L’editoriale di marzo 2014

Prestigio

Dal Latino praestigiae, forma simile a praestrigiae,  collegata al verbo praestringère, composta di prae e stringere: “(azioni molteplici consistenti) nello stringere cose davanti (a un pubblico)”.

– Giacomo Devoto – Dizionario etimologico –.  
Il termine spesso viene usato come buona reputazione (reputatione) alta stima agli occhi degli altri. Il prestigio è uno degli indici di considerazione sociale di cui beneficiano individui o gruppi, persino oggetti, in base alla posizione che ricoprono, del potere di cui dispongono, della ricchezza, ma anche dalla notorietà della loro storia personale.

Il prestigio varia a seconda dei valori dominanti nella società.

Ad esempio, se viene attribuito più valore alla cultura piuttosto che alla ricchezza, allora sarà assegnato un più alto grado di prestigio ad un intellettuale che a un riccone. Così in una società dove predomina la corruzione, la criminalità più o meno organizzata, il prestigio ricadrà sul furfante più furbo, sul più abile truffatore, il boss dominante.

Nelle società antiche di tipo tribale era fonte di prestigio essere anziani, oppure essere stati vigorosi guerrieri e, al massimo grado, discendere in linea diretta dal capostipite mitico. Molto antica è l’origine della “casta” che estende il prestigio alla collettività del clan di appartenenza, vedi le classi sacerdotali, gli sciamani, i rabdomanti, gli astronomi, gli architetti e così elencando.

Nella società moderna dopo il 1492 nella cultura europea vi è un’evoluzione dello stesso modello nei confronti di poeti, pittori, scrittori, musicisti, attori ed in genere verso ogni espressione delle arti ritenute strumenti della promozione del prestigio per usurai, prelati o imperatori.

Anche oggi restano in auge le principali classi economiche strutturate in “corporazioni” degli iscritti ad albi protetti: medici, giornalisti, commercialisti, notai, avvocati, architetti, farmacisti, eccetera. Curiosamente il prestigio di casta permane sostanzialmente stabile, pur attraversando crisi e instabilità sociale e non sembra utilizzare gli strumenti del prestigio.

Nella società contemporanea profondamente degradata per mancanza di etica ed estetica, senza verità ed amore, predomina il prestigio indotto, illusorio, rivelando il significato nascosto nel termine prestigio parente di “prestidigitazione” (abile gioco delle dita), trucco. Il gioco di prestigio tipico dell’illusionista, che opera sul palco del teatro, è la forma innocente perché si dichiara come sfida alla normale percezione.

La forma perversa del prestigio si realizza nella società contemporanea attraverso raffinati meccanismi studiati scientificamente dalla “Psicologia della forma” o della percezione, strumenti efficaci per condizionare la mente e manipolare i desideri degli uomini. La pubblicità presentata in forma innocua come informazione o consigli per gli acquisti, quasi sempre si rivela ossessiva e ingannevole. Non si rivolge all’intelligenza, sarebbe inefficace, ma alla profonda atavica tendenza che gli umani manifestano per imitare i loro simili che ritengono prestigiosi.

 

Biolcalenda marzo 2014


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