“Fa’ che il cibo sia la tua medicina”

Questo famoso aforisma è stato attribuito al padre della medicina antica oltre 2500 anni fa. Ippocrate vuole esprimere con questo concetto il profondo legame che vi è tra una sana e corretta alimentazione ed il nostro benessere psicofisico.

La cura dell’alimentazione rappresenta dunque uno degli aspetti principali nella prevenzione di molte patologie, a cominciare dalla qualità della materia prima, che dovrà essere fresca, naturale e priva di agenti chimici nocivi, la cui presenza è dovuta al tipo di agricoltura (con l’uso di pesticidi, erbicidi e fertilizzanti di sintesi che caratterizza il modello agricolo ancora dominante), oppure può essere dovuta anche ad eventuali processi industriali di trasformazione degli alimenti (cibi elaborati e processati con l’impiego di conservanti, coloranti o altri additivi industriali).
La correlazione diretta tra alimentazione e salute è ormai stata confermata anche a livello scientifico da numerose ricerche, e tra queste ve n’è una molto interessante che si riporta di seguito (vedi link):

https://link.springer.com/article/10.15252/embr.202051069

Questa ricerca dal titolo «Terreni sani per piante sane, per esseri umani sani. Come i microbi benefici presenti nel suolo, negli alimenti e nell’intestino siano interconnessi e come l’agricoltura possa contribuire alla salute umana» mette in stretta relazione quella che è la qualità del suolo con la qualità e la vitalità degli alimenti sottolineando come l’agricoltura naturale sia basilare per poter predisporre una sana alimentazione, con conseguente vantaggio per il benessere individuale e collettivo (con ulteriore beneficio per l’ambiente).

La Cicoria catalogna

Tra i vari alimenti che si possono consumare a tavola ve ne sono alcuni che svolgono un ruolo importante a fini salutistici per via di proprietà e caratteristiche utili e funzionali al benessere dell’organismo.
Tra questi spicca senza dubbio la Cicoria catalogna. Si tratta di una specifica varietà coltivata di Cicoria (Cichorium intybus var. foliosum) con foglie di colore verde intenso, lunghe, strette e frastagliate con grandi coste bianche, dal sapore amarognolo, che possono raggiungere anche i 60 cm di lunghezza.
Il suo tipico retrogusto amaro è dovuto alle sostanze benefiche in essa contenute, essendo ricca di costituenti e principi attivi utili.
Si riportano di seguito due link per approfondire l’argomento che riguardano, però, la forma spontanea (selvatica) della Cicoria (Cichorium intybus) che cresce spontaneamente negli incolti, sui bordi stradali, in terreni marginali o abbandonati, nei prati, dal mare alla montagna. Quella coltivata è una varietà (diretta discendente, o sottospecie) appartenente comunque a questa categoria di piante.

https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10058675
https://phytochem.nal.usda.gov/plant-cichorium-intybus


Numerose sostanze vegetali sono dunque presenti al suo interno, dotate di attività e funzioni benefiche, così come nelle altre cicorie la cui parte edibile (commestibile) normalmente utilizzata in cucina è rappresentata dalle foglie.

Perché un ortaggio come questo, o una qualunque altra coltura, possa svolgere al meglio la propria funzione salutistica è fondamentale che sia coltivato con metodiche naturali e bio (senza l’uso di prodotti chimici di sintesi), anche e soprattutto perché un terreno sano e biologicamente attivopromuove al meglio la crescita della pianta, migliorando la produzione di metaboliti secondari, la morfologia e la struttura; vi è dunque una maggiore concentrazione di composti salutari con valore nutrizionale.

La Cicoria catalogna contiene vitamine (soprattutto A e C), antiossidanti e minerali.
È un alimento ricco di calcio, fondamentale nella prevenzione dell’osteoporosi, oltre a ferro e potassio. Come molte verdure dal sapore amaro, stimola l’attività del fegato e della cistifellea, oltre a vantare proprietà diuretiche; svolge, inoltre, una funzione prebiotica andando a sostenere e nutrire i batteri intestinali “buoni”.
E come tutti gli ortaggi di colore verde svolge azione alcalinizzante, utile perché nella maggior parte dei casi vi è la tendenza a seguire un regime alimentare che induce ad acidificazione dell’organismo. Risulta ricca anche in termini di fibre alimentari.

Queste indicazioni non intendono sostituirsi ad eventuali prescrizioni mediche personalizzate o alla consulenza medica specialistica o sanitaria in generale (ogni tipo di regime alimentare va calibrato sulle necessità specifiche di ogni singolo individuo).
Va sottolineato inoltre che lo stato di benessere dell’organismo è conseguenza di un insieme di molteplici fattori.


Un ulteriore elemento positivo è dato dal fatto che la Cicoria catalogna è una coltura che normalmente non richiede particolari input per poter essere coltivata, essendo pianta rustica e vigorosa, con vantaggi diretti anche per quanto riguarda il bilancio energetico (uso di fertilizzanti, trattamenti fitosanitari, uso di risorse ambientali etc.), a beneficio del lavoro dell’agricoltore e dell’ambiente.

Un motivo in più per scegliere questa coltura come alimento, che tra l’altro rappresenta uno degli ortaggi tipici della stagione autunnale, periodo nel quale diviene utile rinforzare le naturali autodifese mangiando proprio prodotti freschi di stagione che siano in grado di garantire un adeguato apporto vitaminico.

Conosciuta anche come Catalogna a foglie frastagliate, da non confondere con le Puntarelle, questa coltura viene normalmente messa a dimora (trapianto) da giugno ad agosto per la raccolta che avviene da settembre a novembre, e oltre, in base all’andamento climatico e stagionale.

In cucina

È un ingrediente semplice, che appartiene alla migliore tradizione contadina. Dopo averla ripulita, eliminando anche la base del cespo (cioè la parte più dura e coriacea), va tagliata e va fatta sbollentare in acqua bollente per 5 minuti circa. Dopodiché si scola il tutto avendo cura di prelevare mezzo bicchiere di questa acqua di cottura.
Una volta lessata e scolata, la cicoria va fatta saltare in padella con ingredienti vari, iniziando dai classici olio, aglio e peperoncino aggiungendo anche un pizzico di sale, con l’acqua di cottura che va aggiunta in fase di rifinitura in padella per ammorbidire e intenerire ulteriormente la cicoria. Ovviamente la scelta degli ingredienti può essere molto ampia, dettata dai gusti personali o da esigenze specifiche.

Può essere utilizzata anche come ripieno per torte salate e frittate, oppure come ingrediente per zuppe o primi piatti, oppure ripassata con i legumi, sempre opportunamente tagliuzzata.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *