mon810-ogm

A proposito di ogm

Le sequenze transgeniche di alcune piante di mais  Bt sono cambiate qualche tempo dopo la loro approvazione.

Transgeni Inseriti: il transgene mon 810 include il gene Cry1Ab prelevato dal Bacillus thuringiensis (Bt), il quale produce una proteina tossica per le larve della piralide europea e altre specie di lepidotteri. Il gene Cry1Ab è controllato dal gene del virus del mosaico del cavolfiore (CaMV) 35S: si tratta di un promotore che assicura elevati livelli di espressione in tutta la pianta. Ricordo che le piante non hanno la possibilità di modulare la produzione di sostanze. La tossina Bt viene prodotta continuamente in tutte le cellule della pianta a partire dalla germinazione e per tutto il tempo di coltivazione. E non si tratta affatto di una sostanza priva di tossicità.

Obiettivo dello studio: l’importazione e la coltivazione di alimenti e mangimi geneticamente modificati è regolata dalla legge nella maggior parte delle nazioni. In molti casi i livelli di tolleranza sono stati fissati relativamente alla quantità di contaminazione delle sementi da parte di materiale gm non approvato. Per supportare questi livelli di tolleranza sono stati messi a punto dei test per rilevare le sequenze transgeniche, ma questi sforzi sono resi inutili se le sequenze cambiano nel corso del tempo. L’obiettivo di uno studio di Aguilera et al. (2008) è stato quello di determinare se il transgene del mais MON810  era intatto in alcune varietà di mais Bt coltivate in Europa. Chiarisco che il MON810 è proprio il mais oggetto di discussione nella regione FRIULI VENEZIA GIULIA.

Risultati di questo studio:
Sono state analizzate ventisei tipi di MON810, tutte tranne una erano state approvate per la coltivazione in Europa. Sono stati effettuati tre test:

Il primo test era relativo alla ricerca di una sequenza di 123 coppie di basi di DNA presenti nel promotore CaMV-35S, che non si trova naturalmente nel mais. Solo una cultivar coltivata in Spagna, chiamata ARISTIS BT, non ha dato risultato positivo.
Il secondo test era volto alla ricerca di una sequenza di 4028 paia di basi che includeva le sequenze del transgene inserite nel genoma del mais. La sequenza è stata rilevata in tutte le cultivar tranne due: ARISTIS BT and CGS4540, la seconda è l’unica varietà inclusa nello studio priva di approvazione ufficiale.
Il terzo test era relativo alla stessa proteina Bt  Cry1Ab, che è stata identificata in tutte le cultivar tranne che in ARISTIS BT.

Non è la prima volta che i test evidenziano un cambiamento delle sementi transgeniche a distanza di tempo dalla loro prima immissione sul mercato. Da questo studio i ricercatori hanno concluso che il transgene MON810 è rimasto intatto in 24 delle 26 cultivar testate. La cultivar ARISTIS BT non conteneva il transgene, ma presumibilmente l’aveva in precedenza, altrimenti l’agricoltore avrebbe notato i danni da piralide. Gli autori non hanno preso in considerazione la possibilità che le sementi non fossero pure ma fossero il risultato di una mescolanza. La cultivar CGS4540 sembrava avere il transgene ma questo non era posizionato correttamente secondo quanto dichiarato per il Mon 810. I casi sono due: o la CGS4540 era stata erroneamente inclusa nella varietà MON810 dall’industria sementiera, oppure il transgene si era spostato in una posizione differente del genoma.

Ulteriori Commenti: in uno studio correlato, Morisset et al. (2009), nel corso di una valutazione dei test di identificazione, hanno scoperto che la sequenza del promotore CaMV-35S in un differente tipo di mais Bt chiamato TC1507 non era quello che si pensava che fosse. Infatti risultava ci fosse una coppia di basi diversa rispetto alla sequenza indicata dall’industria che aveva creato la semente alle autorità di controllo.

Fonte: Aguilera, M., M. Querci, B. Balla, A. Prospero et al. (2008). “A Qualitative Approach for the Assessment of the Genetic Stability of the MON810 Trait in Commercial Seed Maize Varieties,” Food Analytical Methods vol. 1, pp. 252-8.

Morisset, D., T. Demsar, K. Gruden, J. Vojvoda et al. (2009). “Detection of Genetically Modified Organisms–Closing the Gaps,” Nature Biotechnology vol. 27, pp. 700-1.

Centri ricerca: European Commission Joint Research Center (Italy); National Institute of Biology (Slovenia).

Finanziamento: Slovenian Research Agency.

Stato del prodotto: il mais con il  transgene MON810, commercializzato come YieldGard, è stata una delle prime colture transgeniche coltivate a scopo commerciale. E’ una coltura ampiamente coltivata  in Europa e molti agricoltori italiani stanno insistendo molto per poterla coltivare anche in Italia. Il mais con il transgene TC1507, commercializzato come Herculex, è stato approvato per produzioni commerciali negli U.S.A. fin dal 2001.

Biolcalenda di marzo 2014


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