PHTLS

Il trauma viene comunemente definito come un evento lesivo che deriva dal rilascio di forme specifiche di energia fisica o da un ostacolo al normale flusso di energia. L’energia assume cinque forme fisiche: meccanica, chimica, termica, radiante o elettrica.

L’energia meccanica, la causa più comune di trauma è dissipata quando un’autista senza sistemi di protezione quali la cintura di sicurezza e l’air-bag urta il parabrezza nel corso di un incidente stradale.

Un trauma da energia chimica avviene quando una persona, di solito un bambino, inghiotte inavvertitamente qualche sostanza caustica, per esempio l’ammoniaca o qualche detergente per le pulizie di casa. L’energia termica si esprime quando qualcuno si ustiona al contatto di un fuoco acceso. L’energia radiante produce una scottatura prendendo troppo sole per abbronzarci al mare. L’energia elettrica può lesionare cute, nervi e vasi di qualcuno che viene a contatto con un filo elettrico scoperto.

Gli incidenti stradali sono le cause principali di morte collegate al trauma.

Le ambulanze che girano sulle nostre strade intervengono sia per malattie internistiche, quali infarti, ictus, traumi casalinghi, ma soprattutto in seguito ad incidenti stradali.

Il PHTLS (prehospital trauma life support) è un insieme di tecniche che servono al personale medico e paramedico delle ambulanze per intervenire sul paziente traumatizzato in modo corretto. Eseguono così un trattamento preospedaliero che permette al traumatizzato di arrivare nel centro traumatologico più attrezzato con i parametri vitali ancora funzionanti.

I cinque punti affrontati nella valutazione primaria del traumatizzato sono i seguenti da eseguire secondo le lettere dell’alfabeto A B C D E:

A (Airway) Trattamento delle vie aeree e controllo colonna cervicale.

La prima emergenza dopo un trauma è la verifica della pervietà delle vie aeree.

Il soccorritore controlla se c’è qualcosa (sangue, sabbia, saliva, dentiera, vomito) che impedisce al paziente di respirare. Dopo aver liberato l’eventuale ostruzione controlla la colonna vertebrale cervicale, cercando di rimetterla in asse se possibile e bloccarla con un collare.

B (Breathing) respiro, ventilazione

Somministra poi ossigeno al paziente se non respira o ha una cadenza respiratoria minore di 12 o maggiore di 20 atti/minuto. Entrambi i casi indicano difficoltà respiratoria.

C (Circulation) Circolazione ed emorragie.

Esamina subito dopo la circolazione cercando di trovare il giusto battito cardiaco e ispeziona il corpo del traumatizzato per ricercare, se non già visibile un’eventuale emorragia esterna o interna. Per questo deve spogliare il paziente rimuovendo i vestiti, quando possibile, con una forbice senza alterare la posizione o provocare bruschi movimenti alla persona.

D (Disability) Stato neurologico

Controlla poi i deficit neurologici, quali l’agitazione, l’apertura degli occhi, la mancanza di coscienza, la risposta verbale, la migliore risposta motoria attiva.

E (Expose / Environment) esposizione e protezione dall’ipotermia.

Ricopre subito dopo il soggetto per mantenere la temperatura corporea.

Seguirà poi, possibilmente in ambiente ospedaliero, la valutazione secondaria del paziente. Sono importanti le domande sull’anamnesi di malattie pregresse, allergie, medicamenti presi, interventi chirurgici, ultimo pasto (per eventuale anestesia), eventi correlati al trauma. Per esempio un diabetico che si sente male al volante della sua auto, perde il controllo e provoca un incidente.

Due consigli.

Primo: Indossate sempre la cintura di sicurezza perché, in caso di impatto la cinetica ci proietta in avanti contro il volante e quando c’è l’air bag e si apre, ci colpisce al volto e al torace con una forza maggiore di un pugno di Mike Tyson. In entrambi i casi, la cintura ci salva la vita.

Secondo: la parte bassa trasversale della cintura di sicurezza correttamente indossata deve essere posizionata sulle spine iliache antero-superiori e bloccata in quella posizione, perché la forma concava del bacino protegge gli organi addominali.


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