Autobonus: autocostruzione come alternativa

Per chi vorrebbe utilizzare lo strumento del superbonus, ma si è trovato bloccato e in difficoltà: può l’autocostruzione essere una valida alternativa? Valutiamo limiti e libertà offerte da una scelta di senso.

Ho chiuso l’ultimo articolo, rimanendo in attesa di grandi novità per il superbonus 110. Speravo in una definizione certa di limiti e fondi stanziati. Non è stato così.

“Le parole del Ministro fanno svanire le speranze di quanti chiedevano una proroga immediata per dare maggiore certezza al settore e lasciano intendere che la detrazione potrebbe anche essere rimodulata alla luce dei risultati raggiunti e di quelli da perseguire. […]
Queste incertezze si intrecciano con le sorti del decreto sulle semplificazioni. Una volta approvato, il decreto potrebbe snellire l’iter per ottenere il superbonus, ma senza un allungamento dell’orizzonte temporale le semplificazioni in arrivo potrebbero perdere le loro potenzialità”.1

Alla luce di queste ultime “non novità” acquista sempre più interesse un’opzione dimenticata e decisamente in controtendenza: l’autocostruzione.
L’autocostruzione è sempre stata una valida alternativa e in un periodo come questo, in cui oltre alle incertezze normative si aggiungono problemi di: carenza di materiali, ditte e professionisti, può diventare la soluzione in grado di sbloccare la situazione. È d’obbligo fare una distinzione però: le prestazioni assolute raggiunte non possono essere paragonate a quelle eventualmente raggiungibili con strumenti come il superbonus, ma a un’analisi più sistemica, vedremo quali altri importanti risultati si possono raggiungere attraverso degli esempi. Cosa significa?

Un piccolo esempio: prestazioni e rendimento
Se decidessi di “auto-coltivare” frutta e ortaggi, rimarrei probabilmente stupito dalla forza della natura e dalla facilità con cui posso ottenere un raccolto. Se non ho troppa fretta e non bado troppo a qualche piccolo difetto dei miei prodotti mangerò un cibo sano e di altissima qualità, con un investimento irrilevante.
È chiaro però che se a un certo punto volessi ottenere un raccolto selezionato, in un periodo determinato, con varietà particolari, dovrei iniziare a progettare il mio approccio in modo molto più dettagliato. Probabilmente dovrei acquistare dei materiali appositi, aiutarmi con specifici composti e chiedere la consulenza di qualcuno più esperto di me.
Se poi invece desidero ottenere altissime prestazioni dovrò investire ancora di più: dovrò probabilmente costruire delle serre, progettare minuziosamente spazio, successioni e consociazioni, utilizzare un’attrezzatura specifica, usare sostanze più costose, ottimizzare le lavorazioni…
In poche parole: se mi accontento, a fronte di un investimento praticamente nullo migliorerò di molto la mia qualità di vita, se invece decido di puntare ad alte prestazioni migliorerò ulteriormente la mia qualità di vita, ma a fronte di un investimento molto più alto. Proporzionalmente il livello delle prestazioni cresce più lentamente rispetto all’energia impiegata per ottenerlo, cioè il rendimento peggiora. L’investimento vale solo se operiamo su larga scala.
Tenuto conto di questo ognuno potrà fare le proprie considerazioni relativamente al proprio caso.

Comfort e prestazioni: minimale o passivo?
La mia personale idea è che se per svariati motivi non si potesse a impostare un intervento ad alte prestazioni, completo di consolidamento, allora sarà molto più conveniente fare un lavoro minimale e puntare al comfort piuttosto che a un isolamento o a interventi poco coerenti.
A supporto di questa tesi sta il fatto che alcune case passive possono non funzionare come previsto proprio perché il consumo di energia dipende ancora in larga misura dall’utente.
Con un miglioramento del comfort posso invece prevedere un comportamento che sarà sempre più virtuoso, da parte degli abitanti, ed eseguito in modo del tutto spontaneo, senza la regolazione di sofisticati sensori che si basano solo su un consumo ipotetico, calcolato a tavolino e che non tiene conto della variabilità di condizioni fisiche dell’uomo che vi abita e delle sue abitudini.

Idee per un mutualismo tra autocostruzione e superbonus
In primo luogo gli ultimi aggiornamenti sul superbonus sembrano confermare la posizione che fin dall’inizio è sempre stata la più plausibile: il superbonus è lo strumento più adatto per i condomini, infatti le proroghe previste vengono concesse soprattutto per questa tipologia (dovute anche alle difficoltà logistiche correlate).
Il pensiero sorge spontaneo: la tipologia meno favorita e non agevolata da proroghe è quella dell’edificio unifamiliare che, neanche a farlo apposta, è la tipologia dove è più semplice intervenire con l’autocostruzione, un’alternativa perfetta.
A causa della limitazione dovute ai massimali molto inferiori nel caso delle unifamiliari voglio proporre una prima alternativa: gli infissi sono una delle principali leve del superbonus.
Molti si interessano al superbonus proprio a partire da questa necessità.
L’infisso detraibile deve avere delle caratteristiche prestazionali molto elevate, nelle mie zone, cioè al nord, si è costretti a utilizzare un triplo vetro. Il triplo vetro isola molto bene dal freddo, ma non permette di sfruttare l’energia gratuita del sole perché troppo spesso.
Siccome la casa è un organismo complesso che subisce e può ottimizzare il cambio delle stagioni e del meteo io preferisco un sistema più adattabile.
Un’idea: si stanno rendendo disponibili migliaia di infissi anche piuttosto recenti a causa del superbonus. Perché non utilizzare questi infissi e creare una doppia finestra modulabile a seconda delle stagioni? Bassi costi, alta reperibilità e ampie possibilità di sfruttare appieno l’energia gratuita del sole mi sembrano motivi sufficienti per rendere appetibile questa strada.
Utilizzo il superbonus in modo indiretto, senza accedere alle detrazioni!

Conclusioni
La mia idea per quanto riguarda le ristrutturazioni è molto simile a quello che auspicavo per la normativa: o tutto, o niente. Se non è possibile effettuare un lavoro completo, compreso il consolidamento antisismico, se bisogna scendere a troppi compromessi, utilizzare materiali che non si vogliono, oppure ditte e professionisti di cui non ci fidiamo, io preferisco prestazioni inferiori, ma ben calibrate sulle mia situazione.
Preferisco avere la massima libertà di scelta e il controllo totale sugli interventi.
È molto semplice rende confortevole una vecchia casa, con interventi mirati si può innalzare di molto il benessere. Sconvolgere completamente il sistema casa e cercare di renderla super efficiente è tutt’altra cosa.

Fonte foto: www.earthshipglobal.com


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