La battaglia sui transgenici

Non si esaurisce la lotta sugli Organismi Geneticamente Modificati. Il blocco dei paesi anglofoni (Usa, Gran Bretagna, Canada, Australia) preme per una liberalizzazione commerciale che si traduca nell'impossibilità di arginare i cibi transgenici, l'Europa sotto lo stimolo della Francia e dell'Italia, sembra volersi attestare su una posizione più cauta.

Non rendere identificabili i prodotti che contengono O.G.M. è funzionale agli interessi delle multinazionali che hanno, ormai, verificato come i consumatori non vogliono, che il cibo contenga, Dna costruito in laboratorio.

Paesi come la Francia e l'Italia che hanno, per una fortunata tradizione, una miriade di produzioni tipiche, sarebbero danneggiate, per non dire distrutte dalla diffusione incontrollata d'organismi brevettati, di proprietà delle suddette multinazionali, perché annullerebbero, di fatto, la diversità biologica e tipica. Sentiamo, come nei bollettini di guerra, buone e cattive notizie:

  • L'azienda inglese Axix Genetics, che si occupa di biotecnologie legate alla produzione di vaccini, derivanti dalla manipolazione genetica d'alcune piante, doveva raccogliere 10 milioni di sterline (quasi 30 miliardi di lire) per continuare le proprie ricerche, ma non è riuscita a raccoglierne più di 8,2 milioni. Per questo è stata messa in amministrazione controllata, mentre il personale è stato dimezzato.
  • Gli analisti della Deutsche Bank, in un recente rapporto da New York, hanno sconsigliato i titoli delle aziende che producono cibi transgenici (99.10A. 19BIO2446).
  • In Inghilterra sono stati trovati pollini mutanti a cinque chilometri di distanza dai campi in cui erano coltivati prodotti transgenici. Questo prova che le misure di sicurezza ufficiali, cioè i 200 metri di rispetto attorno ai campi sperimentali, sono del tutto insufficienti. Il rischio della propagazione incontrollata è reale.(La Repubblica 7/10/99).
  • Un'indagine condotta su 12 mila consumatori dalla catena distributrice Esselunga ha dato il risultato che chi conosce i cibi transgenici li evita: preferiscono il vecchio pomodoro fresco, anche se marcescibile come tutte le cose terrene, ad un inossidabile pomodoro al Dna modificato (La Repubblica 7/10/99).
  • Anche la McDonalds, dopo Burger King e Kentuky Fried Chicken, ha dichiarato che non farà uso d'ingredienti geneticamente modificati nei suoi ristoranti in Gran Bretagna.

 

Anche a Padova, questo mese, si confronteranno e scontreranno: interessi finanziari a rischio e danni per i consumatori e l'ambiente. Il 24 Novembre, la Fiera inaugura "Bionova". Noi però, anche se piccolini, non stiamo fermi!


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