Gli Antichi osservavano il Cielo contemplando “a cuore aperto” le forme e le geometrie descritte dal movimento degli Astri, traendovi saggezza e conoscenza.

Ritmi naturali tra solstizi ed equinozi

Il ciclo annuale come respiro della Terra

Solstizi ed Equinozi si susseguono ritmicamente durante il corso dell’anno. Si tratta di 4 importanti fasi di passaggio (stabilite dal ciclo solare) che scandiscono il calendario esistenziale definendo, oltre alle stagioni, anche le principali attività agricole.

In questa immagine è visibile la “meridiana verticale” situata nel centro storico della città di Ferrara, realizzata dallo gnomonista Giovanni Zaffi. La sua funzione sarebbe quella di segnare il mezzogiorno medio nel momento in cui viene proiettata la luce del Sole sulla lemniscata (quando il punto luce interseca la lemniscata in prossimità del mese interessato). Si tratta di un orologio solare che segna il percorso del Sole durante l’anno.

È interessante notare come il moto solare definisca questa particolare geometria a otto (o lemniscata) data in questo caso dalla posizione del Sole nel momento in cui viene a toccare l’apice della sua orbita durante il giorno nel corso dei vari mesi.

È l’immagine del respiro del Cosmo (e del respiro della Terra) che prende forma durante l’anno attraverso le due fasi principali, i due Solstizi, che segnano l’inversione del moto solare. Le due estremità della lemniscata (quella inferiore e quella superiore) segnano appunto i due Solstizi rendendo visibili queste importanti fasi di passaggio e cambiamento del ciclo solare (fase di espansione e fase di contrazione). Con il Solstizio invernale il Sole viene a trovarsi nel suo punto più basso, e da questo momento descriverà degli archi ascendenti sempre più ampi che determineranno l’incremento progressivo delle ore di luce. Questa fase di “espansione” culminerà e toccherà il suo apice con il Sostizio estivo (momento in cui vi sarà il massimo delle ore di luce durante il giorno). Da qui in poi il Sole invertirà il proprio ciclo descrivendo archi discendenti.

Il termine Solstizio deriva da “Sol-stitium” che significa letteralmente Sole fermo, o immobile, poiché nel suo moto apparente il Sole sembra fermarsi per un breve periodo prima di riprendere la propria corsa. Ciò che accade con il movimento del pendolo che, tra un’oscillazione e l’altra, si ferma per un brevissimo istante prima di cambiare il proprio senso di marcia.
È un po come se il Cosmo e la Terra trattenessero il respiro per un brevissimo periodo prima di riprendere il proprio ritmo vitale.

Il Solstizio invernale in epoche passate veniva celebrato con grande solennità dalla religione cosmica universale come rinascita del Sole, il quale attraverso la sua corsa tornerà poi a fecondare nuovamente la Grande Madre Terra generando nuova vita. Nell’epoca natalizia la luce torna ad avere il sopravvento sulla tenebra poiché dal Solstizio d’Inverno vi sarà un progressivo incremento delle ore diurne che vedrà il suo apice con S. Giovanni Battista (24 giugno). Per questo motivo il Natale rappresenta una sorta di rinascita del Sole.

Il ritmo annuale dunque vede la propria controimmagine nella lemniscata, che diviene simbolo e metafora assumendo significati ben più ampi e complessi.

Gli Antichi osservavano il Cielo contemplando “a cuore aperto” le forme e le geometrie descritte dal movimento degli Astri, traendovi saggezza e conoscenza.

Nei circhi della Roma imperiale, ad esempio, si celebrava il Carnevale con sfilate di carri che, simbolicamente, rappresentavano il transito dei Pianeti nel cielo verso la primavera. Nel percorso ad anello vi erano 12 porte che raffiguravano le Costellazioni zodiacali, mentre i carri erano 7 a simboleggiare i Pianeti.

Ma perché era necessario rappresentare questo transito? Perché è così importante questo momento dell’anno (il periodo di Carnevale), tanto da doverlo celebrare trionfalmente?

Questa fase anticipa quello che sarà il passaggio del Sole dallo Zodiaco meridionale a quello settentrionale in occasione dell’Equinozio primaverile (20 marzo). Una sorta di trionfo (e resurrezione) del Sole che determinerà la definitiva vittoria della luce sulla tenebra generando la rinascita della vita con l’arrivo della primavera. Rigenerazione e rinnovamento del Cosmo; un vero e proprio cerimoniale di passaggio verso l’Equinozio di primavera con la rinascita di Madre Natura.

Questo passaggio del Sole segna la fine del periodo autunno-inverno a favore della fase primavera-estate. Nel mito è proprio Persefone che trascorre sei mesi dell’anno negli Inferi, appunto autunno e inverno, mentre nei restanti sei mesi (primavera ed estate) ella torna sulla Terra da sua madre Demetra facendola rifiorire.

Questi due semestri sono tenuti in grande considerazione proprio in agricoltura biodinamica per quanto riguarda l’allestimento dei vari preparati. Ognuno dei due semestri dispone di “qualità” in grado di influenzare e condizionare il processo di trasformazione dei diversi preparati.
E nel mito sono proprio Persefone e Demetra che incarnano questa oscillazione semestrale generata dal ciclo solare, con tutto ciò che ne deriva per la vita. Persefone, figura della mitologia greca, entra nella mitologia romana come Proserpina; è insieme a Plutone custode del sottosuolo dal quale semi e piante traggono forze e risorse per poter germinare e sostentarsi. Nel caso di Proserpina, il nome deriverebbe dal latino “proserpere” che significa emergere. Demetra stessa è la divinità che a sua volta presiede i raccolti e, più in generale, la Natura.

Le fasi di allestimento/interramento dei vari preparati biodinamici, così come le successive fasi di dissotterramento e raccolta, vengono scandite proprio dai due Equinozi in funzione del moto solare (vero respiro vitale).

Nella tradizione antica (a cominciare dai Babilonesi) il Cielo era l’archetipo e la Terra una sua trascrizione o copia. Mitologia, leggende e fiabe incarnano dunque gli eventi celesti che si riflettono poi nella dimensione materiale terrena.

Con l’arrivo dell’autunno invece assistiamo ad una sorta di inspirazione della Terra; questa fase è presieduta da San Michele (29 settembre). Se la primavera corrisponde ad una fase di espirazione, data dal gesto di espansione determinato dallo sviluppo della vita attraverso la proliferazione del Regno Vegetale, con l’autunno assistiamo ad una vera e propria inspirazione poiché la gran parte della biomassa prodotta durante il periodo estivo andrà a depositarsi nel suolo per poi essere integrata e trasformata in nutrienti (energia). Le foglie, i semi, i frutti e la gran parte della vegetazione estiva (terminato il proprio ciclo di vita) sarà destinata ad essere incorporata all’interno del terrerno per la successiva trasformazione ad opera di organismi e microrganismi terricoli.
I semi ovviamente daranno origine a nuove piante e nuova vita.

Questo accumulo di materia organica nel suolo (che negli ecosistemi naturali avviene principalmente in autunno) fa parte dei cicli biologici fondamentali. La vita si ritira nel suolo sotto varie forme. Dunque nel periodo autunnale la Terra è particolarmente predisposta ad accogliere e metabolizzare (è massimamente recettiva), ed è per questo motivo che da sempre nella tradizione contadina le principali concimazioni vengono effettuate proprio nel periodo autunnale. Una attività legata e connessa alla natura come l’agricoltura dovrebbe assecondare ed interpretare al meglio i ritmi naturali non per motivi ideologici, ma per trarne un beneficio diretto inserendosi nel migliore dei modi all’interno dell’economia naturale.

Anche la messa a dimora di alberi e arbusti trova il suo momento più opportuno durante la stagione autunnale poiché, per vari motivi, si assiste ad una miglior radicazione delle piante come conseguenza del gesto di “inspirazione” operato dalla Natura in questa fase dell’anno. La maggior parte di alberi e arbusti trova le migliori condizioni per un ottimale sviluppo delle radice (fattore determinante per il miglior sviluppo della pianta, la sua longevità e la prevenzione di malattie).


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