La Terra 27

Le Perle

Nella descrizione dei quattro elementi abbiamo considerato la terra come espressione dell’aspetto solido della manifestazione. Tutto ciò che è solido, duro, impenetrabile si può considerare terra. 

Abbiamo visto anche la funzione che questo elemento ha per l’evoluzione dell’uomo. Nel confronto con la materia dura l’uomo ha potuto sviluppare la fantasia, l’intelligenza, la forza di volontà e sopratutto ha potuto prendere coscienza di se stesso in opposizione al mondo.

Nel confronto con alcuni prodotti particolari della terra, come i cristalli, l’uomo ha potuto sviluppare anche l’immaginazione e la capacità di trascendere la semplice realtà. Di fronte alla bellezza rara di un cristallo l’uomo può sentire la presenza del divino e può spaziare con il pensiero in mondi sconosciuti.Questa capacità di stimolare la fantasia e l’immaginazione è caratteristica anche di altri prodotti della terra che sono rari e preziosi quanto i cristalli ma che a differenza di questi, che sono di origine minerale, sono di orine organica e provengono da processi di indurimento di sostanze appartenenti al mondo vegetale o animale. Pensiamo alle perle, ai coralli, all’ambra e all’avorio, tutti materiali la cui bellezza fa sognare. La perla, in particolare, ha sempre stimolato l’immaginazione di poeti e scrittori e l’abbinamento più frequente è fra la perla e la rugiada. Una leggenda, che abbonda nei libri di alchimia, vuole che la perla sia prodotta dalla rugiada del cielo. “Tutti i buoni scrittori scrivono che le perle si formano e si compongono di rugiada; la madre perla nella sua conchiglia, che è la miniera nella quale queste pietre preziose si formano e si generano, prende all’alba la rugiada, sale alla superficie dell’acqua e apre la sua conchiglia per permettere l’entrata a questo liquore divino che cade dal cielo, che la colma e la feconda con la sua sostanza pura. In seguito, essa si rinchiude e ritorna nel solito rifugio in fondo al mare, dove, grazie al suo calore naturale, questa rugiada viene cotta e digerita e viene trasformata, con industriosità naturale, in una perla che si attacca all’interno della conchiglia. “Renè François scrive: “La madreperla è incinta dei cieli, e vive unicamente del Nettare celeste, per mettere al mondo la perla argentea o pallida o giallognola, a seconda dell’influsso del Sole e della purezza della rugiada… Se la rugiada è abbondante, esse (le perle) diventano più grosse, se ci sono tuoni la conchiglia fa un tuffo e si formano così, secondo il tipo di tuono, gli aborti di perle: a gobbe, piatte, deformi o vuote come vesciche”.

L’immagine delle perle deformate dal tuono viene ripresa nell’opera di san Francesco di Sales con lo scopo di introdurre delle metafore morali: “Le perle, che sono concepite o nutrite nel vento o nel rumore dei tuoni hanno solo la scorza di perle e sono vuote di sostanza” o ancora “La madre-perla vive in mezzo al mare senza prendere nessuna goccia d’acqua di mare”. Come dire che un’anima vigorosa e costante può vivere nel mondo senza ricevere alcun impulso mondano.


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