Corteccia di Quercia

 
Questa pianta maestosa deve aver inciso sulla vita dell’uomo da sempre, come è provato dai reperti fossili. Anche le testimonianze del loro ruolo mitico e religioso risale a tempi remoti, agli albori della civiltà. Nella mitologia germanica la pianta era sacra a Donar, il dio del tuono e della fecondità. Per i Greci, la quercia era sacra a Zeus, il padre degli dei, ed essi ritenevano che il dio stesso l’avesse piantata sulla terra.
 

Per loro, prima che si cominciasse a coltivare il grano, c’era stato il tempo delle ghiande, quando l’uomo si cibava, come gli animali, dei suoi frutti. Anche nell’antica Roma le querce erano sacre a Giove e spesso ospitavano, secondo la mitologia, dei o ninfe o addirittura facevano profezie. Per i Romani la quercia era simbolo di forza, gloria, nobiltà e valore militare (il termine robur significava sia forza sia quercia). Sempre a Roma, con un serto di quercia veniva incoronato il soldato che in battaglia aveva salvato la vita a un commilitone e con la medesima corona si adornavano i “viri” (uomini veri) che si erano segnalati per speciali virtù civili.
La quercia (Quercus robur) detta comunemente anche farnia, appartiene alla famiglia delle Fagaceae, la quale annovera, tra l’altro, anche il faggio e il castagno; è un albero solido e molto longevo, che può vivere dai 500 ai 2000 anni. La quercia o farnia, può raggiungere i 40 metri di altezza. Il tronco è tozzo e robusto con la corteccia grigia, liscia e lucida da giovane, di colore scuro, quasi nero e screpolata longitudinalmente da adulta. Il legno della quercia è compatto, pesante e di lunghissima durata anche nell’acqua. In agricoltura Biodinamica si usa il preparato 505 di Quercia che si ricava dalla corteccia esterna dei rami giovani, raccolta dalla fine primavera a settembre.
Si raccoglie da rami di alberi che abbiano almeno 30-40 cm di diametro del tronco, ma si tratta di raccogliere solo la parte esterna (scorza) senza danneggiare l’albero. Poi vengono sminuzzati i pezzi raccolti nella dimensione massima di un chicco di grano. Verso la fine di settembre la polvere di corteccia viene messa in un cranio di animale domestico (vacca, pecora, capra, eccetera) e il tutto ben legato viene messo dentro una pozza d’acqua che scorra sempre ma lentamente. In particolare sono adatte le piccole insenature dei ruscelli nella cui fanghiglia del fondo si immerge il cranio. A primavera, da Pasqua a fine Aprile si prende il cranio e si preleva il preparato così trasformato e pronto per essere conservato in appositi recipienti. Da usare per il compost assieme agli altri preparati. Il ruolo del 505 è quello di contenere l’eccesso dei processi metabolici del compost e quindi, attraverso la concimazione anche nel terreno.

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