati e ricadenti molto spinosi. Fioritura tra Aprile e Maggio. Può vivere alcune decine di anni. È ricco di una sostanza gialla usata un tempo per tingere stoffe. È specie pioniera, svolge un’importante funzione ecologica preparando il suolo all’insediamento di formazioni arboree più esigenti. Con i frutti aciduli si confezionano marmellate, salse e sciroppi. Essendo il Crespino l’ospite intermedio della ruggine del grano è stato quasi ovunque distrutto dall’uomo nell’intento di debellare questa parassitosi (non è comunque pensabile contrastare le varie patologie eliminando la vegetazione spontanea che circonda i campi coltivati poiché spesso la vera causa di malattie è da ricercare altrove: pratiche agronomiche troppo spinte, scelta di varietà iperproduttive ma dotate di scarsa vitalità, uso di concimi chimici, monocoltura ecc.). Il nettare del Crespino è bottinato da api, bombi e altri insetti. I frutti attirano molti uccelli. Fra i rami spinosi nidificano varie specie di volatili.
 

Euonymus europaeus (Fusaggine) – Predilige pH basico. Arbusto alto 3-4 metri con fusto eretto, arriva a 30-40 anni di vita. Fioritura da Aprile a Giugno. Il legno si presta ad una bella levigatura ed era tradizionalmente impiegato per la realizzazione dei fusi per la filatura a mano e per fabbricare utensili e attrezzi domestici. Fusti e rami carbonizzati in camere chiuse forniscono carboncino da disegno. Dato l’aspetto estetico è pianta di elevato valore ornamentale (vedi foto). Anche se le fronde hanno proprietà insettifughe la pianta viene facilmente attaccata dalla cocciniglia. Diffuso dal piano ai 1000 metri è tipico del margine boschivo. I fiori attirano numerosi insetti. I frutti, velenosi per l’uomo, vengono mangiati dal pettirosso, dal merlo e dalla cince favorendone la diffusione.
 
 
Morus alba (Gelso bianco) – Predilige pH medio. Albero alto 10-15 metri, generalmente governato a capitozza. Può vivere anche alcuni secoli. Rapida crescita in età giovanile. Il legno è duro, resistente e durevole soprattutto se immerso in acqua; si usa per costruire botti, mastelli, tini, secchi, parti di imbarcazioni ecc. Viene usato in falegnameria, torneria ed ebanisteria. È buon combustibile. Fioritura tra Aprile e Maggio. Una parte dell’economia della pianura padana dipendeva nei secoli scorsi dalle foglie di questo albero, poiché sono la base insostituibile per l’allevamento del baco da seta. Coltivato, e spesso subspontaneo, va dal piano ai 1000 metri. I frutti attirano uccelli, favorendosi a vicenda per la diffusione. Nelle vecchie capitozze cave nidificano rapaci notturni, l’upupa, il picchio, il torcicollo e le cince.
 
Viburnum lantana (Lantana) – Gradisce pH basico. Arbusto alto anche 3 metri densamente ramificato, vive alcune decine di anni. Fiorisce tra Aprile e Maggio emanando profumo intenso e dolciastro. Il legno è leggero e tenace. I getti flessibili, lunghi e dritti si usano come legacci naturali e come materiale da intreccio; dopo il taglio ricaccia in modo rapido e abbondante. Specie importante per il recupero di aree degradate e pendici franose, molto adattabile, sopporta bene la siccità. Pianta decorativa grazie a fiori e frutti, merita più spazio negli interventi di riqualificazione ambientale. Diffusa dal piano ai 1000 metri si comporta da pianta pioniera colonizzando radure e aree marginali, precorre l’insediamento del bosco ed è un importante componente del mantello boschivo. Merlo, frosone, capinera, fringuello, pettirosso, tordo e bottaccio ne ricercano i frutti, mentre le ricche infiorescenze attirano svariati insetti floricoli.
 
Ligustrum vulgare (Ligustro) – Predilige pH basico. Arbusto alto anche 3 metri con fitta ramificazione già dalla base, può vivere 50-60 anni. Maggiore vigoria nei primi 10-15 anni. Fioritura densa e profumata tra Aprile e Maggio. Con i giovani rami si intrecciano cesti ed altri oggetti; il legno è resistente, flessibile e durevole. Apprezzabile la presenza nelle siepi come pianta ornamentale e come importante pianta mellifera. È specie molto adattabile, cresce dal piano ai 1000 metri (anche oltre). I fiori attirano, oltre alle api, numerosi insetti. I frutti sono cibo invernale per tordo, merlo e pettirosso, mentre la densa ramificazione ospita nidi di capinere, usignoli, pigliamosche ed altri uccelli. Dei frutti si cibano anche cinciallegra e cinciarella.


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