achillea

L’uso di tisane e decotti in agricoltura

Gli estratti vegetali possono rappresentare un valido strumento per favorire e stimolare le autodifese delle piante coltivate. Si possono impiegare svariati tipi di piante come achillea, ortica, tarassaco, assenzio ed altre ancora in base alle varie esigenze. Di seguito ne citiamo alcune. Ãˆ possibile utilizzare tisane e decotti di origine vegetale per favorire il buono stato fitosanitario delle piante

Considerando che per contrastare le varie patologie, in agricoltura biologica e biodinamica, si dispone (per ovvi motivi, legati all’inquinamento ambientale ed alla contaminazione dei prodotti) di «armi spuntate». E che non si tratterebbe comunque di fare una guerra contro questo o quel nemico.
Occorre dunque rinforzare le naturali difese delle piante coltivate applicando una buona pratica agronomica (concimazioni equilibrate, rotazioni colturali, biodiversità, ecc.).

Fra gli strumenti che si possono utilizzare vi sono le tisane e i decotti, mirati a favorire il benessere complessivo delle piante. Ciò significa che tisane e decotti non devono essere intesi come un mezzo curativo, ma devono essere usati come prevenzione.
Esistono in natura svariate tipologie di piante che possono essere usate, ma la prima cosa da tenere in considerazione è l’acqua, che dovrà essere leggermente acida (pH da 6 a 6,6) e non dovrà essere invece un’acqua «pesante» cioè ricca di minerali (ad esempio acqua piovana che, ovviamente, non sia stagnante quindi ricca di alghe). Per acidificare l’acqua si può usare succo di limone. È bene poi misurare l’acidità utilizzando una cartina di tornasole.

Per realizzare una tisana di achillea (Achillea millefolium), con 10-15 grammi di fiori secchi, occorrono 4 litri di acqua bollente. Solitamente per le tisane si immerge la parte vegetale (fiore, foglia o radice che sia) in acqua bollente e si lascia in infusione per qualche minuto. La tisana va poi diluita 1 a 10. Si avranno quindi 40 litri che potranno andare a coprire indicativamente un ettaro di coltura. Dipenderà dal tipo di coltura (frutticole, orticole, cereali) e dall’efficienza degli irroratori. La tisana di achillea previene gli inconvenienti dovuti a stress da calore.

Le tisane agiscono di più sulla parte aerea della pianta come foglie, steli e fiori preferendo come via di azione la concimazione fogliare e la stimolazione fogliare. Va quindi irrorata preferibilmente sulla parte aerea al mattino presto, o nel tardo pomeriggio (non durante le ore calde della giornata).
Si può usare anche aglio in polvere nelle dosi di 60-80 grammi per 10-15 litri d’acqua totali. Ha proprietà fungicide, battericide ed anche stimolanti. Può avere azione insettifuga su alcuni insetti nocivi. In questo caso si può miscelare i 60-80 grammi di polvere con un litro di acqua bollente per poi allungare il tutto con altra acqua fino al raggiungimento dei 10-15 litri complessivi. I trattamenti vanno ripetuti in relazione ai momenti critici. Questo significa che in caso di piogge primaverili, o periodi di forte umidità, le spruzzature vanno eseguite con una certa frequenza (anche ogni 3-4 giorni) in modo da garantire la copertura da attacchi. È sempre consigliato fare test e verifiche di prova su un testimone per verificare che non vi siano incompatibilità con specie o varietà coltivate, anche in relazione all’andamento stagionale ed al clima. Soprattutto con le polveri vegetali.

Con la polvere di assenzio (Artemisia absinthium) nelle dosi indicative di 60-80 grammi per 10-15 litri d’acqua totali si possono controllare un buon numero di insetti nocivi. In alcuni casi vi sono stati buoni effetti anche sul controllo delle formiche.
Mentre nel caso del più noto degli antimicotici di origine vegetale, l’equiseto, è possibile impiegare 30-50 grammi di polvere (Equisetum arvense) per 10 litri d’acqua. In questo caso, però, si rende necessario il decotto (e non la tisana) per via della struttura coriacea che presenta questa specie vegetale. Occorre far bollire quindi il tutto per 40-50 minuti circa. Si possono anche far bollire i 30-50 grammi di polvere in due litri d’acqua per poi allungare con acqua fino al raggiungimento dei 10 litri circa

Nel caso in cui si disponga di equiseto essiccato, ma non polverizzato, se ne fanno bollire 200-300 grammi in 10-20 litri d’acqua a fiamma bassa per un’ora. Si può utilizzare anche la pianta fresca nella quantità di 1-1,5 Kg sempre in 10-20 litri d’acqua. Il decotto va quindi diluito al 5-10% con acqua e spruzzato su piante e terreno nella quantità di 100 litri per ettaro. Alcuni agricoltori spruzzano il decotto solo sul terreno ai piedi delle piante, senza bagnare la parte aerea. Nel caso si voglia irrorare anche la parte aerea della pianta è bene evitare la bagnatura dei fiori.

Biolcalenda giugno 2013


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