Gennaio

Il mese di Gennaio deriva il suo nome dal dio bifronte "Giano". Divinità romana della soglia che unisce e separa il dentro dal fuori. Per noi è il primo mese dell’anno che unisce e separa, scandisce il tempo tra il vecchio anno e il nuovo. Certo la nostra epoca ha perduto, in gran parte, il senso delle scansioni del tempo della natura, per sostituirlo con il tempo del consumismo, che tutto equipara all’usa e getta. Terminate le festività natalizie in un vorticoso scambio di confezioni di carte colorate e momenti di conviviale allegria, forzata da obblighi formali che nessuno considera profondi e indispensabili, con Gennaio ricomincia ciò che non è mai terminato.

Cosa ci aspetta di nuovo dall’anno appena iniziato? Il tempo, dicono che quando non si hanno argomenti di cui parlare si parla del tempo, secondo certe statistiche è l’argomento su cui l’umanità dialoga di più, così, tanto per parlare, senza dire nulla. Le argomentazioni sul tempo bello o brutto sono quindi cose di cui non si dovrebbero discutere perché così vaghe,mutabili e soggettive da non poter essere definite con un minimo di serietà. Eppure le condizioni meteorologiche, cioè il cambiamento del clima è uno dei fenomeni più gravi e difficili che dovremmo affrontare tutti, globalmente. Il pianeta è drammaticamente modificato dall’umanità che lo vive: il fatto che ognuno di noi espirando emetta anidride carbonica diventa un problema, sia perché siamo tanti, sia perché abbiamo distrutto eccessivamente le fonti che assorbono anidride carbonica ed emettono ossigeno come le foreste e la superficie del mare ricca di plancton.

Il benessere, a cominciare dalla salute, di tutti gli uomini sarà quindi determinata nel prossimo futuro dal respiro; anche se non tutti gli uomini usano l’aria in modo uguale. Alcuni di noi usano o meglio abusano dell’aria inquinandola in modo realmente stratosferico, è inutile nasconderlo a noi stessi: è lo stile di vita occidentale, basato sul consumismo e lo spreco di energia ricavata dai combustibili fossili, la principale causa del degrado. Forse meno evidente e poco conosciuta è la seconda causa: il sistema alimentare occidentale basato sull’eccessivo uso di carne, soprattutto di manzo. Questo alimento sanguinolento, un tempo considerato barbarico, si è diffuso nel mondo al seguito del successo economico e militare Anglo – americano.

Ora, quello che un tempo era il piatto nazionale inglese, è la principale causa della distruzione delle foreste delle zone equatoriali, la causa della sottrazione di cereali ai paesi poveri per farne mangimi per i nostri allevamenti intensivi, che producono creature abominevoli, che soffrono dalla nascita alla morte ogni sorta di malattia, trattati farmacologicamente tanto che le loro deiezioni, il mitico letame, non rappresenta più la fertilità, ma è un prodotto "tossico nocivo" da smaltimento speciale; non più usato per concimare perché distruggerebbe ogni forma di vita nel terreno essendo ricchissimo di antibiotici e metano. I peti dei bovini di tali allevamenti, senza pascolo, con rumini atrofizzati, incidono nell’ozono, nell’atmosfera, più di tutte le automobili circolanti nel mondo.

Forse è il caso di passare la soglia, che dite?


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