La Terra 05

La terra e la sua resistenza

Per “Terra” si intende tutto ci√≤ che √® allo stato solido: la caratteristica dello stato solido √® la durezza e, di conseguenza, la sua impenetrabilit√†. Se di fronte al fuoco-calore, all’aria, all’acqua, l’uomo pu√≤ passare indenne, di fronte alla terra l’uomo deve fermarsi oppure scontrarsi.

La terra, infatti, a differenza degli altri tre elementi, ha come primo carattere la resistenza. Gli altri elementi possono anche essere ostili, ma non sono sempre ostili. Per comprenderli appieno, occorre immaginarli in un ambivalenza di dolcezza e di durezza. La resistenza della materia terrestre, invece, √® immediata e costante. Essa √® la controparte oggettiva e diretta della nostra volont√†, √® il banco di prova dove essa si pu√≤ esercitare, √® la causa del lavoro umano da cui si sviluppa l’energia. Nel lavoro, sollecitato dallo scontro con la materia dura, l’uomo diventa cosciente delle sue potenzialit√† dinamiche, della loro variet√† e contradditoriet√†.

Di fronte ad un blocco di granito, l’uomo, prima si sente impotente, poi subentra la sfida: la durezza del granito diventa una provocazione che offende e l’offesa pu√≤ essere vendicata solo con le armi, gli attrezzi e gli strumenti dell’astuzia umana. Bisogner√† scolpirlo o levigarlo per adattarlo alle esigenze del momento. Inizia il lavoro e con il lavoro prende corpo la consapevolezza di poter domare e dominare la materia. Questa consapevolezza stimola tutto un mondo di immagini che vanno ad alimentare la forza di volont√†. Pi√Ļ immagini si producono e pi√Ļ si determina la volont√† di agire perch√® “non si vuole veramente che ci√≤ che si immagina copiosamente”.

Allo stesso tempo, la fecondità delle immagini, muta anche la dimensione delle nostre forze, dandoci impressioni demiurgiche e illusioni di onnipotenza. Queste illusioni sono utili perchè sono un incoraggiamento ad aggredire la materia nella sua profondità. Nascono i mestieri umani: nel lavoro del fabbro o del falegname o del vasaio trovano espressione e realizzazione pratica questi sogni di volontà.

La materia quindi, ci fa conoscere le nostre forze e conferisce alla volont√† una sostanza durevole su cui questa pu√≤ esercitarsi. Tramite i sogni di dominazione la materia riceve tutto un avvenire di lavoro: vogliamo vincerla lavorando e godiamo in anticipo dell’efficacia della nostra volont√†. In questo contesto, sognare immagini materiali, semplicemente sognarle, ha l’effetto di tonificare la volont√†.

Ma la materia dura ha anche il potere di istruirci. A furia di manipolare materie differenti e ben caratterizzate possiamo sviluppare le doti di flessibilit√† e di resistenza.  Non solo diventiamo abili nella modellazione delle forme, ma anche materialmente capaci di agire attenendoci al punto di equilibrio tra la nostra forza e la resistenza della materia. La mano che lavora ci porta ad acquisire sempre nuove facolt√† e ci permette di ampliare all’infinito la nostra immaginazione. Si entra in un nuovo ordine: non pi√Ļ solo esistenza ma esistenza dinamizzata. L’essere supera la condizione di staticit√† e conquista il movimento e con il movimento si assicura la vita.


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