Carretto della Gioia - Biolcalenda di settembre/ottobre2026

La cucina dei Tarocchi – Il Carro

Quando Marco mi ha proposto, per questo mese, in corrispondenza all’ultimo Arcano che andremo a trattare ovvero Il Carro, la ricetta che ha chiamato il “Carretto della Gioia”, mi sono fermata a osservare l’immagine che evocava: una base di frolla salata, un contenitore che accoglie una mescolanza vibrante di ortaggi, legumi e aromi… come una materia viva che celebra la varietà e la ricchezza del mondo.

Nel leggere la ricetta, una domanda ha attraversato il mio sguardo di tarologa: “Il Principe del Carro, il Settimo Arcano, è davvero felice?”.

La risposta è giunta immediata: Claro Que Sì!

Nel mazzo Camoin-Jodorowsky che abitualmente interrogo, tra le tante interpretazioni il Carro è visto come figlio dell’Imperatrice (l’Arcano III) e dell’Imperatore (l’Arcano IIII).
È il frutto dell’unione tra la creatività feconda e il potere strutturato. Egli non sta semplicemente viaggiando; sta uscendo dal castello, sta lasciando la protezione delle mura materne e paterne per lanciarsi a spron battuto sulla strada della sua vita. Non è una fuga, è un’affermazione: è l’Io che si manifesta nel mondo. Non può essere che gioioso!

Voglio però raccontarvi anche un’altra storia dato che il Carro, nella sua essenza, è un archetipo mutevole. In alcune tradizioni iconografiche, a guidare quel mezzo non è un giovane principe, ma la Dea Vittoria. È Nike, la Vittoria Alata dei Greci, colei che non combatte la battaglia, ma la sancisce. È lei che, con la sua presenza, incorona il vincitore. Pensiamo alla Nike di Samotracia: non è ferma, è un soffio di pietra che sfida il vento, un movimento eterno che ci dice che la vittoria è uno stato dell’anima.
Per i Romani, quella stessa energia diventava Bellona, guerriera furiosa sull’auriga, trascinata da due cavalli indomabili. Questa iconografia ha nutrito persino il cristianesimo: le nostre ali angeliche e le palme dei santi non sono che echi antichi di tali simbologie, simbolo di gloria e di superamento del limite.
La Dea, che sia Nike, Bellona o la nostra consapevolezza, ci lancia una sfida precisa: abbiamo ali per volare, usiamole! 

Il Carro non è lì per portarci comodamente a destinazione, ma per insegnarci che la vera vittoria è il coraggio di stare in movimento, di accogliere la “varietà” degli ingredienti che la vita ci serve, proprio come fa Marco nel suo coloratissimo piatto.
Tuttavia, correre non basta. È necessario scegliere col cuore la strada da percorrere. Mi piace citare Carlos Castaneda che ne “Gli insegnamenti di don Juan†scrive:

“Ogni strada è soltanto una tra un milione di strade possibili.
Perciò dovete sempre tenere presente che una via è soltanto una via.
Se sentite di non doverla seguire, non siete obbligati a farlo in nessun caso.
Ogni via è soltanto una via.
Non è un affronto a voi stessi o ad altri abbandonarla,
se è questo che vi suggerisce il cuore.
Ma la decisione di continuare per quella strada, o di lasciarla, non deve essere provocata dalla paura o dall’ambizione.
Vi avverto: osservate ogni strada attentamente e con calma.

Provate a percorrerla tutte le volte che lo ritenete necessario.

Poi rivolgete una domanda a voi stessi, e soltanto a voi stessi.

Questa strada ha un cuore?

Tutte le strade sono eguali.

Non conducono in nessun posto.

Ci sono vie che passano attraverso la boscaglia, o sotto la boscaglia.

Questa strada ha un cuore? E’ l’unico interrogativo che conta.

Se ce l’ha è una buona strada.

Se non ce l’ha, è da scartareâ€.


Ecco il segreto che unisce il Carretto della Gioia al cammino dell’Arcano VII: la varietà degli ingredienti nel piatto, così come la molteplicità delle vie che la vita ci offre, ha valore solo se è attraversata dal cuore. Se la strada ne ha uno, è una buona strada. Se non ne ha, abbandonarla non è un fallimento, è un atto di suprema intelligenza.

Vi invito, questo mese, a consumare il “Carretto della Gioia” lasciando che diventi un piccolo teatro archetipico nel vostro quotidiano.
Lasciate che la varietà degli ingredienti diventi il riflesso della vostra stessa complessità: ogni elemento ha il suo posto, ogni sapore contribuisce a un equilibrio che è, prima di tutto, un’armonia di opposti. 
Guidare il proprio Carro non significa dominare la strada con la forza, ma accettare la danza degli opposti che ci portiamo dentro, scegliendo con il cuore.
Mentre assaporate questo piatto, non chiedetevi dove state andando, ma come state viaggiando. Sentite la pienezza di ciò che avete nel piatto e riconoscete la pienezza di ciò che siete. Questo modo di nutrirsi, con presenza, è l’atto più gioioso che il Principe del Carro possa compiere.
Mangiate con consapevolezza: il Carretto della Gioia è il carburante che vi serve per proseguire lungo la vostra strada, sicuri che, se la percorrerete con le ali spiegate e senza paura, ogni passo sarà, inevitabilmente, quello funzionale alla vostra evoluzione. La vera vittoria non è arrivare primi, ma arrivare esattamente dove il vostro cuore ha deciso di condurvi.

FOTO Nella foto “Il Carro†del mazzo Tarocchi Visconti di Modrone, detti anche Cary-Yale realizzato da Bonifacio Bembo nel XV secolo. 

Con questo articolo si conclude il ciclo dei 22 arcani maggiori che abbiamo affrontato con Francesca Moksha. Questa nostra collaborazione continuerà, abbiamo delle novità in arrivo per i prossimi appuntamenti!

Il caso vuole, quel caso che sappiamo non esistere ma darsi come destino a chi apre lo sguardo, che in questi giorni, proprio quelli in cui scrivo, io e Alessia ci siamo trasferendo dalla nostra vecchia abitazione di Casa la Buona Stella presso una nuova sede, che sarà sede anche della nostra Associazione Culturale la Luna Buona.

In questa nuova casa, che si chiama “Casa Selvatica o della Luna Buonaâ€, proporremo attività, eventi, corsi, iniziative, proseguendo l’esperienza di Casa la Buona Stella, ma con un tratto di strada in più, una ricchezza di esperienza in più: quella che abbiamo maturato in questi quindici anni di accoglienza.

La Buona Stella è diventata una “ristorazione a domicilio†o, come generalmente si dice, un “cateringâ€: ci presentiamo dove ci viene chiesto proponendo la nostra cucina familiare, in prevalenza vegetariana e legata alla stagione, per piccoli gruppi, duna decina fino a una quarantina di persone circa.

A Casa Selvatica daremo invece prevalenza alle attività culturali e associative, con letture, visioni di film, concerti, piccole rappresentazioni teatrali e, ovviamente, cene a tema: celebrando il tempo dell’anno, le stagioni dei prodotti di cucina, e altro ancora.
E ospiteremo esperienze e corsi di cucina.

Seguiteci sulla pagina facebook “Casa Selvatica Montelloâ€, sul sito www.buonastellacatering.it e su WhatsApp 329 9030999.

Detto questo, mettiamoci in viaggio con la nostra ricetta. Il carro va. Ci conduce dove deve portarci, dove fortuna e destino ci invitano a calcare il terreno. Porta con sé tutto quello che vi abbiamo caricato, tutto. Le cose buone e le cose cattive, le gioie e i dolori, il nero e il bianco e gli altri colori ancora, quel che siamo stati e quel che siamo. Vi propongo quindi una ricetta classica di torta salata, caratterizzata dal fatto di portare con sé mille colori e sfumature, come accade per qualsiasi carro che portiamo con noi, pieno di vita ed esperienze.

Le ricette

Carretto della Gioia - Biolcalenda settembre/ottobre2026

Carretto della Gioia
Biolcalenda di settembre/ottobre2026


 


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