Miglio - Biolcalenda aprile 2017

Il Miglio

(Fam. Graminacee, Spec.: Panicum miliaceum)

I latini lo chiamavano Milium, per la grande abbondanza di granelli ed è il precursore di tutti i cereali. Esso ha nutrito l’umanità prima della scoperta dell’aratro, poiché era raccolto allo stato selvatico. Trascorsero migliaia d’anni, prima che il miglio fosse messo a coltura.
I grani di questo cereale sono compressi in una buccia molto compatta, che deve essere allontanata attraverso la decorticazione.
Due caratteristiche rendono il miglio un alimento particolarmente ricco di valore:

1. Il silicio che agisce in modo forte sulla pelle e sui sensi dell’uomo. Nella pelle l’organismo si chiude per così dire in un mantello di silicio contro il mondo esterno. Nello stesso tempo il silicio permette la penetrazione di sostanze imponderabili come la luce.
2. La formazione di calore. A causa dell’insufficiente movimento, del pensiero intellettuale e indurente, della mancanza di personale attività artistica e a causa di danni ambientali, è gravemente danneggiata nell’uomo l’organizzazione del calore.

Una dieta con miglio migliora la vista. Esso ha fornito buona prova nella cura della pelle. La pelle attraverso il miglio riacquista la funzionalità di aprirsi e chiudersi. Il contenuto di fluoro lascia intendere che è un alimento importante per i denti. E’ di grande aiuto quando le unghie diventano fragili e i capelli si spezzano. Il miglio dà calore all’organismo e con ciò combatte le malattie della civilizzazione, come l’arteriosclerosi e il cancro (difficilmente con questa malattia si hanno manifestazioni febbrili). Tutte le specie di miglio possono essere impiegate nell’alimentazione umana anche da soggetti affetti da intolleranza al glutine (morbo celiaco) poiché non contengono prolammine, controindicate in tale malattia.

Il chicco è assai ricco di amido ed è uno degli alimenti più ricchi di sostanze minerali: ferro, magnesio, fosforo, silicio. Alle analisi il miglio si caratterizza come alimento energetico nutriente, però non si dovrebbe considerare alla stregua degli altri cereali, bensì come alimento integrativo, in special modo nei periodi freddi.

La cottura del miglio
Si prende il miglio e si mette a bagno in una terrina. Con la mano si rimuovono i chicchi in modo da far affiorare le impurità e poi si scola l’acqua. Si ripete l’operazione finché l’acqua non risulti limpida. Dopo averlo scolato, si può già metterlo in pentola con acqua fredda o, in alternativa, si può tostarlo leggermente mettendolo in una pentola a fuoco basso e rigirandolo per alcuni minuti con un mestolo di legno evitando di farlo attaccare al fondo. Si mette allora in una pentola con una quantità d’acqua pari a circa il doppio della quantità di cereale e si inizia la cottura con fiamma alta fino al momento dell’ebollizione. Quindi si abbassa la fiamma, si schiumano le eventuali impurità, si aggiunge il sale e si continua la cottura a fiamma bassa per il tempo necessario che è di circa 15-20 minuti. Questo tempo dovrebbe coincidere con il totale assorbimento dell’acqua. È consigliabile, comunque, prima di aggiungere il condimento, lasciar riposare un po’ di tempo, in modo da permettere l’assorbimento dell’acqua eccedente e il rigonfiarsi uniforme del cereale.

L’osservazione non è più valida se si usa il miglio per fare delle minestre.

Le ricette

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