iatroschiavi

Iatroschiavi

La vita è diventata un percorso ad ostacoli  dove la ricerca spasmodica del benessere e della salute ci porta ad essere succubi di farmaci e pratiche mediche i cui interessi c’entrano poco con la nostra salute.

I bambini nascono sani ma i medici non lo sanno, o non ci credono e per paura che si ammalino li vaccinano. Questo li protegge da malattie che non avrebbero forse mai avuto e contemporaneamente indebolisce il loro sistema immunitario aprendo così la strada a future patologie e facendogli saltare le prime 2 caselle del percorso: hanno così accesso alle prime malattie, che di solito sono infiammazioni delle prime vie aeree. A questo punto interviene il pediatra con i suoi strumenti: antibiotici e cortisonici. Questi farmaci tranquillizzano la mamma ma devastano la flora intestinale del piccolo e gli fanno saltare altre 5 caselle aprendogli la porta delle patologie intestinali (diarree o costipazioni). Interviene di nuovo il pediatra con i suoi consigli alimentari, i suoi fermenti e i suoi antibiotici, che permettono a lui la frequentazione di corsi in rinomate località turistiche e al bambino di guadagnare qualche altra casella per conquistare un’altra patologia, questa volta di tipo allergico che, in base alla costituzione, potrà essere una dermatite atopica o un asma bronchiale. A questo punto il bambino percorrerà altre 4 caselle e ai cortisonici molto spesso si aggiungeranno gli antistaminici. Però, siccome queste cure cominciano a indebolirlo, entrano in campo i ricostituenti. E’ oramai assodato: nessun bambino potrebbe diventare adulto senza ricostituenti. Secondo i medici un’alimentazione sana non è sufficiente per crescere! Qualcuno è più sfortunato e diventa irritabile con compromissione del sonno, dell’attenzione e del rendimento scolastico. In questi casi il pediatra chiede spesso il contributo dello psicologo o del neuropsichiatra infantile che confezionano al piccolo una diagnosi di ADHD (deficit d’attenzione e iperattività), che per fortuna può essere controllata da miracolosi psicofarmaci, provvidenzialmente messi a disposizione dall’industria farmaceutica. Passano gli anni e, con tutte le patologia che state accumulando e con tutti i farmaci che prendete sarà inevitabile controllare come stanno il vostro fegato ed il vostro rene, quindi nei successivi 5-10 anni andrete almeno ogni 6 mesi dal medico per farvi prescrivere gli esami del sangue e almeno altrettante volte da uno specialista che per poche decine di € vi dirà che quel lieve aumento della VES non è preoccupante. Ma gli esami del sangue non basteranno! Non è escluso che serva anche qualche ecografia, qualche radiografia o, qualche visita specialistica. A questo punto il destino dei bambini si scosta da quello delle bambine: i maschietti li perdiamo di vista per qualche decennio, più o meno fino ai 50 anni, quando li ritroveremo alle prese col Viagra, mentre le femminucce cominciano ad attirare l’attenzione dei ginecologi. Piccole perditine, piccoli dolori mestruali, piccoli bruciori urinari, configurano un quadro patologico, che si impossesserà della donna accompagnandola fino alla menopausa, fatto di tamponi, antispastici, pillole, candelette, lavande, ecografie, visite in una saga che le vedrà frequentare più assiduamente il lettino del ginecologo invece del talamo nuziale. Un altro incidente di percorso in questa fase è per la donna la gravidanza: si tratta di una malattia che i medici guardano con particolare interesse perché offre parecchie opportunità di lavoro: il numero di accertamenti inutili eseguiti in quei nove mesi è davvero impressionante, fino ad arrivare al fatidico e conclusivo tampone rettale: non si sa mai, il nascituro potrebbe imboccare l’orifizio sbagliato per venire alla luce! A questo punto il neonato ripercorre la strada della mamma la quale invece si occuperà adesso di tutte le patologie connesse con l’allattamento e lo svezzamento, problemi che i paesi in via di sviluppo non hanno: lì i bambini crescono senza l’aiuto dei medici! Siamo così arrivati intorno ai 40 anni; a questo punto, caduta in disuso la vecchia abitudine di togliere le tonsille o l’appendice, qualcuno perde interesse per i medici e comincia a frequentare i chirurghi: è ora di sbarazzarsi di organi inutili, o che hanno dei problemi, o che potrebbero averne! Tiroidi, mammelle, cistifellee, prostate, varici, emorroidi, polipi, fibromi, nevi, … vi terranno in scacco per circa una decina di anni, finché non avrete eliminato tutto il superfluo. Ma non è finita: inizia a questo punto un periodo nel quale la medicina ha paura che le persone si disaffezionino ai problemi della salute e quindi organizza campagne di arruolamento alle patologie: si insinua nella gente la paura delle malattie, attraverso un collaudato sistema di marketing, che in sanità si chiama screening. Nessuno potrà starsene tranquillo a godersi la pensione sapendo che qualcosa dentro di lui potrebbe degenerare a sua insaputa. Bisogna fare qualcosa ora, adesso, subito, prima che sia troppo tardi! Meglio prevenire che curare, anzi meglio prevenire per poter intervenire!!!. Quindi tutti a fare esami e tutti a prendere farmaci per paura del colesterolo, dell’ictus, della prostata, dell’osteoporosi, dell’Alzheimer, dei polipi, dei melanomi, … Non sarà più possibile andare tranquillamente al mercato a fare la spesa senza essere attirati in un gazebo per una visita senologica, per una misurazione della pressione arteriosa, della glicemia o del colesterolo; i più sfortunati potrebbero incappare anche in una esplorazione rettale, loro malgrado. Qualche donna non potrà più uscire di casa per paura di trovare in strada un camper dove la obbligheranno a sottoporsi alla mammografia. Chi è fortunato e sta bene viene convinto che crede di star bene e che invece è meglio che si curi e si vaccini: non si sa mai, c’è sempre una meningite o un’influenza mortale in agguato. Molti, 1 su 3 incapperanno nel cancro e allora il contributo alla medicina si farà davvero impegnativo: oltre alla salute gli saranno richiesti soldi, tempo, pazienza e sofferenza.
Intorno ai 60 anni raccogli i frutti del tuo percorso: ti senti un rottame, sei un trattato ambulante di patologia medica e ti nutri prevalentemente di farmaci. Quasi certamente sei in terapia per l’ipertensione, il diabete, il colesterolo, la prostata, la gastrite, l’ansia … Se poi sei arrivato qui senza altri interventi è ora di cominciare a eliminare o sostituire i pezzi usurati o inutili: di solito l’anca o il ginocchio, per le donne sicuramente l’utero e molto probabilmente la tiroide. La cistifellea era già stata sacrificata qualche anno prima e l’appendice ancora prima, mentre le tonsille, come abbiamo visto, pare non interessino più la classe medica.
Alla fine, dopo aver percorso tutto il tragitto, provato tutte le patologie, assunti tutti i farmaci, fatti tutti gli esami, consultato tutti gli specialisti, perso un sacco di tempo e sprecato un sacco di soldi, sei arrivato alla fine: lì ti aspetta la morte che avrà pietà di te e ti libererà finalmente dalla paura della malattia e dall’assistenza dei medici; potrai finalmente lasciare questa terra e andartene in pace … non prima però di aver dato un piccolo, ma sostanzioso, contributo anche alle cure palliative.
Oremus

Biolcalenda di aprile 2015


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