La Terra 14

Il Piombo

Abbiamo parlato nei numeri precedenti del rame e dello stagno e abbiamo visto che una delle caratteristiche che li contraddistingue è il loro rapporto con l’acqua. Mentre il rame ha una certa affinità con l’acqua, lo stagno, invece, la rifiuta. Passando ora al piombo possiamo dire che questo metallo ha un rapporto ancor più negativo dello stagno. I suoi minerali, infatti, non contengono alcuna traccia d’acqua e i suoi sali solubili cristallizzano senza produrre acqua.

Avere un rapporto negativo con l’acqua significa avere un rapporto negativo con la vita in quanto l’acqua è alla base dei processi vitali. In effetti il piombo è un potente veleno. Anche in dosi infinitesimali può provocare lesioni agli organi poichè ha la prerogativa di accumularsi nel tempo. Se fino a qualche tempo fa si pensava che dosi anche minime, eliminate con le urine, non avessero altri effetti secondari, oggi si sa con certezza che molte affezioni di cui si ignorava l’eziologia possono essere imputate all’intossicazione da piombo. Esso agisce a livello di modificazione cromosomica e può essere la causa di malformazioni, aborti, parti prematuri, mortalità infantile, arteriosclerosi, encefalopatie, lesioni ai testicoli, insorgenza di carie e altro ancora.

Si pensa che fra le cause del declino rapido dell’impero romano degli ultimi secoli ci fosse anche la consuetudine di usare in cucina pentole e posaterie di piombo. Ma anche al giorno d’oggi i pericoli non sono meno inferiori. Basti pensare all’inquinamento da piombo dovuto agli scarichi delle automobili e che dura da più di cinquant’anni. In piccole dosi provoca alterazioni della psiche come la propensione alla tristezza, alla malinconia, al pessimismo. In dosi maggiori provoca il cosiddetto “saturnismo” caratterizzato dalla devitalizzazione e mineralizzazione progressiva di tutto l’organismo.

Però non tutto è negativo nel piombo. Infatti se noi prendiamo in mano un pezzetto di piombo la prima sensazione è di qualcosa di untuoso che si riscalda rapidamente con il calore della mano. Sembra che esso contenga un calore latente. In effetti il piombo fonde molto facilmente, basta il calore di una candela. Mediante un esperimento si può vedere la natura di fuoco del piombo: se si riesce con particolari accorgimenti a spezzettare il piombo fino a ridurlo in polvere, questo deve avvenire in assenza di aria, altrimenti la polvere stessa si infiammerebbe.

Il piombo quindi ha una doppia natura: da una parte favorisce i processi di indurimento, di mineralizazione, dall’altra attiva il fuoco rivitalizzante. Nell’organismo umano troviamo questa doppia natura nella formazione dell’osso: duro, pesante, morto, all’esterno, molle e vivo all’interno dove il midollo osseo genera i globuli rossi del sangue.

Il processo del piombo è così legato alla morte e alla rinascita. Il pianeta che incarna questa doppia funzione è Saturno. La sua influenza era ben nota nell’antichità: considerato simbolo di morte e di vecchiaia ma anche depositario della più profonda saggezza.

Saturno, con la sua orbita, lontano dalla terra, circonda tutto il sistema planetario, lo avvolge nella sua sfera riparandolo dalle radiaazioni cosmiche provenienti dall’universo. Anche il piombo, nella sua pesantezza e passività, ha la capacità di isolare e di proteggere. Viene usato, infatti, per schermare cavi elettrici e telefonici ma soprattutto per isolare e proteggere dagli effetti mortali delle sostanze radioattive.


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