In questo numero si parla di impact factor, quinoa, farine, Arsenicum album, vite,Cure canalari, soia, denatalità, feti abortiti, Basilea, muri, cromoterapia, Enotera, crisi climatica, ortaggi, biodiversità.
Gli inserti di «Biolcalenda»:
EfferveScienza Salute: cervello e movimento
L’agenda di ottobre: Eventi in Veneto e nel resto d’Italia
Calendario delle semine di novembre 2019

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Vitis vinifera L. –  Fam. Vitaceae
Fioritura: maggio-luglio  –  Parti raccolte: frutto (autunno), foglie (primavera)  –  Tempo balsamico: autunno

La vite è una di quelle piante che con la sua inconfondibile fisionomia e con i suoi filari ha agito sul paesaggio e sul territorio, permettendo, oggi come nel passato, di aprirsi un varco verso una dimensione in cui il tempo è trascorso intrecciando erbe, arbusti ed alberi tra una generazione e l’altra e intensificando il legame con la terra,

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Il prezioso frutto della vite, l’uva dai variegati colori dal verdognolo al nero con suggestive sfumature gialle, rosate, rosse e violacee, secondo la destinazione si distingue in grappoli da tavola, con buccia sottile, polpa compatta, vinaccioli poco numerosi o assenti e da vino, dalla polpa teneramente succosa.

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Uva

Il suo nome deriva dal latino “vìere” (legare) e si riferisce alla volubilità dei tralci che bisogna legare a sostegni per tenerli sollevati da terra; anche se, in alcuni luoghi climatici, può essere coltivata anche a ceppo libero.

L’origine della viticoltura risale a tempi antichissimi, visto che il genere Vitis sarebbe già stato diffuso sulla terra ancor prima della comparsa dell’uomo, almeno stando ai risultati desunti da numerosi rilievi paleontologici. In Italia circa quattromila anni or sono in Sicilia la pianta era già coltivata.

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