filippo-zaccaria-140 sfondo

L’editoriale di giugno 2014

Persuadere

Verbo dal latino persuadere, composto di per e suadere, da suavis (soave), da tema indoeuropeo *swadu, con radice swad-; sanscrito svaduh (dolce). Normalmente come verbo transitivo ha il significato di indurre qualcuno a credere o a fare qualche cosa; convincere, capacitarsi.

Il detto: “Attira più mosche una goccia di miele che una botte d’aceto”, ha in questa parola una sua sostanziale affermazione.

Certamente un fatto o una verità può essere comunicata in modi diversi e, pur non cambiando nella sostanza, essere più accettabile o meglio comprensibile. Molto più impegnativo è indurre qualcuno a credere e agire: ciò implica la complessità dell’essere che dalla forma apparente, rimanda a processi invisibili della mente, della psiche, dello spirito.

In altre parole si potrebbe dire che “persuadere” significa intervenire sull’organizzazione del pensiero altrui, modificando preconcetti o verità acquisite, modificando modelli e conoscenze, cosa, se non impossibile, molto difficile. Eppure ciò è avvenuto, avviene ed avverrà.

Come esempi molti penseranno ai grandi personaggi della storia come Gandhi, Mandela o Luther King, che hanno portato interi popoli a contraddire la violenza e la sopraffazione, mentre pochi di noi penseranno al “denaro”, quindi alle banche, al gioco di borsa, al sistema finanziario. Il mondo contemporaneo è dominato, quasi senza soluzione di continuità, da una visione quantitativa, misurabile in corrispondente denaro, di ogni dettaglio della vita. Se prima era la vita stessa a stabilire il valore delle cose, in base alla necessità, ora è il denaro che stabilisce il valore della vita senza i limiti del necessario. Il “Denaro” ha raggiunto la libertà, senza legami economici, senza leggi, senza limiti e domina il pensiero coatto dell’umanità, producendo un’organizzazione mentale in ogni singolo individuo che lo porta a scegliere, non più di esprimere il proprio essere (costi quel che costi), ma, con disperazione, di accumulare di più denaro, non più qualità, ma solo quantità.

La potenza persuasiva del denaro è indubbia, penetra profondamente nell’ego che si sente concreto, dominatore del proprio destino non più in balia delle sfide del destino. Dolcissimo è il denaro quando solletica i sogni di paradisi terrestri luoghi fantastici, esclusivi, solo per me; nascondendo l’inganno profondo e intrinseco, che non può essere speso, altrimenti si riduce e termina.

Il termine, il limite, il progetto, sono contradditori economici del Denaro che pongono al servizio del fare umano, dei suoi bisogni. Come sappiamo il denaro ci persuade ad aggirare il limite della spesa con l’investimento: “usare il denaro per ottenere maggior denaro”. La fabbrica che produce Denaro anziché cose è il modello ispiratore, non ancora raggiunto, ma in via di perfezionamento. Ancora troppe cose-scorie  sono necessarie siano: tessuti, conserve, auto o cibo geneticamente manipolato. La Casa da Gioco, la Borsa per i grandi o il Lotto e il Gratta e Vinci per i piccoli, porta alla soave emozione, alla speranza che una gran somma porti all’uomo “senza qualità”.

A proposito di miele e aceto: provate a mettere in una bottiglia solo acqua e miele, in una seconda solo acqua e aceto, in una terza sia miele sia aceto mescolati con acqua. Provate a indovinare quale attirerà più mosche.

Biolcalenda giugno 2014


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *