Questa immagine mostra la differenza che vi è tra un terreno gestito in maniera convenzionale (cioè con l’agricoltura chimico-industriale) ed un terreno che invece è gestito secondo i principi dell’agricoltura biodinamica. Fonte immagine: FiBL.
Sono foto realizzate nello stesso momento e nello stesso luogo, su due appezzamenti di terreno oggetto di confronto e studio tra sistemi di coltivazione bio e convenzionale.
Si tratta di un’attività di studio e indagine svolta dall’Istituto di ricerca sull’agricoltura biologica (FiBL), uno dei principali istituti di ricerca in agricoltura biologica al Mondo, con sedi in Svizzera, Germania, Austria, Ungheria (ÖMKi) e Francia.
È una sperimentazione giunta ormai al quarantacinquesimo anno di attività nella quale sono messi a confronto sistemi di coltivazione biologici e convenzionali.
COSA CI DICE QUESTA IMMAGINE
Dopo una forte pioggia si può notare una pronunciata formazione di fango sulla superficie del terreno gestito in maniera convenzionale (per il quale vengono impiegate concimazioni minerali con fertilizzanti chimici di sintesi), mentre nel terreno biodinamico (a destra) l’acqua è stata assorbita senza problemi evitando perciò fenomeni di ruscellamento o erosione (con conseguente perdita di acqua e nutrienti).
L’acqua dunque è trattenuta, ed anche tutti gli elementi nutritivi restano in loco a disposizione della coltura. Ciò risulta particolarmente utile e vantaggioso in tempi di siccità e temperature elevate.
Nel terreno biodinamico si può notare anche che le piantine hanno già avuto una piena ripresa, mentre nel terreno convenzionale si possono osservare le piantine ancora allettate, sommerse ed anche parzialmente ricoperte dal fango… proprio perché il suolo non ha la capacità di assorbire e trattenere l’acqua.
Ciò è dovuto alla migliore struttura del terreno biodinamico che risulta poroso, permeabile e più friabile grazie all’apporto di sostanza organica sotto forma di humus stabile.
Ma soprattutto, ciò che si può notare è che il terreno biodinamico risulta più coeso grazie alla presenza di humus che, per sua natura, mantiene uniti gli elementi del suolo. Coesione e porosità sono proprietà dei terreni fertili e biologicamente attivi (fertilità organica).
La prima evita che venga rimosso il materiale che costituisce un suolo, mentre la seconda garantisce l’assorbimento ed il sequestro dell’acqua. Porosità e permeabilità sono caratteristiche fondamentali per assicurare lo scambio gassoso e la giusta presenza di acqua all’interno del substrato di coltivazione favorendo anche e soprattutto l’attività ottimale delle radici.
Un terreno ricco di humus dunque ha la capacità di assorbire e trattenere acqua in quantità superiori rispetto ad un terreno che presenta invece basse percentuali di sostanza organica.
In quanto colloide idrofilo l’humus avrebbe la proprietà di assorbire un quantitativo di acqua fino a 20 volte il proprio peso, manifestando una considerevole capacità di ritenzione idrica. Da questo punto di vista proprio l’agricoltura biodinamica dispone di notevoli strumenti, ad iniziare dall’uso del compost (ottenuto tramite l’allestimento del cumulo biodinamico) e dalla realizzazione di sovesci plurispecie.
Per favorire i processi di umificazione della sostanza organica vi sono ovviamente i preparati biodinamici 500 e Fladen, che andrebbero utilizzati con buona frequenza e intensità , oltre ai preparati da cumulo impiegati per il compostaggio.
Queste pratiche favorirebbero anche il sequestro di CO2 nel suolo riducendo la concentrazione di gas serra nell’atmosfera.
A volte una immagine parla più di 1000 parole.
Nell’immagine di sinistra, invece, si nota il terreno che non ha la capacità di trattenere l’acqua, con conseguente formazione di poltiglia fangosa soggetta poi a dilavamento e ruscellamento. In questo caso, purtroppo, quelli che sono gli elementi che costituiscono il suolo sono destinati a disperdersi nell’ambiente circostante, finendo anche nei corsi d’acqua.
È da questa condizione del terreno che si originano poi fenomeni di erosione e ruscellamento con perdita di enormi quantità di terreno agricolo.
Dunque fare agricoltura biodinamica significa prendersi cura del suolo in maniera corretta, poiché anche una buona radicazione delle piante dipende dai fattori sopracitati, e lo sviluppo radicale di una pianta è fondamentale per poter poi resistere positivamente a svariati fattori di stress.
Con l’autunno vi sono le migliori condizioni per l’impiego del preparato biodinamico 500, che dovrà essere distribuito più volte soprattutto nei terreni in conversione o carenti in termini di fertilità organica.
Senza dimenticare il ricorso a sovesci plurispecie ricchi di Leguminose ed all’impiego di compost biodinamico ben allestito.
Ovviamente occorre anche evitare lavorazioni del suolo eccessive o errate, svolte in momenti sbagliati.
Per la buona riuscita delle pratiche biodinamiche è importante che i preparati siano di qualità , ben allestiti e distribuiti in maniera corretta.
A tal proposito è possibile frequentare appositi corsi di formazione teorica e pratica.
https://www.fibl.org/fileadmin/documents/shop/1263-dok-it-2024.pdf
