“L’arancio è il sole che si può mangiare”. Così ci racconta Francesca, evocandone la dimensione immaginale riprodotta nel pensiero alchemico. Eccoci, dunque, all’opera: per pensare a un sole che mangia, a una stella che nutre non solo lo spirito ma anche il corpo, che di quello spirito è perfetta manifestazione.
Ecco, che nel pensiero albeggia un’idea che ci porta alla Sicilia. L’idea di un sole che si dona, che versa la sua luce nelle acque del Mediterraneo e che inventa cibi, bontà , bellezza. Tra questi cibi magnifici è venuta in mente la tradizionalissima insalata con arance, finocchi e olive.
Ma poiché la cucina è invenzione e metamorfosi, gioco del pensiero che prende il mondo come ingrediente e lo trasforma in cibo per la vita, in vivanda, ho pensato di trasformare questa insalata in un… risotto!
Sposta di qua, sposta di là , vi propongo la ricetta che vedete qui a seguire. Provatela, e fatemi sapere cosa ne pensate! Nell’impiattamento finale, c’è proprio il sole che cercavamo: un bel centrale tondo giallo-arancione tutto da assaggiare, circondato da riso bianco e olive nere che, proprio come l’uccellino nero nella carta della stella, la cui interpretazione Francesca ci ha qui svelato, danno sapidità e forza.
Risotto con finocchi, olive nere e riduzione di arancia
Ingredienti per 4 persone
Per la riduzione di arancia:
· il succo di 3 arance e di mezzo limone
· un cucchiaio (circa 30 gr) di farina di riso
· bevanda vegetale a piacere, salsa di soia
·320 gr di riso Carnaroli
·2/3 finocchi (secondo grossezza)
·1 porro o cipolla
·(sedano, carota, cipolla per brodo)
·100/150 gr di olive taggiasche o nere al forno
· olio evo, vino bianco secco: qb
· sale, succo di limone, lievito secco in scaglie, erba cipollina, pepe: tutto quanto basta.
Preparazione: prima di tutto preparate la riduzione di arancia: mettete sul fuoco il succo di agrumi. Aggiungete a un bicchierino di bevanda vegetale, un po’ di salsa di soia (o sale), un cucchiaio circa di olio evo, mescolate e aggiungete al succo di agrumi appena inizia a bollire, mescolando con un frustino. Trovata la consistenza desiderata, spegnete il fuoco.
Prendete i finocchi e il porro. Togliete le parti verdi di entrambi, usatele per il brodo assieme alle altre verdure da brodo. Togliete la parte esterna del finocchio e del porro (conservando la parte interna, piĂą tenera), tagliatela a pezzi grossolanamente e mettete a bollire il tutto in poca acqua, per circa 20 minuti. Poi frullate il tutto per ottenere una sorta di crema.
Prendete infine finocchi e porri, tagliateli finemente e saltate in padella con olio evo e salsa di soia.
Siamo pronti per il riso: tostate a secco il riso, poi sfumate con vino bianco e continuate la cottura aggiungendo inizialmente i finocchi saltati in padella con il porro, il brodo come d’uso, le olive nere e, qualche minuto prima di mantecare, la crema di finocchi e l’erba cipollina tritata. Mantecate infine con olio, succo di limone, lievito a scaglie, sale, pepe e quant’altro ritenete possa arricchire il vostro risotto.
Servite sul piatto aggiungendo al centro del risotto la riduzione di arancia, aiutandovi con il cucchiaio per ricavarvi uno spazio concavo.
Assaggiare un po’ di riso, già equilibrato tra il dolce accogliente del finocchio e il salato pungente delle olive, aggiungendovi il tenore dolce e acido della salsa ridotta di arancio, vi aiuterà a capire che, in fondo, anche noi siamo fatti della materia di cui sono fatti e i sogni, e anche le stelle.