Leggere accuratamente le etichette - Biolcalenda di Giugno2019

Le etichette

Molti si danno tanto da fare per scrutare e interpretare le etichette. Tutto bene, naturalmente: sulle etichette si possono trovare molte informazioni che aiutano a orientare le nostre scelte di acquisto. Tuttavia, almeno per quanto riguarda la salubrità dell’alimento, la questione sembrerebbe stare a monte della chiarezza e della veridicità delle etichette.

Almeno a leggere i risultati di un importante studio francese che ha coinvolto dal 2009 al 2017 oltre centomila persone (trovate tutto suBritish Medical Journal 2018;360:k322). I dati sono limpidi: il consumo di cibi processati, che rappresentano ormai mediamente da un quarto alla metà delle calorie assunte ogni giorno, aumenta del 10% il rischio di cancro e in particolare di quello della mammella. Che significa “processati”? Che sono il risultato di un processo tecnologico come, ad esempio, prodotti industriali da forno, dolciumi, snack, cereali zuccherati per prima colazione, bevande gassate, cibi pronti e carni lavorate e conservate (salumi, scatolame…), ecc. Si tratta, come potete intuire, di alimenti di facile reperibilità, a basso costo e di scarsa qualità nutrizionale: contengono troppi grassi, specialmente saturi, zucchero e sale, mentre sono poveri di fibre e di vitamine. Se non bastasse, contengono additivi e sostanze che derivano dai materiali della confezione, mentre altre si formano durante il processo produttivo, alcune delle quali potenzialmente cancerogene (acrilamide, amine eterocicliche, idrocarburi aromatici policiclici). Insomma, leggere le etichette va bene, ma ancora meglio è cucinare da sé il proprio cibo, partendo da ingredienti semplici, “di base” e non etichettati. 


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