Silvano Parisen . Presidente dell'Associazione La Biolca

Buon Anno!

E’ l’augurio che ci facciamo ogni anno e, in cuor nostro, speriamo che l’anno nuovo sia migliore di quello vecchio, che le cose cambino in meglio, che certe emergenze, a livello mondiale, trovino una soluzione… e ne abbiamo tante: l’inquinamento, le povertà, la fame, le malattie, le ingiustizie, le guerre.

Lo speriamo tutti ma la realtà ci presenta un quadro molto diverso. Ci sono focolai di guerra dappertutto, l’inquinamento di aria, acqua e terra continua ad aumentare, i bambini che soffrono la fame non accennano a diminuire, le enormi differenze fra paesi ricchi e paesi poveri costringono masse di disperati a migrare in cerca di condizioni di vita migliori.

Si potrebbe pensare che l’uomo è incapace di risolvere questi problemi e quindi dobbiamo rassegnarci. Ma quando vediamo che lo stesso uomo riesce ad inviare con successo la sonda InSight sul pianeta Marte superando difficoltà enormi, molto più grandi di quelle che si dovrebbero affrontare per la soluzione dei problemi più sopra accennati, allora bisogna chiedersi dove sta il problema: è la capacità che ci manca o la volontà di risolvere le emergenze?

E’ evidente che ci manca la volontà e questo riguarda ognuno di noi: per pigrizia, per abitudine, per noncuranza, per interesse e tornaconto, facciamo finta di non vedere o di non capire che anche il più piccolo comportamento singolo può influire nel bene o nel male nella costruzione di un mondo migliore. Come al solito diamo la colpa agli altri, alle istituzioni, al governo e probabilmente è anche vero che la maggior responsabilità ce l’hanno loro ma sappiamo anche quali enormi interessi ruotano attorno alle istituzioni e quindi, sperare che cambi qualcosa dall’alto, è pura utopia.

L’unica arma che abbiamo come fruitori di beni e servizi è quella di boicottare quei prodotti che nel loro ciclo di produzione non rispettano l’ambiente, compromettono la salute, sfruttano il lavoro minorile ma anche il lavoro delle persone povere e deboli in generale. Un grande movimento dal basso che prenda coscienza di questi problemi e con le sue scelte consapevoli sia in grado di pilotare l’economia.

Per fare questo, per formare persone consapevoli e responsabili forse bisogna partire dai bambini, anzi dalla nascita: ce ne parlano Elisabetta Turrin e Marcello Pamio che nei loro rispettivi articoli pongono l’attenzione sulle moderne tecniche di gestione della maternità e sulla necessità di ritornare ad un approccio più semplice e naturale per creare l’uomo del domani. Due articoli che, per puro caso, si sono ritrovati insieme e in questo numero di inizio anno. Una coincidenza non voluta ma che suona di buon auspicio per il nuovo anno e per il nuovo Biolcalenda.

Infatti anche noi, abbiamo pensato di rinnovarci: pur mantenendo fede al motto che compare sotto al titolo “Dalla cultura un’educazione permanente per la sobrietà dei bisogni” e seguendo anche i suggerimenti dei nostri lettori, abbiamo cercato di creare una rivista che sia più piacevole alla lettura, più interessante nei contenuti, più attuale nella forma grafica.
Iniziamo con la copertina, in cui, al posto delle foto, inseriremo ogni mese un disegno, una creazione originale della nostra socia e collaboratrice Elena Bassi. Poi le pagine interne in cui abbiamo cercato di alleggerire l’impostazione grafica togliendo qualche grassetto, le cornici e la giustifica al testo. Poi la sezione dei corsi con un’impostazione più lineare, meno impattante.
E ancora, la pagina del calendario che abbiamo deciso di farla corrispondere con il mese in corso e di metterla in una posizione sempre uguale a fondo rivista in modo da facilitare la ricerca. E altri piccoli particolari che scoprirete nel corso della lettura.

Potevamo fare di più ma abbiamo dovuto confrontarci con le nostre limitate risorse. Ciò non esclude che, ove ci fossero le possibilità, potremo migliorare ulteriormente.
Per il momento dobbiamo ringraziare tutti i collaboratori che si sono adoperati con idee, proposte e il lavoro pratico di prova e sperimentazione. Un grazie particolare a Marisa Saggio che, da esperta del settore, ci ha dato dei suggerimenti preziosi.


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