Le possibilità della Neuralterapia

La neuralterapia è una metodica diagnostica e terapeutica che ricerca i campi di disturbo, zone del nostro organismo che possono provocare un sintomo, una malattia o un’alterazione metabolica. Queste sono: cicatrici, denti, tonsille e seni nasali, plesso genitale, tiroide, corpi estranei e linee di frattura. Un sintomo cronico o recidivante che si ripresenta ad intervalli regolari di giorni settimane o mesi può essere alimentato da un campo di disturbo.

Le possibilità della neuralterapia sono infinite. Dobbiamo solo saperle cogliere, anche se non sempre è facile individuare il campo di disturbo. Il paziente deve ricordare quando è iniziata una patologia, ma soprattutto cosa è successo prima.

Alcuni mesi fa ho visitato una signora affetta da Herpes Zoster toracico, il cosiddetto fuoco di S. Antonio.Aveva un dolore molto forte sotto il seno sinistro e una dermatite tipica che iniziava a livello laterale sinistro delle prime vertebre toraciche. Lì c’era una cicatrice trasversale da estrazione di un lipoma che aveva eseguito l’anno precedente. Ho subito infiltrato la cicatrice e il ganglio sottostante. Il dolore è passato immediatamente. Ho ripetuto la terapia due volte a distanza di alcuni giorni e la paziente è guarita.

A volte le cicatrici da intervento chirurgico come quelle dell’ernia del disco o dell’ernia inguinale possono creare campo di disturbo nella zona operata e simulare il dolore che il paziente aveva prima. Il risultato, dopo una visita del chirurgo, è la proposta di un nuovo intervento.

È sufficiente infiltrare la cicatrice con un anestetico locale per annullare il dolore e ripristinare il giusto equilibrio energetico. La neuralterapia funziona non solo in modo diretto, ma anche indiretto; infatti, altre possibilità sono quelle per la zona genitale nella donna con mestruazioni dolorose accompagnate da cefalea o dolori lombari durante il ciclo, o per la prostata che può alterare non solo la minzione, ma anche provocare alterazioni a livello circolatorio degli arti inferiori. Anni fa ho avuto in cura un uomo affetto da “claudicatio intermittens”, vale a dire “zoppicamento ad intermittenza”, una malattia che provoca una mancata ossigenazione a livello delle gambe e dei piedi. La persona è costretta a fare solo 50 – 100 metri a piedi, poi per mancanza di ossigeno alle gambe arrivano forti dolori e deve fermarsi anche in mezzo alla strada con evidente imbarazzo. Finge così di guardare una vetrina. Questi soggetti sono chiamati “gli osservatori delle vetrine” proprio per questa caratteristica. Il chirurgo aveva consigliato un’operazione all’aorta addominale per liberare il flusso sanguigno. Con poche applicazioni di neuralterapia a livello della prostata è guarito e senza bisogno di intervento ed ha potuto riprendere a camminare come e quanto voleva.

Dopo una safenectomia avvenuta venti anni prima una signora aveva rigonfiamento di linfonodi inguinali e una fistola cronica allo stesso livello. L’infiltrazione con procaina ripetuta più volte ha fatto espellere un punto di sutura che era rimasto incistato nel sottocute per venti anni e la fistola si è richiusa.

Le allergie respiratorie e cutanee come l’asma, la rinite allergica, l’orticaria e gli eczemi sono guariti da infiltrazioni sulla mucosa anteriore alle tonsille e sui seni nasali. Questi sono campi di disturbo nascosti, nel senso che non danno sinusiti o tonsilliti, ma provocano allergie insensibili a tutte le terapie antistaminiche, cortisoniche o ai cicli di vaccini desensibilizzanti.

La spiegazione è che non sono gli allergeni a provocare le allergie, ma l’attivazione di uno o più campi di disturbo che alterano il giusto equilibrio energetico. L’allergene è solo lo scatenante ultimo, ma l’allergia è qualcosa di sregolato all’interno del nostro organismo. Se così non fosse, tutti noi, respirando i pollini, avremmo un attacco di rinite vasomotoria.


2 comments on “Le possibilità della Neuralterapia

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    tiziana de felice on

    Salve, sono un medico, anestesista e omeopata, reduce da un intervento chirurgico per asportazione di Neurinoma dal nervo acustico di sn. Chiaramente c’e stata lesione di alcune fibre del faciale (non sezionato peraltro) che ha esistto inizialmente in paralisi grado 6 di Bell. Sono passati tre anni, e fra fisioterapia e osteopatia ho recuperato il 90% della funzione e dell’estetica. Essendomi interessata anche io di neuralterapia mi domandavo se potrebbe essere un buon adiuvante per un ulteriore recupero. Grazie

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      Dott. Angilè on

      Buongiorno,
      sicuramente alcune sedute di neuralterapia possono essere utili. Consiglio se già non l’ha letto il libro “Barop H.: Manuale e Atlante di Terapia Neurale secondo Huneke. Edi-ermes, Milano 2003” che spiega la tecnica per il nervo faciale e per gli eventuali gangli da infiltrare.
      Cordiali saluti.

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