L’Acqua 08

 Elemento di Vita

L’acqua come mediatrice fra il cielo e la terra ma non solo, anche partecipe attiva dei processi viventi. A tutti è noto il principio secondo il quale un corpo immerso nell’acqua riceve una spinta verso l’alto corrispondente al peso del volume d’acqua da esso spostata.

Il galleggiamento delle imbarcazioni fa perno proprio su questo principio. L’acqua in questo caso si oppone alle forze di gravità che agiscono sempre verso il basso, e ha la capacità di rendere leggeri i corpi e di avvicinarli quindi alle forze che provengono dal cosmo. Questa capacità dell’acqua è di grande importanza per ogni forma di vita sulla Terra: la crescita vegetale sarebbe impensabile senza questa caratteristica dell’acqua. Basti pensare alle notevoli altezze a cui arriva la linfa nelle piante, anche fino a 80 metri nel caso del pino americano.

La capacità dell’acqua di vincere le forze terrestri e di servire la vita si può rilevare anche dal suo comportamento nei confronti del caldo e del freddo. Se viene congelata, essa si trasforma in dura pietra che dovrebbe soggiacere alle forze di gravità ed invece il ghiaccio galleggia sull’acqua. Se non fosse così, se il ghiaccio andasse a fondo i mari si riempirebbero progressivamente di ghiaccio e la terra si trasformerebbe in un deserto di  ghiaccio. Ciò non succede perché l’acqua ha la sua massima densità a 4° Celsius, quindi al di sopra del punto di congelamento. D’altra parte il ghiaccio svolge una funzione essenziale per il rinnovarsi della vita. Esso penetrando nelle fessure della dura roccia ed espandendosi ne provoca lo sgretolamento. Così facendo riporta l’elemento solido, morto, sulla via verso la vita. Infatti, i detriti di roccia vengono trascinati a valle dall’acqua che, nei corsi dei torrenti e dei fiumi, provvede, con i suoi movimenti turbinosi, a macinare  e rendere sempre più fini. Si crea così il substrato essenziale per la crescita delle piante e la dura roccia può rientrare nel ciclo della natura vivente. La civiltà dell’antico Egitto dovette la sua fioritura grazie alle piene del Nilo, che ogni anno copriva i terreni circostanti con il fertile limo, prodotto dal lavorio incessante dell’acqua nei confronti dell’elemento solido del terreno.

Lo stesso processo avviene anche nei campi coltivati. Le zolle di terra preparate con l’aratura in autunno, vengono aggredite dal ghiaccio nell’inverno e subiscono un processo di disgregazione che avrà come risultato la formazione dello strato fertile superficiale del terreno. Questo processo viene favorito anche dalla intensa capacità solvente dell’acqua nei confronti delle sostanze solide che permette il trasporto e lo scambio delle sostanze nutritive all’interno ed all’esterno degli organismi viventi.

Questi fatti si svolgono tutti assieme ripetendosi ritmicamente. Ogni anno l’acqua si trasforma in ghiaccio, che provvede a spaccare la roccia i cui detriti vengono triturati e sciolti dall’acqua dei fiumi e vanno ad alimentare lo strato fertile del terreno. Allo stesso tempo, con i detriti l’acqua si costruisce anche il suo alveo e le sue sponde e contribuisce così a limitare la propria forza disgregante. Troviamo qui un’altra qualità dell’acqua: la sua capacità di dominare la propria forza frantumatrice con i prodotti stessi della frantumazione.
 
 

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