Marina Mariani - Biolcalenda

Vogliono offrirci un TEA ingannatore

In Italia, e solo in Italia, è stato coniato un nuovo acronimo: TEA, ossia Tecniche di Evoluzione Assistita. Ma come, non lo sapevate che la Natura HA BISOGNO dei genetisti per evolvere? Scherzi a parte, si tratta dell’ennesimo tentativo, neanche subdolo, di introdurre nella nostra spesa i nuovi OGM, che per l’occasione hanno chiamato NGT (Nuove Tecniche Genomiche).

Cambiano nome alle cose perchè lo sanno benissimo che la gente gli OGM non li vuole comprare, e con questo misero tentativo di farci fessi pensano di farla franca. Per essere ancora più sicuri di fregarci, hanno approvato in sede europea una norma CHE NON PREVEDE L’ETICHETTATURA PER QUESTI PRODOTTI. Come dire: occhio non vede, cuore non duole, e consumatore fesso compra.

Ovviamente sono tutti d’accordo, coldiretti, Società Italiana Sementi, CIA, confagricoltura, ministro Lollobrigida. Tutti convinti (ma davvero?…) che queste nuove sementi porteranno benessere agli agricoltori, all’ambiente e al consumatore.
Non vi piacevano i TRANS-genici perché inserivano DNA estraneo? Non c’è problema!
Vi diamo i CIS-genici, che inseriscono geni di piante della spessa specie, oppure che tagliano via i geni scomodi. I genetisti continuano a considerare il DNA come una costruzione fatta con i mattoncini del LEGO, togli un mattoncino qui e la casa sta su lo stesso. Ma non è così. Non funziona così. Eppure l’epigenetica dovrebbe avervi insegnato che l’ambiente ha una grande importanza nella espressione dei geni, che esistono precise relazioni tra i geni e ci sono interruttori (quelli che una volta chiamavano DNA spazzatura) che regolano l’espressione genica.

Macché, vanno avanti come un treno in corsa verso un ponte pericolante.

Quello che non dicono, ma sanno benissimo, è che la tecnica usata, la ormai nota Crispr/cas9, non è mica tanto precisa, non è detto che il meccanismo agisca solo nel punto che vorrebbero loro e come un sarto pazzo potrebbe tagliare anche in punti non previsti.

Ma secondo voi, come si può pensare a una tecnica che crea il danno e se ne frega di come viene riparato, lasciando fare alla cellula soggetta a questo sopruso? E già, perchè la tecnica in questione fa questo. Taglia e non ricuce. Al massimo fa in modo di far trovare all’ospite, nelle vicinanze, proprio il pezzetto di DNA che si vorrebbe incorporare, e che Dio ce la mandi buona…

La carognata verso i consumatori è la mancata etichettatura, il brevetto della sequenza genica e il fatto che nessuno ha fatto prove di nutrizione. Ci farà male? BOH! Intanto tu compra e mangia, poi si vedrà. Ti ammalerai? Non è mica colpa loro…


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