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Patologia della deglutizione

Le caratteristiche di una deglutizione scorretta – seconda parte
Effetti della deglutizione scorretta su organi e apparati: l’importanza della lingua nella odontoiatria olistica unitaria.

Nel precedente articolo, pubblicato su Biolcalenda di Marzo 2014, all’interno di un “percorso” con lo scopo di comprendere l’importanza della lingua nella odontoiatria olistica unitaria, abbiamo analizzato a livello generale la PATOLOGIA e le caratteristiche di una deglutizione SCORRETTA con le cause che la possono determinare.

In questo numero, la visione olistica unitaria ci porta ad ampliare lo sguardo e analizzare gli effetti della deglutizione scorretta su organi e apparati.

I danni causati da una deglutizione scorretta non si esauriscono a livello orale, ma interessano altri organi e apparati che sono colpiti in vari modi. L’apparato respiratorio è quello maggiormente coinvolto. Infatti, l’evento più comune riscontrato nel caso di deglutizione scorretta è la respirazione orale. Gli squilibri muscolari determinano anomalie di forma del palato, che si introflette nelle cavità nasali divenendo stretto e alto e questo determina una diminuzione dello spazio aereo disponibile per la respirazione. Le stesse cavità nasali presentano la “patologia per mancanza di uso” con la mucosa ispessita.

Il palato ristretto causa una difficoltà della lingua a sollevarsi sotto ad esso e quindi la postura bassa della lingua stessa e la sua alterata funzione favoriscono ancora di più la respirazione orale e la pressione delle guance che hanno un effetto compressivo sul palato durante ogni atto deglutitorio.

Con la respirazione orale il muco che si forma nei seni paranasali tende a ristagnare determinando un aumento delle adenoidi che, come a volte le tonsille, sono soggette a un carico maggiore. Un segno che non sempre la respirazione orale è conseguenza della presenza di adenoidi iperplastiche, viene proprio dagli otorinolaringoiatri, che hanno riscontrato la persistenza di una respirazione orale attraverso la bocca in numerosi casi, anche mesi dopo la adenoidectomia.

Le alterazioni della pressione nel cavo orale, nei pazienti con deglutizione scorretta, danno anche luogo a varie patologie a carico dell’orecchio. La pressione positiva di cui avevamo in precedenza parlato può determinare un’inversione del flusso dei secreti presenti nell’orecchio medio e nelle tube di Eustachio; questi secreti tendono a stagnare all’interno dell’orecchio invece che essere aspirati e drenati nel cavo faringeo, cosa che avverrebbe nel caso di una deglutizione corretta. Ciò determina la comparsa di otiti, almeno inizialmente sierose, che con il passare del tempo possono diventare purulente. Si può anche avere una diminuzione dell’udito, che probabilmente trova la sua genesi nel ristagno dei secreti e nella diminuzione della vibratilità della membrana timpanica causata dall’edema. (FERRANTE A.: Terapia Miofunzionale, Acquaviva Picena (AP), Futura, 1997.p 55.)

Altra branca frequentemente interessata è la medicina generale.
Di grande importanza è la patologia definita “bolo isterico”. Il paziente, di solito di sesso femminile e sopra i quarant’anni, avverte, al momento di ingoiare, una ostruzione nella gola che gli impedisce di inghiottire il cibo, con la conseguenza che questo resta per alcuni attimi bloccato in gola, con la possibilità che facilmente possa andare di traverso. Dopo aver escluso le cause anatomiche, l’unica cura appropriata sembra quella con antidepressivi e ansiolitici. Purtroppo questi farmaci causano un mantenimento se non addirittura un aggravamento della sintomatologia. Ciò è dovuto al fatto che questi farmaci oltre ad avere un’azione sul sistema nervoso centrale, possiedono anche un’azione miorilassante che causa un aggravamento dello squilibrio muscolare a carico della muscolatura della deglutizione, che è alla base della patologia stessa. Infatti, la causa del problema è da riconoscere nello squilibrio dei muscoli; la mancanza di coordinazione muscolare determina un intoppo nel movimento peristaltico, che viene a subire dei rallentamenti. Mentre il bolo si trova ancora nella bocca, per il ritardo determinato dalla lingua nel far procedere il cibo verso il basso, i muscoli costrittori del faringe hanno già iniziato la loro contrazione sequenziale, con il risultato che il cibo resta intrappolato per alcuni istanti nel faringe. (FERRANTE A.: Terapia Miofunzionale, Acquaviva Picena (AP), Futura, 1997.p 57.)

L’atto deglutitorio incongruente determina un indebolimento della digestione con sensazione di gonfiore, eruttazioni e flatulenze per l’eliminazione del gas in eccesso; il bambino quindi, a causa di questa aerofagia, tende a interrompere il pasto.
Anche la masticazione è alterata, spesso lenta, a causa dell’iperlavoro dei masseteri che partecipano in maniera impropria alla deglutizione; in altri casi il paziente tende a ingoiare il cibo velocemente, quasi senza masticarlo.

La deglutizione scorretta ha un’importante influenza sui problemi che coinvolgono l’occhio sia come capacità visiva sia come funzione di messa a fuoco binoculare.
Molti pazienti con deglutizione scorretta presentano anche problemi di forie (alterazioni della posizione delle linee di sguardo), strabismi, miopie, ipermetropie e stanchezza oculare. Con un corretto trattamento mio funzionale accompagnato con l’attivatore Soulet-Besombes, si sono potuti accertare miglioramenti della coordinazione oculare, della mobilità oculare, scomparsa di “occhio pigro” e strabismi, miglioramento di miopie e ipermetropie in pazienti giovani.
Questo perché il mascellare, oltre a costituire il palato, fornisce anche il pavimento all’orbita, quindi un palato ristretto si accompagnerà a un’orbita ristretta con la conseguenza che l’occhio è costretto ad adattarsi in uno spazio che presenta un diametro latero-laterale ristretto rispetto alle esigenze di sfericità dell’occhio, il quale è costretto ad allungarsi per adattarsi alle disponibilità di spazio. La ristrettezza dell’orbita può anche spiegare le difficoltà di funzionamento dei muscoli estrinseci che vengono a perdere l’equilibrio indispensabile per la visione binoculare senza sforzo. (FERRANTE A.: Manuale pratico di terapia miofunzionale, Marrapese Editore, Roma, 2004).

Un altro campo in cui è implicata la deglutizione è quello ortopedico. La postura di un individuo è determinata dall’equilibrio esistente tra tutti i suoi componenti. Gli studi delle catene muscolari hanno contribuito a spiegare le modalità di integrazione funzionale delle varie strutture corporee. Quando vi è un tirante più teso degli altri, si vengono a creare degli spostamenti e per mantenere la stazione eretta compaiono contrazioni compensatorie di altri tiranti. Solamente la catena muscolare antero-mediana trova la sua origine a livello della base cranica proprio a livello dei muscoli linguali. Tale catena coinvolge, tra gli altri, i muscoli della superficie mediale della coscia e della gamba fino all’alluce.

Una posizione della lingua bassa, costringendo a una respirazione orale, causerà una spinta del capo in avanti, con spalle incurvate e bacino anteriorizzato. Se la posizione bassa della lingua sarà accompagnata da una spinta contro la mandibola, darà luogo a un atteggiamento di “terza classe” e si avranno un arretramento del capo e un avanzamento del torace.
Nel caso in cui prevalgano gli squilibri della muscolatura laterale del capo e del collo si potranno riscontrare deviazioni laterali del capo con una spalla più alta dell’altra. (FERRANTE A.: Terapia Miofunzionale, Acquaviva Picena AP, Futura, 1997. p 58)

Nel prossimo numero parleremo dell’allattamento, per l’importanza fondamentale che riveste nello sviluppo dell’atto deglutitorio corretto.

Biolcalenda aprile 2014


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