Nei mesi caldi c’è ancora spazio nella nostra razione alimentare per i semi oleosi? La maggioranza degli italiani pensa di no. Non a caso i consumi di questi alimenti hanno un picco annuale durante le feste di fine anno per poi ridursi drasticamente.
Non va bene. Si tratta di alimenti salutari che, nella giusta quantità, andrebbero consumati giornalmente. Gli studi su soggetti adulti testimoniano che il consumo regolare di noci, mandorle e nocciole riduce il rischio di sviluppare la sindrome metabolica.
Che cos’è la sindrome metabolica? È un importante insieme di condizioni cliniche (obesità, aumento dei trigliceridi, della pressione arteriosa e della glicemia a digiuno, colesterolo HDL “buono” troppo basso) che favorisce il manifestarsi di importanti patologie croniche come l’infarto cardiaco, l’ictus, il diabete, alcuni tumori, la demenza, ecc.
Le ricerche chiariscono che coloro che consumano due o più porzioni di semi oleosi a settimana presentano un rischio di sindrome metabolica ridotto del 32% rispetto a coloro che dichiarano di non consumarne mai.
In pratica, che significa “porzione” e a quale quantità corrisponde? In una dieta bilanciata (cioè basata sul consumo prevalente di alimenti vegetali) devono trovare spazio anche circa 20-30 grammi al giorno di semi oleosi. Noci e mandorle, tra l’altro, ci ricordano la necessità di masticare. E non è poco.
