Tribolare

Parola oggi poco usata, in un’epoca edonistica e distratta come quella in cui ci troviamo. La sua origine tardo latina (tribulare) ‘tormentare’ (in senso cristiano) mantenuta intatta per la forte concentrazione mentale che suscita. La parola latina tribulare ‘trebbiare’ deriva da tribulum o tribula, ‘rullo per trebbiare’, termine vicino a tribulus ‘spino’
Lo strumento per schiacciare e tritare il grano, probabilmente è stato l’ispiratore per descrivere il particolare sentimento che i primi cristiani provavano nella ricerca della perfezione.

“Il tormento del Vangelo” come dice l’autore del Vangelo di Giovanni, è esemplificato come il fuoco che arde e non brucia, oggi diremmo “tortura” (torquere ‘attorcimento’), comunque con significato simile. La tribolazione è quindi un tormento non per il corpo, non per l’anima, ma dello spirito. Solo un essere che possiede il soffio Divino (a Nostra immagine), può sviluppare la coscienza di Sé e rimanere intatto nonostante tutto. Il mondo contemporaneo è, come mai in passato, altamente trebbiante.
Un mondo dominato dai sultani della comunicazione di massa che promettono a tutti, democraticamente, l’inganno del possesso della “felicità in scatola”, dalla salsa di pomodori al SUV, dai pannolini al profumo, dal conto in banca al Presidente del Consiglio dei Ministri. In un’epoca che dovrebbe essere dominata dalla razionalità scientifica, dove la disciplina dell’apprendimento sistematico dovrebbe essere alla portata di tutti, invece esplode la superstizione magica che vuole miracoli che sostituiscono ogni disciplina; dominano le scorciatoie furbesche e corruttive che ritengono che tutto abbia un prezzo. La ricchezza nobilita ogni cialtrone malavitoso, non contano i furti, la corruzione, lo sfruttamento, la prostituzione, purché il successo sia raggiunto. La denigrazione sociale, la condanna, è per chi, con le stesse intenzioni e comportamenti non raggiunge la meta: il “denaro”. Tanto denaro.
Solo allora non si è più umani, ma demoni, esseri desideranti a cui tutto è concesso, a cui tutti devono sottostare rinunciando alla propria dignità. Al confronto l’antica idolatria era sobria, seria, credibile. In questo marasma di valori capovolti, in cui la quantità domina sulla qualità, la vita è una speranza statistica, il conto in banca sostituisce la Grazia Divina, è abbastanza comprensibile come molti si sentano schiacciati, oppressi dalla moltitudine, confusi, sconcertati, attratti e respinti. I valori dello spirito che comunque si manifestano ad ogni nostro respiro, ad ogni nostra esternazione di sé, quando esclamiamo “Io” appaiono incerti tra egoismo e altruismo, svalutati come i “trenta denari”, forse sarebbe diverso dire trenta miliardi, quando la posta in gioco è il senso della vita universale. Dobbiamo tutti fare attenzione, la tribolazione c’accompagna.
Biolcalenda Novembre 2011

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *