Maturare

Autunno, cadono le foglie, la natura cambia i suoi colori, diventano più caldi: un ultimo calore prima di affrontare il freddo inverno; anche la frutta di questa stagione racchiude quest’ultima energia e a volte la conserva a lungo. Pensiamo alla frutta che matura in questa stagione come le mele che si conservano fino a Primavera. Le foglie che cadono a molti di noi potrebbero ricordare una delle poesie più brevi della Letteratura italiana: Soldati di Giuseppe Ungaretti.  La cito brevemente se qualcuno non la conoscesse:

“Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie”

Questi versi ci raccontano la precarietà della vita che il poeta riferisce alla guerra ma che può essere associata anche all’Autunno e alla natura che muore per poi rinascere in Primavera.
Una pandemia che dura da quasi due anni ci può far sentire un po’ come le foglie descritte in questa poesia. Noi oscilliamo dondolate dal vento ma possiamo decidere se restare attaccate al ramo o lasciarci cadere per esplorare il terreno. È tempo di verificare quanto siamo maturati affrontando le difficoltà, di quanto siamo disposti a lasciare la certezza del ramo perché in Primavera possano aprirsi nuove gemme che porteranno nuovi fiori e nuovi frutti.

L’Autunno nella vita rappresenta il momento in cui si passa dalle parole ai fatti, il momento in cui dovremmo raccogliere i frutti della nostra crescita. Se un albero trattiene troppe foglie durante l’Inverno, la neve che cade lo potrebbe appesantire e far cadere.

Così anche noi quando tratteniamo le nostre incertezze diventiamo insicuri… scegliamo con maturità la zavorra che non ci serve per andare avanti: una foglia che cade leggera vola più a lungo e va lontano… lasciamo che l’Autunno faccia morire le nostre paure così potremo volare lontano e in Primavera potremo rifiorire con splendidi colori pronti per affrontare la vita con uno spirito nuovo. Riccardo Cocciante qualche anno fa cantava:

“e io rinascerò
Senza complessi e frustrazioni
Amico mio ascolterò
La sinfonia delle stagioni
Con un mio ruolo definito
Così felice di esser nato”

Rinascere significa “nascere nuovamente” e presuppone che prima qualcosa sia morto.
L’Autunno è così: qualcosa deve morire per lasciare il posto a qualcosa di nuovo, una specie di pulizia che la Natura fà. L’avvicendarsi delle stagioni non dovrebbe essere solo un cambiamento climatico, un cambio di vestiti nell’armadio. Il cambio della stagione dovrebbe segnare una tappa nel nostro cammino spirituale dove lasciamo andare qualcosa di noi per far posto a qualcosa di nuovo perché non si può riempire un vaso quando è già pieno, così come un albero non ha posto per i fiori se è ancora carico di foglie morte.

Ma quali potrebbero essere le nostre foglie morte? Quando le foglie muoiono diventano rigide, così anche noi spesso ci irrigidiamo in alcuni atteggiamenti che impediscono il fiorire di nuovi rapporti con le persone. Le foglie secche sono fragili, si sbriciolano quando le prendiamo in mano. L’Autunno ci accompagna verso l’Inverno, si dice che il freddo rafforza il fisico; lasciamo che il freddo rafforzi anche le nostre fragilità per rinascere più forti a Primavera. Le foglie quando muoiono cambiano colore: qual è il colore della nostra maturità? Quali sono i segni del nostro cambiamento? Quando muoiono le foglie si “rannicchiano”, si rinchiudono su se stesse.

Quanto questo virus ci sta facendo chiudere nei rapporti con gli altri? La paura del contagio ci sta togliendo non solo gli abbracci ma anche il piacere di parlarci, e se le mascherine ci coprono naso e bocca possiamo sempre far brillare i nostri occhi e squillare la nostra voce anche in una videochiamata. Se le giornate si accorciano e la luce si riduce facciamo un po’ di luce aprendoci agli altri magari anche solo con una telefonata a chi ha bisogno di un po’ di calore umano, ne riceveremo luce e calore anche noi.


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