Marina Mariani - Biolcalenda

Chi vuole capire e chi no

Siamo nell’epoca del “tutto manifesto”, ossia in un periodo in cui, rispetto al passato, la possibilità di sapere viene messa a disposizione di tutti. Il web è un grande contenitore in cui, se sai cercare, puoi trovare quasi tutto quello che vuoi sapere. Se ben utilizzato, potrebbe essere per tutti una valida e gratuita opportunità di diffusione della cultura, ma i fatti dimostrano che siamo sempre più ignoranti, al punto che si parla di analfabetismo di ritorno. Come per tutto ciò che esiste, una cosa è buona o cattiva in funzione dell’uso che se ne fa. La possibilità di pensare con la propria testa è costantemente disincentivata nella gran parte della gente comune grazie all’azione minuziosa condotta dai media e in seguito dell’azione dei cosiddetti “influencers”, ossia chi con il SUO pensiero cerca di influenzare l’opinione pubblica. Come se gli altri fossero stupidi e solo loro quelli intelligenti. Ti dicono “Fate come me!”.

Il problema è che sono troppi a cadere nella trappola, delegando la propria capacità di ragionare a perfetti sconosciuti, non sempre dotati della necessaria onestà intellettuale. Pensare è impegnativo? Vogliamo davvero trovare qualcuno che pensi al nostro posto? Come si può dare credito a qualcuno soltanto perché ci è simpatico? Perché mai dovrei agire, fare, pensare COME TE? CHI SEI TU? Eppure succede puntualmente, ma il risultato è devastante.

Ci ritroviamo in una società in cui è diventato difficile perfino dire la propria opinione, non ci sono più dibattiti in cui idee contrapposte sono presentate con calma e con dovizia di motivazioni, non c’è rispetto per le idee che differiscono da quelle imposte dal sistema. Qualcun altro decide cosa dobbiamo pensare. Il sistema difende se stesso da chi non è d’accordo con lui. Si urla e si strepita perché questo richiama l’attenzione della gente, ma vedere qualcuno che litiga aumenta la nostra autostima? Addirittura qualche personaggio famoso decide e ha il coraggio di affermare pubblicamente che chi la pensa in modo diverso dal suo andrebbe “silenziato”, ossia ridotto al silenzio, e interviene come un cane rabbioso durante gli orari televisivi di maggior ascolto per gettare fango e appioppare etichette. Volete un esempio? Il termine NEGAZIONISTA viene attualmente usato per etichettare negativamente molti che si oppongono ad alcuni punti cardine di quello che chiamiamo SISTEMA. In realtà si tratta di un termine che nasce riferito all’olocausto, pertanto chi usa questo termine a sproposito dimostra soltanto di essere un povero ignorante.

Non si tratta di un caso isolato. La nostra perfetta lingua italiana, cosi musicale, cosi precisa, viene infangata dall’uso di termini di derivazione inglese (taggare, bannare, cliccare) che usiamo per sembrare colti e invece ci fanno dimenticare la nobiltà delle nostre origini latine, al punto che confondiamo tutto. MEDIA è un termine latino, SPONSOR è latino, MASTER, SUMMIT e perfino MUTANDA sono tutti termini latini (tradotto: che deve essere cambiata), il risultato è che immancabilmente sbagliamo i plurali, ma oggi che il latino non viene più insegnato alle scuole medie, chi se ne accorge? La situazione si aggrava quando le opinioni riguardano l’alimentazione o la nostra salute.

Simpatici personaggi pubblici si permettono di dare le proprie opinioni, sempre in tv e sempre in orari di massimo ascolto, come se fossero scienziati, ma parlano solo perché hanno esperienza del mangiare. Come se non bastasse, intervengono, in veste di scienziati, anche alcuni illustri personaggi che, essendo impegnati quotidianamente in trasmissioni televisive, non si aggiornano DA ANNI e diffondono informazioni ampiamente superate e sconfessate dalla stessa scienza. C’ è ancora qualcuno che in orari di massimo ascolto pontifica che mangiare latticini serve a contrastare l’osteoporosi, la pubblicità martellante ci illude che sia sufficiente la pastiglietta per risolvere in breve quel brutto mal di testa, o abbassare la febbre, o ridurre al silenzio il nostro intestino. Gente arrogante che non ha mai curato nessuno si permette di dire che l’omeopatia non funziona. Ma certo, delegare ad altri è facile, e la pastiglietta è così COMODA… Il problema è che qualcuno ci crede, tanti ci credono. Per questo siamo così disorientati, malati e sempre più ignoranti.


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