La carta del Diavolo - Biolcalenda di novembre/dicembre 2025

La torta di Santa Rita e il Diavolo Diaballein

Per realizzare questa ricetta dovete organizzare una gita in montagna con degli amici, prevedendo di portare qualcosa per mangiare insieme dopo una bella passeggiata tra i boschi. Ma dovete dimenticare il dolce. Quando vi accorgerete che non avete portato il dolce, concedete pure qualche secondo al timor panico e allo sconforto, poi raccogliete in voi la FIDUCIA che troverete una soluzione e prendetevi la LIBERTÀ di frugare negli scaffali, dopo aver chiesto ai padroni di casa ovviamente, per vedere se qualcosa può fare al caso vostro. Troverete, in ordine sparso:

Farina
– Zucchero semolato
– Effervescente granulare al limone a base di bicarbonato
– Alcune mele (due/tre)
– Un barattolino di senape
– Una confezione di semi e uvetta per snack, tipo “energy” o “fitness”
– Una confezione di bevanda vegetale di soia
– Olio extravergine
– Un liquore a piacere, ad esempio grappa o rum

Preparazione: prendete le mele e tagliatele grossolanamente a pezzetti con un coltello.
Poi saltatele in padella antiaderente con un filo d’olio, una manciata di zucchero, i semi di noci, mandorle e uvetta un po’ tritati, e una spruzzata di liquore. A parte, preparate una pastella con circa tre cucchiai di zucchero, due cucchiaini di granulare schiacciato alla meglio con un altro cucchiaino, e un bicchiere colmo di farina; mescolate bene in modo da evitare che vi siano grumi (in particolare del granulare, che si evidenzierebbero dopo la cottura), quindi aggiungete tanto latte di soia quanto vi serve per formare una pastella cremosa ma non liquida, mescolando. Potete anche conservare mezza mela e grattugiarla, se nei cassetti della casa trovate una grattugia, in questo impasto. Riaccendete il fuoco sotto la padella delle mele, che avrete distribuito uniformemente, e versatevi sopra con altrettanta uniformità l’impasto. Abbassate il fuoco al minimo, coprite con un piatto. Se non avete a disposizione una pentola antiaderente e trovate della carta da forno, fatene un disco della misura della padella e usatela per separare le mele cotte dalla padella (dopo averla pulita, ovviamente), perché resterebbero attaccate.
A questo punto sedetevi, colmi di speranza, che è una virtù teologale e al diavolo non piace; ma poi rialzatevi subito, perché vi stavate dimenticando della salsina da abbinare alla torta. Prendete un pentolino, metteteci due cucchiai di zucchero, un po’ di liquore e alzate il fuoco. Appena lo zucchero fonde aggiungete un cucchiaino raso di senape, un bicchierino di latte vegetale misto al liquore e un cucchiaino di farina, poi mescolate bene fino a quando si addensa. Spegnete il fuoco. Saranno passati forse dieci minuti, quindici. Controllate la padella con la torta rovesciata, se si sia addensata abbastanza anche in superficie. Appena avrà assunto un colore bruno dorato, provate a girarla su un piatto, dovrebbe essere pronta. Servite abbinandola alla salsina così preparata, eventualmente aggiustata nella densità.
Il fatto che la torta di Santa Rita o del diavolo/diaballo sia ROVESCIATA non è casuale. Il diavolo rompe, spezza, separa. E ci serve davvero perché sennò non avremmo materia su cui lavorare per capire e sperimentarci. Ma se lui agisce per il male e noi capiamo, ecco, arriva il bene, si rovescia la frittata (o la torta). Dobbiamo essergli grati, tutto sommato, per questa possibilità. La Santità e la creatività uniscono, mettono insieme quel che il mondo ha diviso.
Il vostro sforzo poetico e creativo avrĂ  portato nel mondo, in libertĂ  e autenticitĂ , un altro pezzettino di umanitĂ  consapevole. Buon appetito!


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