argilla

L’uso delle argille in agricoltura

Esiste in natura una sostanza che per le sue innumerevoli proprietà è veramente unica e speciale, in grado di stimolare le forze vitali e al tempo stesso di portare equilibrio. Si tratta di un dono autentico, che occorre valorizzare. Le argille possono favorire il lavoro dell’agricoltore in maniera importante, diretta e indiretta, nel rispetto assoluto dell’ambiente.
Tra i prodotti naturali utilizzabili in agricoltura biodinamica ve n’è uno in particolare che merita una citazione speciale, ma sarebbe opportuno dire che è molto di più di un semplice prodotto. Si tratta di quelle polveri minerali comunemente definite argille.

Esistono molti tipi di argille, che l’uomo conosce ed usa sin dalla notte dei tempi e per vari scopi. Nel suo corso sull’agricoltura, Rudolf Steiner parla dell’argilla come elemento di collegamento tra il polo del silicio e il polo del calcare, sottolineandone l’importanza per tutto il regno vegetale.

È possibile utilizzare in ambito agricolo un particolare tipo di argilla (argilla caolinitica) detta caolino che, ricoprendo il vegetale di una patina biancastra, ha lo scopo di contrastare i danni da stress termico. La protezione delle colture da bruciature e riscaldo avviene in virtù di un sottile strato di polvere minerale che va a ricoprire il vegetale. Lo si usa maggiormente in viticoltura e sul pomodoro per via della sensibilità nei confronti di un irraggiamento solare eccessivo. Ovviamente occorre garantire una copertura completa e omogenea durante tutta la fase critica.

Per formare lo strato protettivo è necessario diluire in acqua il caolino. Indicativamente si va dai 2,5 kg ai 5 kg di caolino per 100 litri d’acqua. Occorre bagnare la superficie di foglie e frutti in maniera leggera ma completa. È buona norma quindi effettuare due passate. È consigliabile fare più trattamenti nel tempo per evitare concentrazioni eccessive di caolino che potrebbero creare problemi di asfissia del vegetale (i dosaggi vanno rispettati). Quando viene meno il colore biancastro è necessario ripetere il trattamento. Grazie al caolino si ottiene una vegetazione più rigogliosa e lussureggiante, evitando stress da caldo eccessivo.
L’uso del caolino ha dato ottimi risultati anche sul controllo della mosca dell’olivo (Bactrocera oleae) e di altri fitofagi andando a formare un ambiente sfavorevole alla deposizione delle uova. Ciò è stato evidenziato da una ricerca del Cnr (Ivalsa) su olivi della durata di tre anni nella quale si è evidenziato anche un aumento della crescita e della dimensione dei frutti.

Anche nel caso della mosca dell’olivo la copertura deve essere completa e garantita durante tutto il periodo critico.
Il caolino è formato in prevalenza da minerali silicatici delle argille e questo può influire positivamente, per quanto riguarda le applicazioni fogliari, sul metabolismo della pianta e sulla qualità della linfa.

Altro minerale argilloso utilizzabile in agricoltura è la bentonite. Si tratta di un’argilla di origine vulcanica ricca di micronutrienti naturali argillosi e non argillosi, la cui composizione può essere molto variabile. Si può utilizzare per la realizzazione di terricci per vasi e piantine da orto (4-5% del volume totale), oppure nell’allestimento del compost, grazie alla capacità di trattenere l’umidità e grazie all’azione di stimolo sulla crescita dei vegetali e sulla fertilità del terreno.
Viene impiegata nella pasta per tronchi in miscela con altri ingredienti, per la concia del seme (da sola o con altri ingredienti) e per l’inzaffardatura delle radici unita ad altri componenti. Può essere aggiunta in modiche quantità anche ai macerati e alle tisane con ottimi risultati, sia per aumentare l’adesività che per l’apporto di importanti microelementi.

Può essere utilizzata in purezza a dosaggi che vanno da 500 a 700 grammi per 100 litri d’acqua, come coadiuvante per il controllo di alcune micosi.
È bene assicurarsi che caolino e bentonite siano idonei e specifici per l’agricoltura poiché esistono diversi prodotti commerciali che però trovano impiego in altri ambiti (anche i formulati per enologia non sono idonei a tal fine). Ciò significa che grado di purezza, composizione e proprietà possono variare molto in base al tipo di impiego. Il caolino dunque deve poter essere miscelabile in acqua senza problemi; ciò vale anche per la bentonite. E, ripeto, deve essere un formulato realizzato appositamente per uso agricolo.

Biolcalenda luglio/agosto 2013


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