Crisi Alimentare

Mondo reale e mondo virtuale a volte coincidono. Curiosamente quando il falso coincide con il vero, si prova un senso di vertigine. "Il mondo scopre che c’è carenza alimentare".

Quale mondo? Quale scoperta? Quale carenza? Quali alimenti? Fino al 2000, il 20% della popolazione mondiale consumava 80% delle risorse, per cui su circa sei miliardi di abitanti 4,8 miliardi avevano fame e molti, soprattutto bambini ne morivano.

Ora in due nazioni, Cina e India, che da sole contengono quasi la metà degli abitanti della terra, piccole minoranze ricche, cominciano ad aumentare il consumo di alimenti simbolo di ricchezza, quale è la "carne", riducendo drasticamente le loro riserve di cereali e quindi aumentando la carenza interna di cibo, che inevitabilmente richiede un’importazione di cereali da paesi produttori più poveri di loro.

Però questo è solo un aspetto del problema perchè, nonostante i cambiamenti climatici e l’aumento della popolazione che può spartirsi, in ragione della sua forza economica, il 100% delle risorse, in linea teorica il pianeta non ha diminuito la produzione di alimenti anzi, per cui il valore economico reale rimane invariato. In verità ciò che è cambiato è il prezzo del cibo, cioè il valore virtuale.

Essendo il cibo aumentato, non di pochi centesimi come avveniva in precedenza rincorrendo la svalutazione, le popolazioni dei paesi emergenti che aspirano al banchetto del mondo ricco occidentale, si trovano improvvisamente senza, denaro e/o cibo e cominciano a ribellarsi. Finché le Finanziarie Multinazionali si interessavano di petrolio, armamenti, chimica, speculazioni farmaceutiche, il cibo costava poco, anche troppo poco, gl’imprenditori agricoli con grandi proprietà agrarie se la cavavano bene se diventavano protagonisti anche della distribuzione, ma altrimenti era difficile persino il pareggio tra costi e ricavi, per i piccoli produttori era povertà, per i contadini del terzo mondo, sfruttamento al limite della schiavitù.

Ora cosa è cambiato? Le stesse Multinazionali, che già avevano ibridato i semi per renderli dipendenti dalla chimica – con concimi, pesticidi e diserbanti – vogliono speculare direttamente sul cibo brevettandolo; lo hanno modificarlo geneticamente, per cui ora è privatizzato e possono decidere, a livello globale, cosa farne di Mais, Soja, Riso o Colza (combustibile o merendine) e la loro decisione è sempre la più conveniente per ottenere più denaro.

Hanno reso il cibo uguale al denaro, non ha più l’utilità elementare: pratica necessaria per vivere, con valore intrinseco, nutritivo oltre che etico, ma come le altre fonti di energia oggetto di lotta per il monopolio e quindi fonte di potere assoluto. Avere una Multinazionale come nutrice sarà il futuro dell’Umanità?

 


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