Ci sono strutture nelle quali le persone entrano senza aver bisogno di acquistare nulla, eppure escono con due sacchetti pieni e la strana sensazione di aver rinunciato a qualcosa. Vi è capitato qualche volta? Si tratta del risultato di un controllo mentale, in quanto l’atto di COMPRARE diventa una specie di dipendenza per la mente.
Oggi il consumo non ha decisamente più niente a che vedere con quello di cui abbiamo DAVVERO BISOGNO. La mente delle persone viene illusa di essere ciò che non è.
Infatti se ci fermiamo un istante a riflettere ci accorgiamo che in molti casi non acquistiamo PRODOTTI, ma piuttosto l’IDEA che questi prodotti ci renderanno la persona che, dentro di noi, vorremmo essere.
È rarissimo ormai trovare persone dotate di quella libertà mentale che le fa essere impermeabili ai bisogni generati continuamente dalla società . Sono poche le persone contente e soddisfatte di quello che già hanno. Nella maggior parte dei casi non siamo mai contenti.
La conseguenza è che alcuni prodotti non sono venduti per ciò che realmente SONO, ma piuttosto per ciò che RAPPRESENTANO. Non ci credete? Pensate alle scarpe da ginnastica, che oggi non si chiamano neanche più cosi. Hanno cambiato nome per ricoprirsi di una veste più nobile, ma restano scarpe da ginnastica. Costose solo per il marchio che portano, non certo per la qualità e il valore delle materie prime e della manodopera servite a produrle. Plastica assemblata da lavoro minorile sottopagato. Eppure… alcune sono associate all’idea di stile di vita giovane, altre addirittura a quella di successo personale o finanziario. Una delle ultime volte che sono entrata in chiesa ho notato che il parroco, durante la messa, indossava un bellissimo paio di scarpe da ginnastica rosse.
La mente delle persone subisce la programmazione per mezzo dei messaggi pubblicitari che continuamente, incessantemente la bombardano. La goccia scava la roccia, si sa.
E cosi nascono desideri che altrimenti non sarebbero mai esistiti.
Oggi chi fa a meno dello smartphone è una mosca bianca, fa notizia, come se fosse una cosa strana, ma abbiamo TUTTI fatto a meno dei telefoni cellulari per anni, e siamo vissuti bene ugualmente. Anzi, forse eravamo più contenti, usavamo di più il nostro cervello.
Oggi ci parlano di intelligenza artificiale perchè forse quella naturale è ridotta a un lumicino. Si sa, il cervello è come un muscolo, se non lo usi rattrappisce.
E che dire degli abiti? Oggi tutte fibre sintetiche, rigenerate, riciclate. Dove sono finiti il cotone di qualità , la lana, la seta? Nessuno avrebbe mai pensato che gli abiti dell’anno scorso non andassero più bene, che fossero antiquati, ed ecco la necessità di materie prime sintetiche, che costano e valgono poco, tanto finiranno presto in pattumiera.
Oggi perfino i negozi di abiti usati non ritirano capi che hanno più di 3 anni, anche se sono di buona fattura, in fibre di pregio, quelli che se ben tenuti durerebbero molti anni.
Ritirano la fuffa, quella si.
Anche questo fa parte del progetto di creazione dei desideri e del loro soddisfacimento, per colmare quel terribile vuoto interno, che alcuni tentano di colmare comprando cose. Del resto gli annunci pubblicitari ti fanno sentire incompleto se non compri quella roba lì; se non hai quell’oggetto non potrai mai essere una persona di successo, felice o realizzata. È cosi che funziona l’economia di oggi, fornendo una specie di SOLLIEVO alle preoccupazioni, riversando cioè sull’AVERE quello che purtroppo difetta nell’ESSERE (Fromm insegna…).
