Alla ricerca di una famiglia di contadini o di conoscenti che coltivano per soddisfare le proprie esigenze, dichiarando apprezzamento per il loro impegno a favore della Madre Terra e della Salute, proponendo un baratto di conoscenze e di prodotti.
Abbiamo l’opportunità di uscire dai circuiti della G.D.O. che ha contribuito in questi territori a condizionare la spesa alimentare e alla scomparsa delle piccole aziende agricole che mantenevano la cultura alimentare tradizionale e il dialogo tra le persone.
Con il passa parola e in compagnia cerchiamo i terreni fertili con le piante spontanee per la raccolta di verdure, fiori e piccoli frutti commestibili (cibo vitale). La cucina tradizionale è legata sempre alle stagioni e alle ricorrenze calendariali.
È d’obbligo spostarsi dal mare ai borghi, dai paesi lungo la costa a quelli collinari interni, alcuni quasi disabitati, ricchi di patrimoni storici e siti archeologici magnogreci e romani. È il caso di Gerace, incantevole borgo medievale tra i più antichi e belli d’Italia, fondato intorno all’VIII sec. d.C. assolutamente da visitare e di Ferruzzano “paese fantasma†risalente al XVI sec. abbandonato dai propri abitanti dopo il terremoto del 1978.
Da scoprire le località delle acque termali dei romani a Casignana, quelle salso-iodiche di Agnana e le acque Sante di Antonimina dove praticare la fangoterapia di origine vulcanica, passeggiare lungo le pinete marittime per inalare il profumo tipico del bosco legno-resine che emanano dovuto alle biomolecole (terpeni) dalle proprietà terapeutiche (antiossidanti, antinfiammatorie, antimicrobiche, ansiolitiche e antidepressive).
I lunghi tratti incontaminati della “Costa dei Gelsomini†rappresentano la maggiore area marina di riproduzione della tartaruga Caretta Caretta in Italia; l’estate è il periodo in cui vengono a nidificare sulle spiagge.
Avrete ospitalità e accoglienza con una espressione tenera e affettuosa sulle porte di casa: “Favorite … favoriteâ€. Gli abitanti del posto sono disponibili e orgogliosi di fare da guida a chiunque per raccontarvi la storia del luogo e accompagnarvi nella raccolta delle erbe eduli spontanee e dei frutti antichi meno attaccati dai parassiti e più resistenti alle malattie. In alcuni luoghi si può attingere alle fontane l’acqua che arriva dalle sorgenti di montagna per farne rifornimento “come da consuetudineâ€.
Per una buona… colazione
Assaggi di frutta fresca quasi spontanea che non ha avuto alcun bisogno di trattamenti (fichi catalani, fichi d’india, more di rovo e di gelso, sorbe, susine, perette, ecc). Acquistare le banane che maturano sul territorio per un frullato con bevanda di riso o soia bio italiana senza zuccheri aggiunti (sono un vero e proprio integratore vitaminico).
Si stanno sviluppando notevolmente a motivo del cambiamento climatico la frutticoltura tropicale e subtropicale (mango, papaya, actimidia, avocado, annona, noci pecan, ecc) oltre alle coltivazioni già presenti di cedri, pompelmi bianchi e rosa, bergamotti.
Merenda di metà mattina
La massima abbondanza di frutti serbevoli (mele e pere rustiche) si concentra tra la tarda primavera e tutta l’estate. I frutti spontanei dei boschetti fino a tutto settembre dove è consentita la raccolta: fragole, lamponi e more di rovo (ora li troviamo anche coltivati).
I frutti di stagione piena locale: fichi neri (catalani) e bianchi, susine varietà rusia con la possibilità di conservarle essiccandole al sole e dopo bollite al forno, prugne, fichi d’india varietà petrisu dal frutto di colore giallo arancio molto consistente, succosi e dolcissimi, pere a grappolo moscatello e pere varietà Castiglione e gamba curta di Ciminà , melette e pere antiche di vigna, uva di Castiglione nero di Natile, mele varietà virdella di Portigliol dal frutto verde intenso, di notevole pezzatura e schiacciate ai poli.
Pranzo
Si inizia con un’insalata mista cruda le cui componenti sono i vegetali a radice, a frutto o fusto, a foglia e a fiore. Perché il cibo nello stomaco si distribuisce non in strati orizzontali ma a strati concentrici a partire dalle pareti, una specie di matrioska; i vegetali formano così uno strato protettivo di antiossidanti con un vero e proprio effetto barriera.
I vegetali sono: le cime e le foglioline di portulaca (ndraca*) dal sapore simile alla rucola, borragine con fiori e foglie verdi, foglie fresche di malva (tutte raccolte in terreni incolti), piccole carote bio da spazzolare e non raschiare, cetrioli piccoli da sbucciare e pomodorini di resta seccagni locali, cipollla rossa tipo Tropea (purchè dolce), foglie di lattuga; il tutto condito con poco sale fino integrale, origano secco spontaneo di collina, prezzemolo non trattato in coltivazione, olio Evo bio varietà monocultivar Carolea delle aziende locali, succo di limone o aceto di mele bio non da concentrato e non pastorizzato o aceto di mele non filtrato con madre naturale bio.
Assaggi di carciofini selvatici (zinurri) o da coltivazioni senza spine (una varietà genetica).
Pasta fatta in casa con farine di grano duro utilizzando il filello (arbusto sottile) con pomodorino fresco, pecorino locale e peperoncino rosso piccante insostituibile equilibratore sempre presente. Cous Cous 4 cereali bio “ProBios†con ceci secchi locali, frittata con uova e cipolle rosse tipo Tropea.
Acquistare il pesce più pescato italiano e di stagione nelle numerose pescherie, che è anche il meno costoso.
La melanzana è il piatto più consumato con la pasta in estate: può essere preparato in almeno quindici modi diversi (involtini, pasta bucatini o pasta corta, braciole, parmigiane, grigliate con aglio, origano e foglioline di menta piperita).
*Nota ndraca, ricetta per conservare la ndraca come sottaceti: si raccolgono le parti più tenere, evitando quelle con semi o fiorellini, lavarla. Nel frattempo preparare una pentola con acqua, aceto di mele (in egual misura) e sale. Ad inizio primo bollore versare la portulaca e lasciarla per alcuni minuti mescolandola. Toglierla dal fuoco, scolarla e farla raffreddare. Asciugarla strizzandola bene, riporla in vasetti insieme ad aglio, origano e peperoncini, eliminando l’acqua rimasta e l’aria. Riempire i vasetti di olio Evo e farla maturare per qualche mese prima del consumo. Stesso procedimento per le zucchine o altre verdure in giardiniera.
Per un pranzo fuori casa
Scegliamo un ristorantino dove si consumano pietanze che ricordano il mondo magnogreco facendovi consigliare dalla moglie del titolare. Iniziamo con gli antipasti di pomodorini secchi rivitalizzati con olio degli ulivi secolari, olive salate o schiacciate o al forno, melanzanine, peperoni ripieni, fettine di formaggio di capra bianchissimo e profumato, frittelline di fiori di zucca e poi le acciughe, alici salate e pepate condite nel piatto; si completa con zeppole di farina e patate farcite in vari modi e ricottine fresche di pecora; intingoli con cipolla dolce, olive e capperi; assaggi di frittata di asparagi selvatici.
A seguire la pasta di casa condita in maniera greca con ricotta affumicata grattugiata e con un prelibato ragù di carne di capra che fa da secondo piatto.
In alternativa alla carne, involtini di ventresca (stoccafisso) e come primo piatto pastasciutta con finocchietto selvatico tritato senza nessun altro ingrediente.
Per il pane, possiamo trovare nei paesi della Locride che sono quasi tutti limitrofi sulla statale 106 degli appassionati che mantengono la tradizione del pane fatto in casa come una volta con farine di grano antiche: Cappelli, Jermano o segale di Canolo e Majorca di Antonimina (una varietà di grano molto antico ricavato dalle Alture dell’Aspromonte) con pasta madre e forno a legna in terracotta alimentato con fascine di ulivo che panificano e vendono a casa loro ai privati su prenotazione. Si tratta di persone esperte in tutti i passaggi della panificazione. Viene preparata anche la Pitta, una specie di focaccia derivata dalla pasta rimanente dall’impasto del pane, una volta cotta si apre e si può farcire con diversi ingredienti.
Al posto del pane: riso integrale bio o farinata di ceci (cecine semplice) da preparare secondo ricetta.
