C’è chi, a tavola, la vuole cruda e chi la preferisce cotta. Il tema è certamente molto dibattuto. Forse un tempo più di oggi. Da una parte c’è chi (come, semplificando molto, chi aderisce alla concezione macrobiotica dell’alimentazione) ritiene che una cottura leggera, rapida, con pochi grassi, a vapore sia un modo per rendere il cibo più equilibrato e più adatto all’uomo d’oggi.
Dall’altra c’è chi pensa che solo l’integrità dei nutrienti e delle sostanze protettive presenti nel cibo crudo possa effettivamente trasformare gli alimenti in veri e propri farmaci, necessari per mantenere e recuperare la salute.
Per fortuna i tempi delle contrapposizioni frontali sono, anche in questo campo, finiti da un pezzo. Oggi tutti i nutrizionisti concordano che non può esistere una dieta adatta per tutti (nemmeno quella basata esclusivamente su alimenti crudi), ma che un regime alimentare equilibrato abbia bisogno di essere sempre personalizzato e adattato alle caratteristiche fisiologiche e patologiche della persona, ai cambiamenti stagionali, alla temperatura ambientale, ecc. Un adattamento che deve comprendere, ovviamente, anche la variabilità della proporzione tra cibo crudo e cotto.
A che cosa può servire una dieta cruda?
Una dieta basata esclusivamente su alimenti crudi può essere utile o perfino necessaria in certi frangenti. Quando, ad esempio, occorre favorire i meccanismi depurativi dell’organismo con un abbondante apporto di acqua, minerali, vitamine ed enzimi è certamente consigliabile nutrirsi per qualche giorno con sola frutta cruda e verdure fresche. Soprattutto perché la delicata composizione nutrizionale di questi vegetali non è stata alterata dal calore ed è quindi in grado di dare una bella spinta alle reazioni metaboliche.
Pensate inoltre alle giornate afose che ci attendono nei prossimi mesi. Il caldo ambientale modifica ben presto le esigenze dell’organismo e rende poco appetibili gli alimenti cotti (oltre che insopportabile il fuoco dei fornelli). Ecco allora che un pasto crudo ristora, mentre ci risparmia l’aumento della temperatura corporea che accompagna sempre il consumo di piatti cotti. Nella bella stagione, tra l’altro, questa scelta non costituisce affatto un problema. L’abbondanza e la grande varietà di vegetali (ricchi soprattutto di acqua, di vitamine, di minerali e poverissimi di calorie) rende i cesti di frutta e le trionfanti insalate miste dei piatti perfetti per compensare in modo semplice ed efficace la dispersione di acqua e di minerali provocata dalle elevate temperature ambientali.
La tavola cruda non è triste.
Mele da addentare, carote da sgranocchiare e cimette di cavolfiori da intingere nel pinzimonio. No, non è questo il triste destino di chi decide (almeno per qualche tempo o in qualche occasione speciale) di non accendere il fuoco per preparare il cibo. Il crudo è tutt’altro che triste e, se esplorato con attenzione e curiosità, riserva invece non solo vantaggi nutrizionali e salutistici, ma anche la scoperta di combinazioni insolite e di sapori accattivanti.
Certo, servono un po’ di fantasia e la disponibilità di qualche ingrediente dimenticato o poco utilizzato. Pensate, ad esempio, ad aromi come lo zenzero o la buccia di limone, ai semi oleosi come il papavero o il girasole, ai germogli freschi, agli oli aromatizzati, ecc. Certo, serve anche un minimo di manualità per affettare, tritare, comporre con gusto e decorare. Da queste basi si può dunque partire per preparare piatti eccellenti e invitanti (ma anche interi pranzi e cene) composti esclusivamente da alimenti crudi.
Non volete rinunciare alla pasta?
Anche chi non desidera rinunciare ad un bel piatto di pasta può avvantaggiarsi delle qualità nutrizionali del crudo. Intanto consumando un bell’antipasto di ortaggi crudi.
Poi preparando un condimento per la pasta saporito e interessante, ma senza l’aiuto del fuoco. L’idea base del pesto alla genovese qual è? Una mescolanza ben amalgamata (“pestata”) di erbe aromatiche crude (basilico se c’è, ma vanno bene anche prezzemolo, maggiorana, origano, erba cipollina, ecc.), semi oleosi crudi (pinoli nella ricetta classica, ma sono ottime anche le mandorle o le noci e perfino gli umili semi di girasole), aglio crudo e olio extra vergine d’oliva.
