Rapa

Rutabaga – Navone – Ravizzone – Colza
Dal latino “rapum” pianta erbacea biennale della famiglia delle Crucifere di cui la specie più nota è Brassica campestris, varietà rapa, coltivata estesamente sia per la radice sia per gli steli floreali, detti cime di rapa o broccoletti di rapa.

Fra le crucifere è la pianta in cui prevale maggiormente l’intenzione plastica: è costruttiva, fortificante e centripeta. La rapa si caratterizza per la radice globosa generalmente appiattita sull’estremità superiore, mentre in quella inferiore evidenzia la sottile e fusiforme coda radicale, ricoperta da capillari radichette. Il suo aspetto ci dice qualcosa del modo in cui questa pianta opera sull’organismo umano: forze di luce provenienti dal cosmo si inseriscono, ordinando l’equilibrio dell’acqua, nell’organismo ghiandolare. Analogamente vengono ordinati i processi dell’aria. La pianta quindi ha un effetto liberatorio in caso di crampi, ingorghi, gonfiori, ritenzioni.

STORIA: pianta erbacea perenne allo stato silvestre, di natura spontanea, si ritiene originaria dell’Europa centrale. Conosciuta sin dall’antichità e coltivata dalle genti nordiche sin dai primordi, che l’ebbero in grande considerazione come ortaggio alimentare sino alla fine del XVI° secolo, periodo di diffusione della patata.

COLTIVAZIONE: le rape preferiscono clima temperato umido; nelle zone calde la radice non ingrossa e risulta anche scarso il valore nutritivo. Il terreno dev’essere di medio impasto, dotato di calcare, ricco di sostanza organica, fresco. La consociazione si può fare con qualsiasi coltura orticola o anche arborea. La semina si esegue da Maggio a Settembre e la raccolta avviene, per radici, da Settembre a Maggio; per le cime di rapa il raccolto avviene dopo 40 e fino a 120 giorni dalla semina a seconda dei tipi che appunto si distinguono in quarantini, sessantini, ecc.

EFFETTI SULL’UOMO: La rapa è stata definita a ragione una “spugna ideale per succhiare tutti gli umori e l’acqua in eccesso dai bronchi e dalle cellule”. In effetti essa è diuretica senza stancare i reni. Preziosa per i convalescenti, i bambini, gli anemici, gli astenici. La rapa non è alimento di grande valore calorico, ma è pur sempre un alimento energetico, ricostituente, depurativo, tonico ed antiscorbuto: pertanto viene indicata nei casi di astenia, di anemia, come tonico ricostituente delle cellule sanguigna e linfatica, nelle litiasi epatiche ed uriche, nelle affezioni delle vie respiratorie bronchiali e polmonari grazie all’azione pettorale emolliente, nelle turbe nervose, ecc.
Per uso esterno, applicata in cataplasmi, la rapa viene indicata come risolutore degli ascessi, sui foruncoli ed in qualsiasi processo o focolaio infiammatorio purulento. La rapa si deve utilizzare allo stato integrale senza togliere la buccia, grattugiata ed associata nelle insalate e, meglio ancora, in succo centrifugato.

MERCEOLOGIA: oltre la Brassica campestris, var. Rapa, ci sono altre specie con medesime caratteristiche: Brassica campestris, var. Napobrassica, detta rutabaga, usata nell’alimentazione umana quale ortaggio e in quella animale come foraggio; Brassica Napus, var. Esculenta, nota come cavolo navone, utilizzata anche nell’alimentazione umana come ortaggio, sia per radice sia per il fusto fiorifero e le foglie; Brassica napus, var. Napo-brassica, detta ravizzone, della quale sono utilizzate le radici come ortaggio; B. napus, var. arvensis, nota sotto il nome di Colza.
Dai semi delle tre ultime si ricavano oli con caratteristiche simili, la colza in particolare è la più importante pianta oleifera coltivata nell’Europa centrale e settentrionale e costituisce una buona pianta da foraggio.

MICROSCOPIA: la rapa contiene numerosi sali minerali, vitamine e in particolare la vitamina C; nelle foglie si trovano specialmente ferro e rame.


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