L’editoriale di settembre 2013

Come Hitler

Non basta essere vegetariani e animalisti per essere come Adolf Hitler o peggio. Infatti anche Adolf era vegetariano e animalista e contrario al metodo biodinamico, non tanto perché questo metodo usa corna di vacca o insetti dinamizzati, ma perché non usa i prodotti dell’industria bellica: il concime chimico PKN (fosforo, potassio, azoto) necessario per produrre esplosivi, non usa fosforganici, carbammati, cloroderivati utilizzati in agricoltura per sterminare insetti e animali e in guerra, ma non solo, esseri umani, vedi camere a gas dei famigerati campi di sterminio.

Adolf Hitler, a quanto pare, era un vegetariano alquanto squilibrato, il suo ingrediente preferito era lo zucchero sintetico, un energetico che irrita il sistema nervoso e, in eccesso, ha un effetto sul cervello simile all’alcool. Anche il suo animalismo era particolare, molto particolare, egoistico: il suo cane, il suo campo, il suo sangue tribale (scriveva nel suo Mein Kampf: «Tutte le grandi civiltà del passato sono scomparse perché la razza originaria e fondatrice si è estinta per avvelenamento del proprio sangue»).
Potremmo dire che la sua visione era incapace di cogliere l’animalità come dimensione concettuale ampia dello spirito, che aleggia oltre i corpi dei singoli animali e si differenzia caratterizzandosi nella moltitudine delle specie. Quello che succede a molti «animalisti» che identificano l’animale nel loro giocattolo, che amano e in cui realizzano la loro sensibilità. Il vegetariano per amore del proprio cane o gatto diventa procacciatore di cadaveri d’altri animali per trattenere accanto a sé la bestia amata.
Oggi siamo un po’ tutti «mentecatti» (mente-captus, da capio, prendo): basta entrare in un qualsiasi supermercato per essere «presi» in un vortice di prodotti industrializzati che non hanno più traccia della loro origine, per cui diventiamo o fingiamo d’essere inconsapevoli nel comportarci come bestie sanguinarie.
L’animalista, per coerenza, dovrebbe rinunciare ad alimentarsi con prodotti biodinamici o biologici che usano, anche se in dosaggi omeopatici, insetti o piccoli roditori per allontanarli e proteggere le colture, però così, al pari di Hitler, favorisce la produzione di strumenti di distruzione di massa a cominciare dai cosiddetti pesticidi, insetticidi, veleni potenti e sistemici, che alla fine uccideranno tutti a cominciare dagli umani e poi gli animali a sangue rosso. Probabilmente rimarranno solo gli insetti i quali hanno un corpo espanso (ogni singolo insetto è come una molecola di un corpo invisibile) e con cicli vitali, così brevi da potersi adattare ad ogni veleno.
Anche se molti animalisti hanno una visione dell’universo piuttosto ristretta, identificandolo con l’oggetto amato, che non è oggetto, ma animalità per cui molto più del terminale visibile. Ad esempio, allontanando dalla propria animalità istintiva, attraverso un condizionamento innaturale, rendiamo i nostri animali domestici, dei mostri (da mostrare), sembrano acquisire caratteristiche umanoidi, ma anche noi acquisiamo caratteristiche bestiali che ci ottenebrano la coscienza.
Perciò abbiate pazienza con i piccoli Hitler, sono pericolosi, ma lo fanno per amore, non dell’animale, ma della propria piccola bestia (facilmente distinguibile dalla Grande Bestia il cui numero è 666).

Biolcalenda settembre 2013


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