Le diete iperproteiche

Le diete iperproteiche, basate sul consumo di grandi quantità di proteine (carne) e con una forte riduzione degli alimenti ricchi di carboidrati vanno per la maggiore e, con varie denominazioni (Scarsdale, Atkins, Zona, Dukan, ecc.), sono proposte per la loro capacità di far perdere peso rapidamente e di normalizzare la glicemia.

Peccato che questi risultati siano del tutto transitori e, ancora più importante, che le diete a basso contenuto di carboidrati aumentino addirittura il rischio di morte se sono adottate per tempi lunghi. Ce lo ricorda uno studio americano pubblicato da The Lancet Public Health (volume 3, issue 9, pe419-e428, september 01, 2018).

I ricercatori hanno seguito oltre 15.000 adulti tra i 45 e i 65 anni d’età per circa 25 anni.
In questo periodo, 6.283 partecipanti sono morti. Chi ha assunto tra il 50 e il 55% delle calorie dai carboidrati (nutrienti presenti soprattutto nei cereali, nei legumi e, in misura minore, nelle verdure e nella frutta) ha registrato un rischio di morte più basso per tutte le cause durante il periodo dello studio, rispetto alle persone che avevano una dieta molto più povera di carboidrati.

Inoltre i ricercatori evidenziano che, tra coloro che avevano sostituito i carboidrati con altri alimenti, si poteva notare un’altra interessante differenza.

Chi consumava più proteine o grassi animali (carne, formaggi, uova) ha fatto registrare un maggior rischio di mortalità, mentre il rischio diminuiva in chi ha compensato la quota minore di carboidrati con proteine o grassi vegetali (legumi, semi oleosi).


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