Selezione delle razze canine

E’ certamente non confortante ammetterlo ma la selezione delle razze, soprattutto canine, in Italia negli ultimi decenni spesso è stata guidata da puro interesse di guadagno immediato, come principale fonte di reddito familiare o importante integrazione dello stesso e poco altro. Perché affermo questo?

Per esperienza diretta, purtroppo. Come veterinario ho spesso dovuto confrontarmi con cani "di razza" nei quali si faceva fatica a scorgere anche le caratteristiche morfologiche tipiche: l’aspetto di alcuni soggetti era così degenerato che a stento riuscivo ad attribuirgli una appartenenza di razza! Soggetti  brutti, disarmonici, con comportamenti emotivi inaffidabili, defedati, senza vitalità. Cuccioli oltremodo terrorizzati dalla nuova "famiglia" che li aveva acquistati spesso a caro prezzo. Ipereattivi a ogni nuovo evento o contatto con umani oppure al contrario totalmente passivi ed indifferenti, ottusi, poco intelligenti.
Quando ci si imbatte con frequenza in situazioni di questo tipo qualcosa di patologico c’è veramente ma non è attribuibile ai cani se non come effetto finale: la patologia è nell’uomo e si chiama DENARO !!!

La realtà è che sempre più di frequente l’animale da compagnia è diventato un "oggetto" di moda da possedere come accessorio per dimostrare il proprio "status" sociale da parte dell’acquirente, mentre da parte del venditore il cucciolo è "merce" da avere sempre a disposizione, senza nessun rispetto per i tempi biologici, su cui guadagnare il massimo possibile. Questa non è certo tutta la realtà di allevamento in Italia ma ne rappresenta una parte cospicua diretta responsabile dello "sfascio genetico" a cui sono giunte molte razze sia canine che feline.

L’altra componente causale da ricordare per avere un quadro completo dello "sfascio" è la diffusione ormai capillare dei mangimi industriali: ormai da circa vent’anni intere generazioni di cani e gatti mangiano esclusivamente una "sbobba", priva di vita, pesantemente additivata chimicamente che nutre in modo distorto ed insufficiente. Quando parliamo di displasia d’anca e/o del gomito in tante razze canine, invece di sottolineare in modo maniacale la causa genetica che sarebbe alla base del problema, proviamo a prendere in considerazione il fatto che intere generazioni sono costantemente alimentate con un cibo pessimo e "morto" e ci avvicineremo così ad una spiegazione più vicina a verità: è ovvio che dopo 2 o 3 generazioni le ossa comincino a "sbriciolarsi" o a deformarsi.

Di pari passo procede anche l’indebolimento psicologico dei soggetti che spesso risultano poco disponibili all’apprendimento (stupidi appunto) quando non paurosi fino al terrore e all’aggressività da panico. Certo che la verità è scomoda e poco remunerativa economicamente ma se non cominciamo a prenderne coscienza il peggioramento genetico sarà sempre maggiore nei prossimi anni.
La degenerazione del carattere ritengo sia maggiormente collegata alla consanguineità sempre più stretta rilevabile anche dai pedigree quando non sono "taroccati". Gli stessi "concorsi di bellezza" risultano essere un incentivo ad un modo degenerato di allevare: quando il giudizio è realmente imparziale e non condizionato da rapporti clientelari, tende comunque a privilegiare in modo unilaterale l’aspetto morfologico (cioè l’estetica) su tutto il resto.  Questo non è assolutamente corretto in quanto in questo modo s’impongono "campioni" di razza, magari bellissimi ma deficienti dal punto di vista caratteriale: ciò è molto presente nelle razze da compagnia e da guardia ma anche in quelle da lavoro dove l’eccessiva selezione di caratteri specifici (es. olfatto e velocità) portano ad un vicolo cieco la selezione di razza in pochi anni.

Da tutto questo si esce soltanto con una nuova presa di coscienza del rapporto uomo-animale che deve uscire dalla pura logica economica e di sfruttamento per giungere alla comprensione della grande responsabilità che l’uomo ha nei confronti degli anima-li che implica un rapporto fondato sull’amorevole rispetto e vera cura sia del corpo che dell’anima. Dobbiamo arrivarci le alternative non sono percorribili!

(Biolcalenda – Giugno 09)


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