Lunazioni

I lavori in campagna sono legati a ritmi ben precisi, scanditi dal ciclo delle stagioni. Durante l’anno il Sole determina il susseguirsi del periodo caldo e di quello freddo. L’epoca materialistica in cui viviamo ed il pensiero scientifico hanno privato di ogni attenzione i movimenti dei corpi celesti e le relazioni esistenti fra questi e la vita dei vegetali e di tutti gli esseri viventi.

 

È per questo motivo che occorre una nuova scienza, una visione meno miope ed unilaterale della Natura. In epoche passate era tenuta in grande considerazione l’influenza della Luna sulle coltivazioni ed i lavori erano scanditi non soltanto dal ciclo solare ma anche da quello lunare. Si può dire che quella tra Sole e Luna sia un’autentica danza la cui immagine è sintetizzata nelle lancette dell’orologio: dove la lancetta delle ore rappresenta il Sole e la lancetta dei minuti rappresenta la Luna. Il centro dell’orologio è la Terra (immagine geocentrica). Sullo sfondo vi sono le 12 costellazioni zodiacali. L’orologio a lancette è l’emblema di come in epoche passate il tempo fosse proprio scandito dai ritmi planetari nel quale l’elemento circolare sta a significare la ciclicità della vita. Mentre i moderni orologi con display digitale, nei quali compaiono solo i numeri, sono il frutto del nostro tempo e non permettono di cogliere i nessi vitali tra ritmi cosmici e vita sulla terra.
Il vivente, per sua natura, non è così schematico e rigido come vorremmo che fosse … come il pensiero scientifico ci ha abituati a pensare. Il ritmo sempre uguale e ripetuto in maniera identica è tipico delle macchine, che sono prive di vita. Ciò che è vivente si manifesta attraverso dei ritmi che non sono sempre uguali. E così fa la Luna con il ciclo delle lunazioni. Per “lunazione” s’intende il periodo, o la fase, che va da Luna nuova a Luna nuova. Per Luna nuova s’intende il momento in cui la Luna è praticamente invisibile perché è visibile solo la sua parte oscura, cioè non illuminata dal Sole. Ogni lunazione esercita un’azione sulla Natura ed il conteggio delle lunazioni, ovvero la prima lunazione, ha inizio con la Luna nuova tra i primi e la fine di marzo (o l’inizio di aprile, come quest’anno che si è spinta molto avanti).
Questa lunazione è chiamata “Di primavera” (Pasqua) ed è il momento in cui si risveglia la vita, la linfa ricomincia a scorrere e molti vegetali iniziano la fase di fioritura. In ogni lunazione, ovviamente, si ha una Luna piena. La Pasqua è determinata dalla Luna piena di questa lunazione (la prima Luna piena dopo l’equinozio di primavera). La seconda lunazione è detta “Della foresta” poiché gli alberi cominciano a ricoprirsi di foglie ed i vegetali acquistano sempre più vigore. La terza lunazione ha un nome emblematico: “Dell’opulenza”. In questo periodo vi è il proliferare di fiori d’ogni genere.
La quarta lunazione (S. Giovanni) è detta “Delle praterie” ed è, di solito, quella del solstizio di giugno. In questo momento gli influssi cosmici sono molto forti, la crescita è notevole e la linfa scorre abbondante. Molte piante giungono a maturazione. Questa è una delle 4 lunazioni più importanti insieme alle due degli equinozi e a quella del solstizio d’inverno. La quinta lunazione è detta “D’oro e d’argento” per via del calore estivo che fa seccare ogni cosa. È, indicativamente, il periodo di luglio. La sesta lunazione è chiamata “Del sole” ed è quella nella quale il ritmo biologico dei vegetali inizia a rallentare. Questa è una fase di passaggio nella quale si intravede l’inizio dell’autunno.
La settima lunazione (S. Michele) è chiamata anche “Dei profumi” perché un proverbio giapponese dice che in questo momento “la natura dona ciò che le resta prima di addormentarsi”. Si ha l’equinozio d’autunno. La Luna piena di questa lunazione è particolarmente intensa e forte. Vi sono molti detti e proverbi a riguardo. L’ottava lunazione è detta “Del fuoco” per via del colore che assume il fogliame durante questa fase. Si ha la quasi interruzione del flusso linfatico. È il momento delle lavorazioni autunnali. Con la nona lunazione chiamata “Delle braccia tese” gli alberi si spogliano e sembrano rivolgere i rami verso il cielo proprio come a tendere delle braccia. La decima lunazione (Natale) è quella del solstizio d’inverno e del relativo periodo natalizio. È chiamata “Dell’alchimia”. In questo periodo vi è un notevole influsso cosmico.
È interessante notare che questa Luna piena (la Luna piena che vi è nella decima lunazione) è quella che raggiunge il punto più alto del cielo venendo a trovarsi nella regione dei Gemelli. Mentre il Sole è nel suo punto più basso, quasi come fosse una danza tra Sole e Luna piena (s’intende la fase di Luna piena, cioè quando questa è completamente illuminata e visibile per intero). L’undicesima lunazione è chiamata “Del sonno” trattandosi di un riposo quasi totale della vegetazione. In questo momento è pieno inverno. La dodicesima è detta “Del sogno”. Con essa la vita ricomincia a pulsare ed ha inizio la fioritura delle prime erbe di fine inverno così come il Nocciolo dà inizio ad una nuova stagione vegetativa. La tredicesima lunazione non si ha tutti gli anni. Perché si abbia una tredicesima lunazione occorre un periodo di più anni. Accade allora che tra la dodicesima e la prima ve ne sia un’altra che viene chiamata “Dell’occhio dischiuso”. In questo periodo, comunque, la morsa del freddo è ancora forte ma è imminente il risveglio della Natura.
Questi cicli sono variabili ma, di fondo, segnano le varie fasi nel corso dell’anno. Il cambiamento climatico ha contribuito non poco ad alterare i normali ritmi stagionali per cui, purtroppo, si è costretti ad assistere a delle variazioni. Ma adottando uno stile di vita più sobrio e, soprattutto, piantando alberi si può far molto per la Terra ed il clima.

Biolcalenda Novembre 2011


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