Spesa e risparmio

La crisi economica non è finita. Le persone e le famiglie che sopravvivono con un reddito che sfiora la soglia della povertà sono aumentate di 4-5 volte rispetto a dieci anni fa.

Il rischio, tra i tanti, è che la qualità della dieta faccia sostanziosi passi indietro, che aumentino i malesseri e le malattie e, con queste, anche l’infelicità e l’insoddisfazione.
Noi non possiamo aspettare improbabili ricette governative (di qualsiasi colore siano).

È meglio che ci rimbocchiamo le maniche. Un atto indispensabile per contrastare, per quanto possibile, il degradare della qualità della nostra dieta che una minore disponibilità di denaro sembra inevitabilmente portare con sé. Primo prezzo, 3×2, sotto costi, ormai lo sappiamo, sono quasi sempre sinonimo di alimenti di minor pregio, il cui prezzo più contenuto grava sistematicamente sui produttori (e non sulla grande distribuzione).

Scegliamo allora altre direzioni.

Primo, passate più tempo ai fornelli. In Italia si sta verificando una progressiva riduzione del tempo trascorso in cucina (poco più di mezz’ora per la preparazione del pranzo e della cena), quando le analisi socioeconomiche rivelano che cucinare in proprio consente di risparmiare fino a cinque volte rispetto al consumo di piatti pronti.

Secondo, preparate con le vostre mani pane, pasta, yogurt, conserve e confetture. Vi divertirete e, tra l’altro, farete aumentare la vostra autostima.

Terzo, acquistate in gruppo. Risparmierete non a beneficio degli azionisti delle grandi catene di distribuzione, ma dei produttori locali. Che, oltretutto, mantengono verde e vivibile il vostro territorio. Quarto, preferite i prodotti sfusi. Le confezioni incidono fino al 30 per cento sul prezzo degli alimenti e costano spesso più del prodotto contenuto.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *