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L’iride e lo spazio ritmico

Per ogni organo vi è un periodo nelle 24 ore, in cui raggiunge il massimo della sua espressione energetica, mentre raggiunge il minimo di energia potenziale esattamente 12 ore dopo (ciclo circadiano).

Ogni ciclo  – nel tempo inizia con un ritmo impostato da un organo ritmico, che si trasmette ai due organi intermedi metabolici, per essere infine regolato e ammortizzato da un organo con funzioni neuro-sensoriali.
Prendiamo ora in considerazione la dimensione spazio. Scrive Daniele Lo Rito* (uno dei maggiori iridologi italiani contemporanei, più volte  citato nei numeri precedenti):
"Lo spazio è il substrato di tutte le nostre relazioni e dei nostri interscambi. Come esistono un tempo esogeno e uno endogeno, così anche lo spazio si può dividere in esogeno ed endogeno. Il primo riguarda l’ambiente nel quale ci muoviamo e viviamo. Questo spazio può essere fonte di pericolo e di malattia, determinando lo spazio esogeno: ad esempio, le fonti di inquinamento sia chimico sia elettromagnetico, oppure le calamità naturali rappresentano dei potenziali fattori di destabilizzazione.
Lo spazio endogeno è quello legato alla propria corporeità; questo spazio endogeno sembra venga regolato da alcuni geni chiamati omeotici.  Questi, nelle prime fasi di sviluppo embrionale, dicono "questa è la zona del cervello, questa del torace e della milza o del surrene. Ogni organo prende la sua posizione spaziale nell’essere in evoluzione che diverrà domani l’uomo o la donna."

 La colonna vertebrale  armonizza il lavoro che si dovrà fare all’interno dell’edificio, indirizzando le forze plasmatrici dove esse necessitano.
La colonna stessa vive nel ritmo e, attraverso questo, plasma il fisico come fa il vento sulle dune di sabbia. (N.B. Notare come  in latino sia definita "chorda dorsalis", quasi si tratti della corda vibrante di uno strumento musicale,  mentre l’attuale definizione di "colonna vertebrale" la identifica con un elemento statico, adatto alla nostra vita sedentaria..).
Certamente la colonna vertebrale non ha solo la funzionalità ritmica, ma comprende in sé altre funzioni qualora si prendano valori differenti di polarità tra il capo e gli arti.
Dopo la fatica di comprendere la sede dove veniva rappresentato il tempo a livello dell’iride (la siepe ), sono rimasto stupefatto di vedere che anche lo spazio ha una sua sede ben precisa . Lo spazio viene protetto dal tempo, lo spazio nutre e sorregge il tempo.
Osservando l’OPI (orlo pupillare interno)**dell’iride ci siamo accorti che rappresenta in sé la funzionalità della colonna vertebrale; da questo siamo risaliti alla sede dello spazio-rischio, che è, appunto, l’OPI.
Si definisce lo  spaziorischio come quella condizione potenziale o attuale di maggior pericolo per la salute, in seguito al verificarsi di anomalie nella spazialità corporea.

Alla prima ricerca, rivolta a intuire in quale età (cronorischio) si è verificato un trauma importante per l’individuo, si è affiancata quella che riguarda la spazialità del nostro essere e a quale livello possiamo ammalarci: lo spaziorischio ci può indicare il settore corporeo più debole, una predisposizione costituzionale oppure acquisita. E’ ancora un lavoro sperimentale che meriterà correzioni e nuovi apporti diagnostici, ma che vuole dare un altro contributo all’iridologia.
Abbiamo diviso il cerchio della pupilla in 360 gradi, considerando i primi 180 gradi partendo dalle ore 12.00 in due semicirconferenze da 0′ a 180′ e da 180′ a 360′; su ognuna di esse si sono rappresentati 26 spazi, ciascuno dei quali su un’area ben precisa. Questi 180 gradi si rispecchieranno in modo corrispondente sull’altra metà. Troveremo nell’OPI i vari spazi dall’1 sulla vertebra cervicale C1 fino al 26 sul coccige.

Dunque – ad esempio – un’anomalia nell’ OPI in corrispondenza dello spazio 1 sta ad indicare un’alterazione  della  vertebra cervicale C1, nello spazio 15 >vertebra dorsale D8, nello spazio22 > vertebra Lombare L3.
E non solo. Poiché i blocchi posso essere causati da traumi intensi, si può stabilire una corrispondenza anche tra la zona dell’OPI alterata ed uno spazio psico/fisico. Ad esempio: allo spazio 1 corrispondono  il Cervello e la capacità di integrazione; allo spazio 15 la milza e la capacità di programmare, allo spazio 22 i Genitali e la Vescica e le capacità creative. Si tratta di teorie innovative, basate su sperimentazioni  e casistiche su larga scala.

Da parte mia ho trovato un fortissimo riscontro, nelle mie analisi iridologiche, tra gli spazi alterati dell’OPI e i blocchi a livello della colonna vertebrale; ad esempio, allo spazio 6 – cui corrisponde la vertebra C6 – non mi è stato difficile associare più volte dolori al collo e alla spalla ed anche a una volontà bloccata o altalenante. Ognuno potrà verificarlo nella propria iride durante gli incontri di iridologia, in particolare in quello riservato all’analisi dell’OPI e della valutazione energetica (6 aprile)

Da notare nella foto i 26 spazi nel semicerchio più interno

 

* Nel 1989 Daniele Lo Rito ha aperto il campo di ricerca verso il tempo; ne è nato il Cronirischio (Lo Rito D., Il Cronirischio, ed. Editorium, MI). Dopo qualche anno di ricerca ha aperto quello dello Spaziorischio (Lo spazio dell’uomo, ed. Xenia, 1998)
** Lo abbiamo analizzato in più articoli nel Biolcalenda 2006, ad esempio in "Iride e Energia"

 


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