Abitare bioecologico 2

Tecniche costruttive ed esempi
Se la casa è rifugio e  protezione e così in effetti è, dovrebbe essere la copertura (il tetto) la parte che più di ogni altra corrisponde a questo concetto.

Ciò che non manca mai, anche se più disparate siano le tipologie delle case costruite è la presenza di una copertura. Una casa senza copertura non esiste, tanto che nel linguaggio comune "TETTO" e "CASA" sono spesso usate con lo stesso significato.

Delle tante tipologie costruttive del tetto viene presa in considerazione la copertura a sistema ventilato (denominato tetto ventilato) una soluzione che è in grado di soddisfare un'ottima qualità dell'abitare nonché il contenimento del consumo energetico.
Pur essendo stato rivalutato nell'ambito dell'edilizia bioecologica, in realtà il tetto ventilato non è una scoperta della bioedilizia, in quanto appartiene tradizionalmente alla cultura della casa leggera, di legno (tipica dei paesi d'oltralpe dotati di grandi disponibilità di legname) quale tecnica di protezione dal caldo nei mesi estivi.
Il tetto di legno, pur con rivestimento ultimo di tegole o coppi, ha un peso molto contenuto, circa 160 Kg/mq; se ben isolato può consentire confort e un buon contenimento energetico durante il periodo invernale; non è in grado invece, se non quando viene coibentato a dismisura oppure ventilato, di consentire, specie nei mesi estivi, un buon microclima negli spazi del sottotetto.

LA TECNICA
Il sistema del tetto ventilato consiste nell'interposizione lungo il pendio inclinato della falda del tetto di uno spazio vuoto di spessore costante di un valore compreso fra i 4 ed i 6 cm tra il pacchetto del tavolato, comprensivo dello strato isolante, ed il piano di appoggio delle tegole o coppi, ultima protezione della copertura.
L'aria calda entra dall'estremità inferiore, si riscalda sottocoppo per effetto dell'irraggiamento solare e sale, in quanto più leggera, lungo la falda, sino raggiungere in corrispondenza del colmo, la parte più alta del tetto.
Le aperture di ingresso ed uscita sono protette da rete metallica per evitare l'intrusione di uccelli.

Lo spazio per la  ventilazione viene realizzato mediante orditura lungo il piano inclinato della falda, ad intervalli regolari di 60 cm, di listelli in legno sopra i quali viene posto un tavolato per l'appoggio dei coppi in malta, oppure un ulteriore orditura di listelli di legno, con andamento trasversale, onde consentire l'appoggio dei coppi con nasello e gancio.
E' quest'ultimo il metodo da usare in quanto in grado di garantire una maggiore ventilazione (grazie ai numerosi interspazi esistenti fra coppo e coppo) ed una elevata stabilità (in quanto i coppi per mezzo del nasello e del gancio sono fissati al graticcio di legno).
In questa maniera si evita anche lo scivolamento dei coppi stessi per effetto delle sollecitazioni a causa dell'intenso traffico veicolare.

I  MATERIALI
Per ottenere i risultati migliori è necessario che i materiali utilizzati siano naturali, lavorati con tecniche non inquinanti e non in grado di alterare la traspirabilità del tetto.
In particolare nella  scelta del tetto (per la parte strutturale), del tavolato di appoggio e del graticcio di ventilazione, sono da preferire legnami provenienti da foreste europee, anche per ridurre i costi , l'inquinamento dei mezzi di trasporto e la deforestazione delle foreste pluviali se utilizziamo legnami extra-continentali.
Soprattutto usare legnami non trattati con pesticidi utilizzati per la conservazione e la protezione dei parassiti.
A tale scopo sono ottimi l'ABETE ROSSO, il LARICE, e se si è particolarmente fortunati, il CASTAGNO  e il ROVERE. Con questi legnami, quale eccesso di precauzione, è sufficiente un trattamento antitarlo ai sali di boro, del tutto naturale e non dannoso.

Come materiali isolanti, i materiali ecologici più adeguati sono il SUGHERO, i pannelli in FIBRA DI LEGNO ed i materassini in LANA, COCCO, LINO, CANAPA E FIOCCHI DI CELLULOSA.
E'  inoltre necessaria la posa, appesa sopra il pacchetto isolante, di una guaina di protezione antigoccia, al fine di consentire la protezione del tetto qualora, per condizioni atmosferiche particolarmente violente, le tegole od i coppi abbiano ad uscire dalla sede.

La tecnica della ventilazione può essere anche estesa (ed è consigliabile applicarla) alle coperture in laterocemento, così molto diffuse nel nostro territorio, che pur non rientrando nei parametri della bioedilizia,  possono trovare un utilissimo miglioramento del microclima nel sottotetto senza dover ricorrere agli impianti di condizionamento  ed una positiva riduzione dei consumi per il riscaldamento nei mesi invernali.

(Riflessioni sul corso di Bioarchitettura "Costruire ed abitare bioecologico" organizzato dalla Biolca  nel periodo ottobre 2005 – giugno 2006)


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

code