Fibre o statine?

Sulla rivista dei cardiologi statunitensi (American Heart Journal 2005; 150: 94-101) è comparso recentemente uno studio che testimonia ancora una volta l’importanza del consumo dei cereali integrali, dei legumi e di una adeguata quantità di fibre nella dieta.

I ricercatori statunitensi affermano che un elevato consumo di fibre di cereali e di granaglie integrali può rallentare la progressione dell’arteriosclerosi nelle arterie coronarie delle donne in età postmenopausale. Niente di nuovo, dirà qualcuno. Invece questa indagine rivela effettivamente qualcosa di interessante.

La maggior parte degli studi che hanno collegato il consumo di fibre (specialmente quelle di cereali) con la riduzione del rischio di infarto o ictus sono infatti stati condotti in pazienti sani, senza malattie coronariche. Di conseguenza non era possibile la valutazione dell’effetto dell’assunzione di fibre sulla progressione della malattia nei pazienti già portatori di lesioni coronariche evidenti. Secondo i ricercatori che hanno realizzato lo studio in questione, le differenze nella progressione dell’arteriosclerosi ottenute con il consumo di fibre, di cereali integrali e di legumi sono quasi identiche a quelle determinate dal consumo di statine.

Le statine sono attualmente i farmaci più usati per controllare il livello di colesterolo sanguigno e per ridurre il rischio di infarto cardiaco e di ictus. Non si può tuttavia dimenticare che la loro assunzione espone all’eventualità di sviluppare patologie muscolari ed epatiche.


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