Rafano, Ravanello, Ramolaccio

Rafano – Raphanus Raphanistrus – Fam.: Crucifere
Dal latino Raphanus = ravanello, pianta erbacea perenne della famiglia delle Crucifere.

Il ravanello coltivato, si caratterizza per la forma della piccola radice globosa, munita di una lunga appendice radicale fusiforme e da un cespuglio fogliare, le cui foglie inferiori sono picciolute, lirate ed irregolarmente dentellate, mentre le superiori sono divise ed allungate. La dimensione, forma e colore, ne contraddistinguono la specie. Vi sono radici sferiche o a forma di trottola ed anche oblunga; hanno un’epidermide di colore rosso o rosato, bianco e nero in alcune varietà. La polpa carnosa e bianca ha un sapore piccante ed è ricca di sostanze benefiche, salutari per l’organismo umano. Anche in questo caso si manifesta, nella molteplicità di forme e colori, la vitalità terrestre della famiglia delle crucifere.

Gli ortaggi appartenenti alla specie Raphanus risultano noti sin dall’antichità in Europa, Asia ed Africa settentrionale. Già all’epoca della costruzioni delle piramidi, gli Egizi davano da mangiare queste prelibate radici con spicchi d’aglio agli operai costruttori, probabilmente per prevenire epidemie e mantenere intatta la loro forza muscolare. I medici Greci e Latini le utilizzavano per la loro azione bechica (contro la tosse).

Il rafano preferisce un terreno ricco di humus e profondo. La radice si forma male in terreni pesanti e argillosi e prende un sapore amaro. In terreni poveri e sabbiosi il ramolaccio va più facilmente a fiore e diventa peloso. Non sopporta assolutamente il letame fresco che favorisce lo sviluppo della mosca del ramolaccio. I ravanelli radicano in superficie e richiedono un terreno ricco di humus in posizione decisamente soleggiata. All’ombra formano foglie, ma nessun tubero, vanno a fiore molto rapidamente e diventano con facilità legnosi. Ravanelli e ramolacci si seminano da primavera fino all’autunno inoltrato e si possono consociare con tutti i tipi di ortaggi tranne i cetrioli.

La radice del rafano è apprezzata come antiscorbuto, grazie alla sua ricchezza di vitamina C; ed è anche un antirachitico, per la presenza di jodio in proporzioni notevoli. Nel rafano si trovano inoltre zolfo e magnesio e una preziosa essenza solforata, che eliminata attraverso le vie respiratorie e attraverso i reni, conferisce a questo vegetale proprietà antisettiche e diuretiche. Tutte queste proprietà sono appannaggio sia delle varietà a radice rossa (il comune ravanello) sia del ramolaccio nero, ma sono più accentuate in quest’ultimo, che è raccomandato specialmente per combattere raffreddori, bronchiti e malattie della vescica.

Le più comuni sottospecie del genere raphanus esistenti nella zona del Mediterraneo e in Europa sono i R. Segetus, il R. Landra e il R. Sativus. La prima, detta rafano selvatico, ramolaccio selvatico, ravanello selvatico o rafanistro, cresce spontanea nei campi incolti e le foglie si utilizzano bollite. La sottospecie Landra è simile alla precedente. La sottospecie Sativus, detta rafano, rapano, ramolaccio, ravanello, rafanello, rapanello, radice, è coltivata per i tuberi che sono consumati crudi in insalata, in numerose varietà di forma diversa e di sapore più o meno piccante. Il loro colore può essere esternamente bianco, come nel ramolaccio propriamente detto, o bruno nerastro, come nel ramolaccio nero, oppure esternamente rosso con polpa bianca come nel ravanello.

Con lo stesso nome si designa anche spesso, impropriamente, il cren: detto anche Cren, armoracia, barbaforte, peverella, erba da scorbuto, pizzica lingua, rafano di Spagna, rafano orientale, rafano rusticano; è una pianta erbacea, della famiglia delle Crucifere, specie Armoracia Rusticana, spontanea in Europa, la cui radice è impiegata, cruda e grattugiata, quale condimento piccante nelle salse e insalate. Contiene un olio essenziale volatile, composto soprattutto da solfocianato di butile, a cui è dovuto il sapore acre.

Di scarso valore calorico, il ravanello può risultare per alcuni stomaci alterati poco digeribile, è opportuno provarlo in piccole quantità e come aromatico.

 


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